Benefici e anti-stress, gli effetti dei videogiochi sul cervello

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Benefici e anti-stress, gli effetti dei videogiochi sul cervello

Videogiochi

I videogiochi, fisici ed online attuali, possono essere divisi in più categorie, ma alcuni, in particolare, hanno rilevanza dal momento che si distinguono per i benefici che apportano a livello cerebrale. Uno di questi, quello sicuramente di maggior successo, è Clash of Clans che, negli ultimi anni, sta spopolando sempre più tra giovani e meno giovani. Ed è solo un esempio.

Intanto i nuovi giochi di società, come potremmo simbolicamente definirli, stanno sempre più spopolando tra i videogiocatori, senza che ci sia un argine ad un fenomeno che coinvolge, come detto, tutti. Merito, va detto, anche dei social games, sulla scia di Clash of Clans, lanciati su Facebook, un trend che è andato sempre più crescendo, continuando ancora oggi, e non ha intenzione di fermarsi. Si è ridisegnato, come dire, il menù degli appassionati di videogiochi.

Il beneficio cerebrale, poi, a livello scientifico, ha fatto il resto. Si sente sempre più spesso parlare di rapporto tra videogiochi e dopamina cerebrale. Il caso di Clash of Clan ha infatti evidenziato che i picchi di dopamina cerebrale si raggiungono durante la guerra tra clan, in cui si confrontano dai cinque ai cinquanta giocatori online. Vincere una battaglia stimola il rilascio della dopamina, uno stimolante per la felicità e l’appagamento del nostro cervello. Aumenta, così, anche il tasso motivazionale. La contrindicazione, invece, è che dalla stessa dopamina può scaturire la dipendenza. Difatti, il rilascio di dopamina avviene quando c’è il 50% di possibilità di vincere o perdere. Non è un rilascio-ricompensa, ma una motivazione del nostro cervello.

Aggiungiamo che i videogiochi stimolano tutti i sensi: vista, tatto, udito, e questi perenni stimoli provocano l’attività cerebrale di più aree del cervello, contemporaneamente. E tutti insieme questi sensi contribuiscono al rilascio di dopamina e stimolano il brain-learning: aumenta l’attenzione, in una sola parola, migliora il processo decisionale. I videogiochi di strategia sono quelli che maggiormente comportano benefici al cervello ma anche quelli d’azione. Attaccare da destra, sinistra, dal centro, su più fronti, scegliere una o l’altra strategia, sono tutte decisioni che stimolano il cervello, che attuano un processo decisionale e provocano anche il miglioramento della curva d’apprendimento, quella che scientificamente è chiamata learning-curve. In definitiva, i videogiochi migliorano la nostra capacità di apprendimento. Nei videogiocatori la curva di apprendimento complessivamente è risultata molto più veloce rispetto ai non-giocatori.

In molti giochi, come il fenomeno d’incassi Fortnite, la capacità organizzativa e cooperativa fanno la differenza. Cosa quantomai difficile ma in giochi di gruppo come quello sopracitato la coesione è un momento fondamentale che va ad incidere anche con miglioramenti effettivi sulla nostra capacità organizzativa nella vita di tutti i giorni. E nei giochi di strategia l’acquisizione delle risorse accresce la capacità dei soggetti di gestire e organizzare le stesse risorse ma fuori dal mondo di gioco. Sorprendente, inimmaginabile ad uno sguardo più superficiale.

Ultimo, ma non per importanza, l’effetto terapeutico dei videogiochi come cura allo stress. Nel caso di Clash of Clans o si aspetta per continuare a giocare o si paga. Come per Fortnite, e la maggioranza dei giocatori sceglie sempre la prima opzione. Un fattore determinante che evita l’abbuffata eccessiva di gioco.

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