Il segreto per sopravvivere a Sanremo 2019? Non guardarlo! – I TOP e i FLOP della terza serata

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Il segreto per sopravvivere a Sanremo 2019? Non guardarlo! – I TOP e i FLOP della terza serata

Arrivati al terzo giorno di festivàl anche i più agguerriti cedono il passo alla stanchezza e alla noia, e se questo succede tra i giornalisti accreditati figuratevi tra il pubblico in panciolle dal divano di casa, con lo svago a portata di mano.

Ecco, la terza serata di Sanremo 2019 è stato un lungo sfuggire allo stesso festival, perlomeno per noi che lo abbiamo guardato: una fuga prima impersonificata nella tagliata gorgonzola e speck della trattoria più buona della cittadina, poi in copiose pause sigaretta piazzate tatticamente ad ogni sketch di dubbio gusto: arrivare all’ora di chiusura (naturalmente a mezzanotte e mezza passata) è stato semplice anche se poco salutare.

E se financo i patiti del festival come noi hanno mollato, figuratevi il pubblico. Ecco come si spiegano i quasi 5 punti percentuali di share persi nel confronto con lo scorso anno (46,7% di share contro il 51,6% del 2018): se il tuo punto forte della serata è Rovazzi che canta “Andiamo a comandare” la prospettiva Waterloo non può che essere una realtà. Aggiungiamoci poi i siparietti comici di 20 anni fa (cazzo, ma davvero ancora l’assessore di Paolo Cevoli? Andavo alle medie e faceva le stesse battute) e le marchette Rai mascherate da omaggi e si capisce quanto sia stata brutta la mattinata di Claudio Baglioni, atteso in sala stampa per il fuoco incrociato.

Si è salvato qualcosa ieri? Sicuramente Ornella Vanoni, incontrollabile e meravigliosa, o Serena Rossi ed il suo commosso omaggio a Mimì (che è sempre una marchetta, ma quantomeno fatta bene) e poco altro. Vediamo bene nel dettaglio quali sono secondo noi i top e flop della serata

Sanremo 2019 – Terza serata | I top

Qualcuno non fermi quella donna

Volevo dire alla Rai che sono venuta gratis, speriamo non diventi un’abitudine“. E il direttore muto! Come fai a non adorarla una donna così, Ornella sposaci tutti!

Mimì

Bello il saluto commosso di Serena Rossi “Ti dobbiamo tutti chiedere scusa“. E’ sacrosanto. Scusaci Mimì, non ti abbiamo mai capita, non ti abbiamo mai meritato

La forza d’urto di Raf e Umberto Tozzi

Intendiamoci, so perfettamente che stiamo parlando di un altro secolo e addirittura di un altro millennio però oh, una carica di energia che sti diciottenni trapper di oggi se la sognano. Vien quasi voglia di andare al concerto..

La durata della terza serata

Non abbiamo sforato l’una, e tanto mi basta per restare contento. Magari stasera in un impeto di follia riusciamo anche a fare prima (pure se con 24 duetti l’impresa rasenta l’impossibile)

La tagliata gorgonzola e speck

Anche perché che altro ci vuoi mettere come nota positiva della serata? Ottima cottura al sangue, rapporto qualità/prezzo strepitoso. Stasera provo la fiorentina mi sa

Sanremo 2019 – Terza serata | I flop

Tutto

La conduzione sembra allo sbando, le scelte autoriali in qualche caso lasciano completamente basiti, alla fine anche nella scelta delle canzoni non è che si sia fatto sto lavorone. Il credito c’era, il “lasciamoli lavorare” a 48 ore dalla fine del festival anche no.

Ma proprio tutto

La cosa che mi fa più avvelenare è che nel periodo storico in cui più abbiamo bisogno di satira, di un punto di vista diverso, di critica sociale, sul palco dell’Ariston salgano Paolo Cevoli con un monologo del 2001 e Fabio Rovazzi con la trunze trunze. E a Sanremo c’è un certo Saverio Raimondo “sprecato” su CCN. Cose da pazzi, anzi cose da sovranisti..

La quantità degli ospiti

“Son 3 etti e mezzo signò, che faccio lascio?” Ho anche perso il conto di quanti ospiti ci son stati sinora, tutti dentro un tanto al chilo. Ma poi, porca eva con lo sterminato repertorio che c’ha un Antonello Venditti sempre le stesse due canzoni deve fare? Eccheccazzo la maturità è pure tra una vita

Il gusto della sala stampa

E questi so professionisti eh, mica i primi stronzi che passano come nella giuria demoscopica. I brividi..

Il terrore di quello che si inventeranno oggi

Pensate sempre alla riunione degli autori, ai sudori freddi, alla necessità di tirare fuori dal cappello qualcosa di spettacolare per questi due giorni. E cominciate ad avere paura.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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