HAVOC & LAWN: “Cerchiamo di trasmettere la gioia che proviamo quando suoniamo” – INTERVISTA

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HAVOC & LAWN: “Cerchiamo di trasmettere la gioia che proviamo quando suoniamo” – INTERVISTA

Havoc & Lawn

foto di Gaia Carollo

Havoc & Lawn sono tornati per il secondo anno consecutivo sul palco di Nameless Music Festival di Barzio (LC) giunto alla settima edizione. Il duo reggiano ha iniziato il suo percorso ispirandosi al sound tipico dell’etichetta Sosumi, caratterizzato da un mix tra jackin house e groove, ma con il tempo Havoc & Lawn hanno deciso di concentrarsi su suoni meno mainstream. Di conseguenza la loro musica è maturata, sino ad arrivare al sound di oggi: più underground e dalle sonorità tech house e jackin house, che il duo mischia a un gusto personale il sound old school.

Da dove arrivano i vostri nomi?

Havoc è la prima parola che ho imparato in inglese (Riccardo), mentre Lawn è la traduzione del cognome di Simone.

Come vi siete conosciuti? Da dove arrivano le vostre rispettive vocazioni musicali?

Frequentavamo la stessa scuola nonostante un anno di differenza d’età, Riccardo mi scrisse per qualche consiglio perché ho iniziato a produrre qualche anno prima. Da lì iniziammo a lavorare insieme fino a una prima collaborazione, decidemmo poi di continuare questo percorso insieme. Riccardo è cresciuto con un nonno jazzista e sempre vicino all’ambito della musica studiando chitarra e piano, mentre io (Simone) sono sempre stato appassionato di musica e tecnologia, già da piccolo ho iniziato a giocare con software per la produzione che mi hanno portato a sviluppare una grande passione.

Come è cambiata la vostra vita dopo “Jackin”?

Diciamo che non è cambiata, sicuramente ci ha portato grandissime soddisfazioni, grandi supporti e ci ha fatto notare molto nel mondo della musica

Ho letto di una maturazione nella vostra musica, me la spiegate?

Nell’ultimo periodo stiamo muovendo le nostre sonorità verso un sound più underground e tech house, rispetto a cose un po’più house/groove come Jackin appunto.

Come si fa funzionare un duo? Siete sempre d’accordo su tutto? Si riesce a far coincidere le ispirazioni di entrambi?

Per noi è piuttosto facile, non siamo sempre d’accordo, sarebbe impossibile, ma la cosa più importante è riuscire a trovare una via di mezzo e saper scendere a compromessi. Riusciamo a lavorare bene insieme perché Riccardo ha molte più conoscenze musicali di me, che sono un po’ più la parte tecnica del duo, possiamo dire che ci completiamo.

Cosa date al pubblico quando vi esibite e cosa vi restituisce?

Cerchiamo di trasmettere la gioia che abbiamo quando suoniamo, il divertimento e la voglia di ballare e non pensare al mondo esterno per quell’ora o due. È sempre una grande emozione vedere persone appassionate alla musica, che si divertono e che ballano con le nostre canzoni e grazie a tutto l’impegno che mettiamo in studio.

Quali sono i prossimi progetti?

Abbiamo molte tracce in uscita, novità insieme ad alcuni cantanti e qualche remix a brevissimo.

Con chi vorreste collaborare in futuro?

Ci sono molti artisti con cui ci piacerebbe lavorare, se dovessi dirti un cantante direi Elderbrook, se invece dovessi dire un produttore direi sicuramente Jamie Jones, una leggenda nella musica tech house/techno.

Havoc & Lawn sono il duo reggiano composto rispettivamente da Riccardo Mamoli e Simone Prati. Il progetto nasce nel 2015, ma è il 2017 l’anno della svolta con il singolo “Jackin”, rilasciato da Sosumi, etichetta del dj inglese Kryder. Questo brano, oltre ad aver permesso al duo di farsi conoscere e supportare da alcuni dei mostri sacri della scena musicale elettronica internazionale come Bob Sinclair, David Guetta, Martin Garrix e Benny Benassi, è stato il brano più venduto in quell’anno dall’etichetta. Successivamente Havoc & Lawn hanno pubblicato diversi singoli per alcune delle principali label del genere, in particolare il brano “Genesi” (2017) pubblicato da Size Records, label di Steve Angello, ex membro degli Swedish House Mafia e “Windmills” (2017), brano rilasciato da Staartraxx, etichetta del dj inglese Tom Staar, che è rimasto in rotazione radiofonica su alcune delle principali radio italiane per oltre un mese. Ad oggi, Havoc & Lawn sono dj resident di Habitat, ciclo di serate organizzate presso Italghisa, storica discoteca di Reggio Emilia.

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