Tanti sorrisi (Roma Capannelle). Un CALCUTTA sempre più maturo conquista il Rock in Roma – REPORTAGE

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Tanti sorrisi (Roma Capannelle). Un CALCUTTA sempre più maturo conquista il Rock in Roma – REPORTAGE

Non era Milano Dateo, non sembrava il Colosseo e dal cielo non piovevano cocktail. Ma gli spettatori del concerto di Calcutta al Rock in Roma ieri sera avevano lo stesso un sorriso che li spaccava in tre, dovuto all’alcool forse, al caldo (ma ne dubito) o più verosimilmente a lui, quell’orsacchiottone tenero che all’anagrafe fa Edoardo D’Erme, che canta d’alienazione 3.0 come forse nessuno oggi in Italia e che sì dai, possiamo dirlo, ha in qualche modo rivoluzionato il mercato discografico nostrano, poco a poco, tra una sigaretta e delle tute fosforescenti, tra un video di Lettieri e una stories, tra Pesaro e Peschiera del Garda, partendo da Latina naturalmente.

La data romana del suo tour 2019, la prima sul palco che una volta è stato di Bruce Springsteen (!), è scivolata via in un clima di cazzeggio misto a fomento, con il pubblico (c’erano anche dei quarantenni! Li ho visti, ve lo giuro) felice e contento di aver assistito alla consacrazione di un tizio che fino a pochi anni fa, possiamo dirlo pure questo, non si inculava minimamente nessuno, neanche quei localini del Pigneto dove per suonare quasi ti chiedono dei soldi, altro che cachet. 

La consacrazione sì, perché ventimila persone non ti vengono a vedere per caso, perché nelle line up dei più grandi festival estivi dello stivale non ci finisci per caso, perché se le tue frasi diventano gli slogan di una generazione e mezza per.. beh avete capito l’antifona. E quando tutto succede a Roma, la città che lo ha accolto, svezzato e poi rivomitato, la sensazione è ben diversa, agrodolce come un “kiwi“, il secondo brano della scaletta dopo l’intro con “Briciole“. “oo, mondo cane” grida l’ippodromo intero, mentre l’odore dei cavalli viene sopraffatto dal sudore dei fan. Su “orgasmo” ci si scioglie, poco prima di sorridere per la cover di “Se tu non torni“, brano di Miguel Bosè che ci riporta ad un periodo dove il 90% dei presenti non era stato neanche concepito.

Ma non c’è tempo per gingillarsi, perché poi una dietro l’altra il buon Edro tira fuori tutto il meglio del suo repertorio: “Milano“, “Limonata“, “Paracetamolo“, il momento acustico intimo con l'”antichissima” “Amarena” (ma c’è qualcuno che l’ha sentito il primo disco?). Il pubblico è contento, urla, si emoziona. Edoardo un po’ meno.. la consacrazione, la maturità, quello che dicevo prima, eccola qua: colleghi amici sotto palco ad ammirarlo (avvistati Emma e Mox), piglio da showman scazzato, presenza scenica ormai consapevole, poche sviste vocali (ma su questo dai, l’aiutino ci stava, non neghiamocelo), Calcutta sul palco oramai va, va come un treno.

Il poker “Cosa mi manchi a fare” “Oroscopo“, “Del verde” e “Sorriso (Milano Dateo)” stenderebbero chiunque, ma è tempo di arrivare alla fine, alle preferite da tutti, alla “svastica a Bologna” o al “Frosinone in serie A“. Chiudendo con 20mila persone che urlano “weeee deficienteeee“. Per un attimo, brividi.

Un’ora e mezza, forse troppo poco per un orgasmo, ma anche stavolta ce ne andiamo con un sorriso che ci spacca in tre. Aspettando il prossimo concerto della consacrazione, naturalmente.

Calcutta @ Rock in Roma 2019 | Scaletta

Briciole
Kiwi
Orgasmo
Cane
Se tu non torni
Milano
Limonata
Paraceteamolo
Rai
Albero
Amarena
Nuda nudissima
Cosa mi manchi a fare
Oroscopo
Del verde
Sorriso (Milano Dateo)
Arbre Magique
Hübner
Le barche
Due punti
Gaetano
Saliva
Frosinone
Pesto

Calcutta @ Rock in Roma 2019 | Gallery

Foto di Ilaria Patulli

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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