#AspettandoSanremo. DANIELE SILVESTRI con Rancore al festival con la poetica “Argentovivo”

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#AspettandoSanremo. DANIELE SILVESTRI con Rancore al festival con la poetica “Argentovivo”

Daniele Silvestri

Nella vulgata popolare che circola attorno al Festival di Sanremo uno dei grandi classici è che sul palco dell’Ariston i cantautori non ci vanno più, i big non sono interessati se non come ospiti e per promuovere dischi, che oramai il festivàl è come se fosse un talent vista la qualità media dei concorrenti. Oltre naturalmente al fatto che una volta, da quelle parti, era tutta campagna .

Bene, tutte questi refrain declinati di anno in anno in base alle circostanze sono delle sesquipedali puttanate, come spesso succede con la vox populi (citofonare Gesù). E senza scomodare gli ultimi anni sanremesi (dove ad esempio nella lista dei partecipanti troviamo dilettanti come Roberto Vecchioni e Lucio Dalla) possiamo trovare la prova di tutto ciò nei 24 big di quest’anno, con una speciale menzione per qualcuno come Daniele Silvestri, protagonista dell’appuntamento odierno col nostro Road To Sanremo.

Daniele Silvestri

Foto di Umbi Meschini

Stare a scrivere della carriera del cantautore romano sarebbe riduttivo anche se mi ci impegnassi tutta la giornata: da “Daniele Silvestri” datato 1994 al più recente “Acrobati” del 2016, un quarto di secolo di ottima musica cantautorale nel senso più nobile del termine. E tante, tantissime hit miste a piccole poesie in note: “Il flamenco della doccia”, “Le cose che abbiamo in comune”, “Cohiba”, “Il mio nemico”, “Sempre di domenica”, “Gino e l’Alfetta” “Ma che discorsi”, e si potrebbe andare avanti ad libitum. Senza dimenticare poi i tormentoni e le perle sanremesi: la prima partecipazione al festivàl è nel 1995 tra i giovani con “L’uomo col megafono“, che vince il premio come miglior testo, per poi tornare nel 1999 con la struggente “Aria” (premio della critica) e nel 2002 con l’eterna “Salirò“, seguita nel 2007 da “La paranza“. Ultima presenza nel 2013 con “A bocca chiusa” e “Il bisogno di te (Ricatto d’onor)“.

Quest’anno sul palco dell’Ariston porterà “Argentovivo“, cantandola in featuring con uno dei migliori rapper italiani, Rancore. “Argentovivo” è “una canzone di forte impatto emotivo, scritta per “batteria e orchestra”, in cui riesce, attraverso una costruzione quasi cinematografica – tra progressioni claustrofobiche e improvvise distensioni armoniche – a dare voce ad un adolescente di oggi, esplorandone le disperazioni più profonde e meno comprese“.

Lo stesso Daniele Silvestri sul suo brano sanremese racconta “Mi era successo con Aria nel ‘99 e poi di nuovo con A bocca chiusa nel 2013. Di ritrovarmi inaspettatamente con una canzone in mano che urla di volersi fare ascoltare il prima possibile e davanti a più persone possibili. Argento Vivo è l’ultima arrivata, almeno come testo, nel nuovo lavoro che sto ultimando, ma è stato un arrivo fragoroso, pesante. E così per istinto e senza rifletterci troppo l’ho proposta al festival all’ultimo istante possibile. Per fortuna a quanto pare anche la direzione artistica del festival è altrettanto istintiva e incline alle follie dell’ultimo minuto. E così ora il mio Argento figura in quell’elenco. Non mi sono ancora neanche abituato all’idea, ma meglio così. Intanto che mi ci abituo…

Dopo i preascolti riservati della scorsa settimana le ambizioni di classifica di Daniele sono aumentate a dismisura, tra una sequela di recensioni positive e l’assestamento delle quote dei bookmakers (che ora lo vedono quotato a 20). Il pezzo è potente, con un testo spigoloso ma ipnotico, reso ancora più affascinante dalla resa musicale. Un’altra piccola perla del repertorio del “Testardo” di natura, in attesa del nuovo disco di inediti e dell’esperienza live per la prima volta nei palasport. Perché che che se ne dica, il cantautorato italiano è ancora vivo e vegeto, e lotta insieme a noi. E lo fa in una maniera meravigliosa.

