DODI BATTAGLIA presenta “Perle – Mondi senza età” – “brani troppo belli, meritavano un tour dedicato” – INTERVISTA

Nek
#AspettandoSanremo. NEK al festival per gridare “Mi farò trovare pronto”
25 Gennaio 2019
Sanremo Story Contest
SANREMO STORY CONTEST, il Cervellone Champions quiz lancia una nuova sfida
28 Gennaio 2019

DODI BATTAGLIA presenta “Perle – Mondi senza età” – “brani troppo belli, meritavano un tour dedicato” – INTERVISTA

Non sono di certo uno che adora la retorica ma ogni tanto non se ne può fare a meno, specie se di fronti ti ritrovi uno dei mostri sacri della musica leggera italiana, 50 anni di carriera nella band di maggior successo della storia nazionale, sempre con la sua chitarra sotto braccio, a “vibrarmi addosso” come mi dirà durante la chiacchierata.

Dodi Battaglia è la Storia naturalmente, dei Pooh e del pop nostrano, ma è anche il presente, visto il successo che sta riscuotendo il suo “Dodi Day“, il dvd con le registrazioni del concerto evento di Bellaria Igea Marina (con tanti ospiti lì con lui per festeggiarne il mezzo secolo di carriera) e il tour teatrale “Perle – Mondi senza età“, con il quale Dodi porta sui palchi di tutta Italia (stasera all’Auditorium di Roma) quelle canzoni dei Pooh che non venivano proposte spesso dal vivo, quelle “perle” che sono rimaste nei cuori delle persone per anni. In attesa del nuovo disco live, con una piccola grande sorpresa, un’altra perla

“Perle – mondi senza età”. Dico la mia, su questo tour Freud avrebbe avuto qualcosa da dire: un forte attaccamento al passato ma allo stesso tempo una presa di distanza. Dalle Hit alle perle, dagli stadi ai teatri

È una chiave di lettura molto profonda e molto interessante. Io quando ho scelto di fare questo tour non ricordo bene di aver compiuto questi pensieri, sono considerazioni che sono anche giuste da fare, ma dall’esterno. Ti posso dire che è un tour che andava fatto. Sai, in cinquantanni della vita di un artista accadono tali e tante cose, all’inizio dei Pooh noi suonavamo nei teatri e solo dopo abbiamo cominciato a frequentare stadi e palasport, per cui la nostra maniera di suonare è diventata più rock, dovevamo arrivare lontano. Brani potenti come “Chi fermerà la musica” erano ben graditi, canzoni più raffinate, più da ascoltatori che gustano la musica seduti in un teatro, non avevano più una ragion d’essere in un contesto come quello degli stadi. Una volta finita l’esperienza coi miei colleghi ho pensato che sarebbe stato un peccato lasciare questi brani così belli in un cassetto. Io alla fine non ho fatto altro che dare seguito alle richieste che mi sono arrivate dai fan nel corso dei 50 anni di carriera: non ho fatto altro che segnarmi mentalmente il nome dei brani richiesti e una volta libero di scegliere li ho proposti in questo tour con una pre produzione abbastanza complessa perché un conto è fare delle canzoni in cui vai quasi di default, un conto è suonare brani “quasi nuovi”. I miei musicisti vanno dai 19 ai 45 anni, figurati, non erano neanche nati quando sono usciti certi pezzi della scaletta, son dovuti andarseli a studiare. La più bella soddisfazione è stata a Montecatini, dopo il debutto, io sono andato in camerino da loro per ringraziarli perché erano stati davvero bravissimi e loro mi han detto “no siamo noi che dobbiamo ringraziare te perché senza questi tour non saremmo mai venuti a conoscenza di queste canzoni bellissime. Davvero una soddisfazione. E l’altra soddisfazione è che alla luce di questa prima fase della tournée già si preannuncia la ripresa dopo l’estate, a ottobre: torneremo a Milano e forse anche a Roma, tutte due date già sold out in questo tour, e quando fai i sold out a Milano e Roma sei già a metà dell’opera Dodi Battaglia

La scelta musicale è in continuità con le versioni originali

Non in tutti i brani. Parto da un presupposto, quando sono andato a sentire Paul McCartney a Bologna l’ho amato più di quanto già lo amassi perché lui si è permesso di fare i brani esattamente come me li ricordavo, senza quelle smanie che i cantanti hanno spesso di cambiare le versioni perché altrimenti si annoiano. Non lo trovo rispettoso nei confronti del pubblico, di quello che hai fatto e di quello che sei stato. Per questo la gran parte dei brani di “Perle” ha gli arrangiamenti che seguono pedissequamente quelli originali. Altre canzoni, come ad esempio quella che è la promozione del disco ovvero “Cercami”, che non è di certo un lato b anzi è stato primo in classifica, sono state ritoccate pesantemente, le ho volute trattare come fossero nuovi singoli. Sono entrato in sala d’incisione e ho ricominciato tutto, ritmica, chitarra, bassi, e questo mi da una doppia soddisfazione perché credo di aver azzeccato il brano che aveva questa caratteristica, sembrava essere scritto ieri. Ogni sera che lo facciamo ci dà una grande energia, è molto potente, mentre altri brani devono rimanere uguali a se stessi. 

Ho letto che nel disco ci sarà una perla più perla di tutte, una canzone scritta da Giorgio Faletti. Sapevo che volevi portarla a Sanremo, non è andato a buon fine il tentativo?

È un brano scritto quasi completamente da Giorgio, mancava un ultimo piccolo pezzo che ho completato io. Anche per quanto riguarda la musica Giorgio aveva già abbozzato un percorso musicale che poi è rimasto intatto, anche se ci ho messo mano più pesantemente. Per quanto riguarda il discorso di Sanremo c’è stato un tentativo di avvicinamento e ad un certo punto sembrava possibile la mia partecipazione al prossimo festival. E invece alla fine abbiamo preso percorsi differenti, ci siamo annusati ma non ci siamo piaciuti più di tanto

Quindi non era così forte la voglia di andare a Sanremo, altrimenti il brano sarebbe finito nel cassetto in attesa di ripresentarlo una prossima edizione

Ma guarda io avevo cominciato a pensare a questa cosa perché Giorgio 25 anni fa su quel palco fece sfracelli con un pezzo meraviglioso. Ho pensato che per rendere merito alla mia amicizia con Giorgio col quale correvo insieme (gran turismo) era la maniera migliore presentarsi a questo festival.

Il brano sarà presente nel disco in versione studio o lo potremo ascoltare live già dalla data di Roma?

No no, sarà inciso in versione classica, il brano lo meritava. Proprio ieri lavoravamo sugli ultimi settaggi, i cori, le orchestrazioni.. è quasi pronto

Quale è il tuo rapporto col la tua compagna di vita sul palco, ossia la tua chitarra?

La chitarra non è uno strumento che rimane lì, non è un pianoforte, la chitarra la abbracci, la indossi, ti vibra addosso è una cosa carnale, inoltre è anche un oggetto sensuale, sexy, chi la ama ne assume quasi le sembianze

Chi è più forte, Dodi Battaglia o la sua chitarra?

È una bella coppia.. inseparabile

Comments on Facebook
Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

Comments are closed.