Sulla scena italiana si fa spazio un nuovo giovane cantautore pop: Nathan Francot. Il 10 luglio per la prima volta live – INTERVISTA

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Sulla scena italiana si fa spazio un nuovo giovane cantautore pop: Nathan Francot. Il 10 luglio per la prima volta live – INTERVISTA

Nathan Francot

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Nathan Francot, giovane cantautore varesino di cui da poche settimane è uscito il nuovo singolo “Stupido io”, disponibile sulle principali piattaforme streaming. Un pezzo dal ritornello orecchiabile, che dopo un secondo ascolto ti ritrovi già a canticchiare indossando il costume e preparandoti per volare in spiaggia.

Ricordate le bestemmie di zia Mara Maionchi contro gli artisti italiani che insistono a cantare in inglese? Bene. Nonostante il nome dal sapore anglofono, Nathan canta in italiano. È stato svezzato dalla musica di De André e De Gregori, ha 3 singoli all’attivo – precedenti a “Stupido io”, i brani “Ci vuole coraggio” e “Ventitrè” –, è al lavoro sul suo album d’esordio e non fa trap. Altro punto in favore. Ma soprattutto ha una penna vivace, ha tanto da raccontare e il suo pop ci ha un po’ ricordato Ultimo e Ed Sheeran.

Nell’attesa di ascoltarlo per la prima volta dal vivo il 10 luglio al “Lofter Date” presso il teatro La Versiliana, scopriamo qualcosa in più su Nathan attraverso la nostra intervista.

Ciao Nathan, che ne dici di presentarti a chi ancora non ti conosce? Partiamo proprio da “Nathan Francot”: immagino sia un nome d’arte, vero?

Ciao! Mi chiamo Nathan, classe ‘95 e sono di Varese. E no… Nathan Francot è proprio il mio nome… strano ma vero! Dal momento che non sono mai riuscito a delineare un mio personaggio ho sentito la necessità di mantenere il mio vero nome, così da presentarmi davvero come sono.

Cantare in italiano, nel 2019, ritieni che sia una scelta “coraggiosa” o al passo con le attuali esigenze dell’ascoltatore?

Penso che sia una scelta che mi si addica, non la reputo coraggiosa ma giusta per me poiché in italiano riesco a comunicare ogni emozione in modo più sincero, esattamente così come voglio che arrivi all’ascoltatore. In questo modo spero che oltre a concentrarsi sull’arrangiamento della canzone una persona riesca con più facilità ad identificarsi con ciò che scrivo. 

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo “Stupido io”. Nel brano canti della fine di una relazione che diventa una sorta di pretesto per parlare di quanto a volte si resti ingabbiati nel passato per paura di non riuscire ad andare avanti. Quello “stupido” come va interpretato: si è “stupidi” a non credere che ogni strappo o ferita possa essere l’occasione per una rinascita?

Esattamente. Con “Stupido io” vorrei che l’ascoltatore, dalla ferita di una relazione finita, possa trovare la forza di andare avanti e di cercare nuove occasioni per essere felice e realizzato. Non so dirti chi sia “stupido”, posso dirti chi non lo è: chi con perseveranza rincorre i propri obiettivi, in qualsiasi ambito si trovi.

Sinora hai sfornato 3 singoli. Diversi, sì. Ma in ognuno tornano accenni al tuo vissuto e in particolare all’importanza che hanno avuto per te alcune figure famigliari. Per un cantautore, cantare di ciò che gli appartiene, la vedi più come un’esigenza personale o come un valore aggiunto che rende la propria musica più vera e quindi con un maggiore impatto per chi l’ascolta?

Entrambi gli aspetti. Sicuramente chi impugna una penna e inizia a scrivere sente l’esigenza di raccontare qualcosa, di dire la sua e sfogarsi. Inoltre l’aver vissuto determinate situazioni in prima persona mi permette di avvicinarmi meglio a chi le ha vissute a sua volta… tutto questo attraverso la musica. Ho ricevuto moltissimi messaggi di persone che si sono immedesimate nei miei testi e che hanno trovato conforto e forza per superare situazioni per loro difficili.

Dicevamo, 3 singoli appunto. C’è anche un album in previsione?

Manca ancora un elemento che chiuda il percorso dei singoli, ma l’album è in cantiere ed è già a buon punto. Questo mio primo lavoro è un vero e proprio percorso, spero che chi ascolta e mi sta apprezzando accetti di percorrerlo con me! Incrociamo le dita!

Guardando al panorama discografico attuale, italiano e non, quali sono i tuoi riferimenti? Ti senti vicino o distante dal percorso di un Ultimo?

Io sono cresciuto con gli artisti che mia madre ascoltava come Fabrizio De André, Vasco Rossi, Francesco De Gregori e altri grandi cantautori italiani. Ancora oggi, ovviamente, sono un grande appassionato e fruitore di musica, e posso dire che tutto questo mi abbia aiutato a definire il mio genere e quello che sono come persona. Per quanto riguarda Ultimo è difficile paragonarsi ad un artista di quel calibro, ha fatto un percorso incredibile che spero un giorno di poter percorrere anch’io. Credo che nonostante il contenuto possa a volte assomigliarsi, il bello della musica sia proprio di poter dire cose simili partendo da punti di vista differenti.

L’estate è alle porte: che programmi hai per le prossime settimane, avremo modo di ascoltarti dal vivo?

Per ora non ho mai avuto occasioni di esibirmi live! Il primo sarà il 10 luglio al Festival “Lofter Date” al teatro La Versiliana di Marina di Pietrasanta… spero poi di poter avere tante altre occasioni!

E noi glielo auguriamo facendogli l’in bocca al lupo in vista del 10 luglio!
Intanto, nell’attesa del nuovo singolo e dell’album di debutto: aprite Spotify, cercate Nathan Francot e prestate orecchio ai suoi primi 3 brani. Vi ritroverete ad ascoltare una delle più interessanti promesse del pop in salsa italiana.

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