Daniele Silvestri – Sanremo 2019

Nome: Daniele Silvestri

Album Pubblicati: 8 (ultimo, “Acrobati”, 2016) + 1 con Max Gazzè e Niccolò Fabi

Recensioni: Acrobati

Live Report: Villa Arconati 2013;  Roma 2016; Roma 2017; Lecce 2017

Presenze a Sanremo: 5

Frase: “io la morte la conosco e se non mi ha battuto ancora / è perché io, da una vita, vivo solo per un’ora… d’Aria… Aria.” (“Aria”, 1995)

Quota bookmakers: 20

Daniele Silvestri – Argentovivo | Testo

di D.Silvestri – T. Iurcich – D. Silvestri – F. Rondanini – M.Agnelli
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Testardomusic/Curci Edizoni/Germi/Woodworm Pulishing ITalia
Milano – Roma

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo
Signore
Che ero argento vivo
E qui dentro si muore.
Questa prigione corregge e
Prepara una vita
Che non esiste più da
Almeno vent’anni
A volte penso di farla finita
E a volte penso che dovrei vendicarmi
Però la sera mi rimandano a casa
Lo sai
Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
Come se casa non fosse una gabbia anche lei
E la famiglia non fossero i domiciliari
Ho sedici anni ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
E il tempo scorre di lato ma
Non lo guardo nemmeno
E mi mantengo sedato per
Non sentire nessuno
Tengo la musica al massimo
E volo
Che con la musica al massimo
Rimango solo
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco
E non li voglio imitare
Avete preso un bambino che
Non stava mai fermo
L’avete messo da solo
Davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo
Virtuale
Io che ero argento vivo
Dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso
Mi resta solo il rancore
Ho sedici anni
Ma è già più di dieci
Che ho smesso di credere
Che ci sia ancora qualcosa là
Fuori
E voi lasciatemi perdere
Così facile da spiegare
Come si nuota in mare
Ma è una bugia, non si può imparare
A attraversare
Quel che sarò
Nella testa girano pensieri
Che io non spengo
Non è uno schermo
Non interagiscono se li tocchi
Nella tasca un apparecchio
Specchio di quest’inferno
Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
Con gli occhi
Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
Uno zaino come palla al piede
Un’aula come cella
Suonerà come un richiamo
Paterno il mio nome dentro l’appello
E come una voce materna la
Campanella suonerà
È un mondo nato dall’arte
Per questo artificiale
In fondo è un mondo
Virtuoso
Forse per questo virtuale
Non è una specie a renderlo
Speciale
E dicono
Che tanto è un movimento
Chimico
Un fatto mentale
Io che non mentivo
Che ringraziavo ad ogni mio
Respiro
Ad ogni bivio, ad ogni brivido
Della natura
Io che ero argento vivo in
Questo mondo vampiro
Mercurio liquido se leggi la
Nomenclatura.
Ho, sedici anni ma già da
Più di dieci vivo in un
Carcere
E c’è un equivoco nella
Struttura
E fingono ci sia una cura
Un farmaco ma su misura
E parlano parlano parlano
Parlano
Mentre mio padre mi spiega
Perché è importante studiare
Mentre mia madre annega
Nelle sue stesse parole
Tengo la musica al massimo
Ancora
Ma non capiscono un cazzo, no
E allora
Ti dico un trucco per
Comunicare
Trattare il mondo intero
Come un bambino distratto
Con un bambino distratto
Davvero
È normale
Che sia più facile spegnere
Che cercare un contatto
Io che ero argento vivo
Signore
Io così agitato
Così sbagliato
Da continuare a pagare in
Un modo esemplare
Qualcosa che non ricordo di
Avere mai fatto
Ho sedici anni
Ho sedici anni e vivo in un carcere
Se c’è un reato commesso là
Fuori
È stato quello di nascere

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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