DIEGO CONTI fuori con “Per l’ultima volta” – “All’Ariston le emozioni di un orgasmo, ora il nuovo disco” – INTERVISTA

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DIEGO CONTI fuori con “Per l’ultima volta” – “All’Ariston le emozioni di un orgasmo, ora il nuovo disco” – INTERVISTA

Diego Conti

Il 2019 sarà speciale per Diego Conti, il giovane cantautore di Frosinone passato per le forche caudine di X Factor (nella squadra di Arisa nel 2016) e ritornanto agli onori delle cronache con la partecipazione lo scorso dicembre a Sanremo Giovani, presentando il brano “3 Gradi“, il primo singolo dell’EP “Evoluzione” uscito il 18 dicembre per Rusty Records, Thaurus Publishing e Richveel.

A Sanremo non è andata come si sperava con la mancata qualificazione per il festival dei big, ma lo spirito e la frizzantezza di Diego e del suo “cross pop” non si ferma e in vista dell’uscita del vero e proprio album e l’organizzazione delle prime date live il cantautore presenta “Per l’ultima volta“, il nuovo singolo uscito il 1 febbraio: un brano introspettivo, che Diego Conti avrebbe portato all’Ariston in caso di vittoria tra in giovani. Prodotto da Marco Schietroma (a.k.a. Mark Twayne) la ballad è una presa di coscienza, dolce e nostalgica, di un momento, di una decisione inevitabile; racconta l’ultima fermata di una storia al capolinea e un amore che continua a viaggiare su un binario diverso, quello del passato.Diego canta interrogativi non per cercare risposta, ma per ripercorrere l’istante “zero” che è al tempo stesso una fine e un nuovo inizio, una partenza e non il traguardo. Tra le parole, tra i ricordi, “quello che rimane è solo un’illusione”.

 

Vorrei partire dai “3 gradi” anche segnati dal termometro ora. Tre gradi che diventano 100 però..

Sì, 3 gradi che diventano 100. Ho avuto la fortuna di vivere un incontro d’amore incredibile a Sanremo una  settimana fa, proprio durante la settimana del festival. Ho conosciuto una ragazza bellissima, ci siamo innamorati e ci siamo amati per strada. Dopo mi è venuta una febbre incredibile e allora ho scritto questa canzone, mai mi sarei immaginato di portare un anno dopo la stessa canzone sul palco del festival.

Ci sei rimasto male che poi non è finita con la vittoria?

Guarda tutti i miei idoli hanno partecipato ma non l’hanno mai vinto. Io sono molto soddisfatto, ho avuto feedback positivi, la novità della musica che portavamo è arrivata, ho ricevuto tanti complimenti durante la serata da Fiorella Mannoia e per me è davvero una grande cosa ricevere complimenti da una come lei. Quindi diciamo che ho riprovato le emozioni dell’anno prima.

Un orgasmo sul palco, bellissimo. Ed è solo la prima tappa della tua “Evoluzione

Sì, il caso ha voluto che questa è stata la prima canzone che ho registrato del nuovo EP. In realtà qualche mese fa ho conosciuto il mio produttore Mark Twayne, con il quale abbiamo prodotto, composto, suonato. Avevamo iniziato come fosse  un esperimento, proviamo a registrare una canzone.. Poi abbiamo fatto ascoltare il tutto ai discografici e sono impazziti a tal punto da dirci “continuate, fate l’EP, fate l’album”. E’ stata davvero una scintilla bellissima questa “3 gradi”, ed è stato fantastico portarla a Sanremo. Poi è una canzone che parla di una cosa vera, aver portato una cosa vera su quel palco è stato bellissimo.

Definisci la tua musica un “cross pop” o “melting pop”, e in effetti ascoltando l’album si capisce cosa intendi. E’ una fase della tua “Evoluzione” o è proprio questo quello che ti piace fare?

Posso dire per certo che finalmente ho trovato la mia dimensione di vita, che poi si ripercuote nella musica che faccio. Questo cross pop parte da un’esigenza di comunicazione e di visione di vita. Io penso che la contaminazione, la condivisone, l’incontro con l’altro sia fondamentale, una grande opportunità non solo dal punto di vista musicale. In questo EP c’è molto rock, molto pop, la trap, e questi valori di contaminazioni rimarranno invariati nella mia musica. Magari il prossimo disco che farò avrà sonorità diverse ma sempre con questi valori di fondo

E’ un disco molto incentrato sulle tematiche attuali, e tra i brani più attuali c’è “Clandestino”. Ti senti un clandestino? L’intro è una citazione di Manu Chao?

L’intro è un omaggio a Manu, sì. Sai ultimamente con tutte le cose che stanno accadendo che abbiamo sotto gli occhi di tutti… io ho voluto solo raccontare questo, non mi interessava schierarmi politicamente, volevo parlare di valori umani. Salvare vite umane è prioritario su tutto. Per il resto sì, mi sento un clandestino e penso che tutta l’umanità sia fatta di clandestini, al di là dei confini e delle etnie. La nostra cultura è già pienamente contaminata, e la contaminazione è un’opportunità.

Ora hai in ballo un nuovo singolo, “Per l’ultima volta”

“Il brano nasce per l’ineluttabile necessità di raccontare l’ultima volta che è anche l’ultimo bacio, l’ultimo appuntamento, due persone che si guardano negli occhi per salutarsi, per amarsi in una maniera nuova e diversa. Non è una canzone felice”

Non è che è il secondo tempo di “3 gradi”?

No il secondo tempo di “3 gradi” già è fuori e si chiama “L’inferno”, che ne è l’epilogo drammatico, i primi versi dicono tutto. Poi dopo il singolo voglio concludere l’album vero e proprio e poi la priorità è di portare in giro live la mia musica quest’estate. Per me la parte live è la più importante, e  non vedo l’ora di cominciare

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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