GIÒ SADA torna con il nuovo disco “Gulliver”, anticipato dal singolo 100 vite

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GIÒ SADA torna con il nuovo disco “Gulliver”, anticipato dal singolo 100 vite

Gulliver sono io. Da quando ho iniziato a suonare ho attraversato mondi diversissimi, agli opposti direi, ma in ognuno ho portato sempre tutto me stesso. Gulliver è un po’ il mio modo di tornare a casa – l’unica che conosco, la mia musica

Di certo non si può dire che Giò Sada, cantautore, artista e attore pugliese vincitore della nona edizione di X Factor Italia, non ami mettersi in gioco.
Dopo la vittoria nel 2015 del talent show, un disco d’oro per il singolo “Il rimpianto di te” e il debutto del suo primo album di inediti “Volando al Contrario” (2016, Sony) nella Top 10 della classifica di vendite in Italia, l’artista di Bari cede il passo a una nuova espressione di sé, più intima, confidenziale e ‘libera’, grazie al progetto solista GULLIVER.

Gulliver è un avventuriero alla scoperta di mondi inesplorati, colui che passa dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Un occhio attento, che osserva e critica la società in cui vive, uno sguardo curioso senza pregiudizi verso il nuovo, il diverso, la contaminazione. L’uomo che sfugge ad ogni classificazione, che non giudica ma viene sempre giudicato.
Gulliver è anche lo pseudonimo che Jonathan Swift usa per potersi esprimere liberamente.

Per Giò Sada GULLIVER diventa una metafora del suo percorso artistico che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti. È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione.

La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.

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