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#AspettandoSanremo. MOTTA, dopo il Premio Tenco l’approdo al festival con “Dov’è l’Italia”

Motta Sanremo 2019

Tanti capelli scompigliati e tanta musica on the road, eccolo Motta, pronto per approdare sul palco sanremese tra meno di un mese. Parte del pubblico della kermesse ligure si domanderà chi è quel ragazzo alto e magro lì davanti. Francesco Motta, conosciuto semplicemente come Motta, è l’artefice del disco vincitore del premio Tenco dell’anno appena passato.

Classe 1986, appartenente a un mix di città, nasce infatti a Pisa, cresce a Livorno e vive da un po’ di anni nella capitale, Motta debutta nel mondo della musica nel 2006, con la nascita della band Criminal Jokers, con la quale incide due dischi “This was supposed to be the future” e “Bestie”, tra il 2009 e il 2012. Dopo lo scioglimento della band, il giovane toscano, in quanto polistrumentista, inizia a collaborare con diversi artisti, suona con Nada e Pan del Diavolo, e diventa poi il tecnico del suono del gruppo The Zen Circus.

Motta

foto di Claudia Pajewski

È nel 2016 che assistiamo al suo debutto vero e proprio da solista con l’album “La fine dei vent’anni”, pubblicato con l’etichetta Woodworm. L’album rivelazione dell’anno mette d’accordo tutti, pubblico e critica, e non a caso arriva il Premio Tenco nella categoria Opera Prima. La produzione dell’album è affidata a un nome che è una garanzia, quello del romano Riccardo Sinigallia, con il quale nasce una collaborazione affiatata. La fine dei vent’anni è un raccoglitore in cui Motta ci coinvolge con una sorta di introspezione di quella fase cruciale dell’esistenza contrassegnata da una battaglia personale tra costanti incertezze e l’inesorabile necessità di trovare il proprio posto nel mondo, prima che sia troppo tardi. Forse è semplicemente racchiuso tutto in questa frase: “La fine dei vent’anni è un po’ come essere in ritardo, non devi sbagliare strada, non farti del male e trovare parcheggio“.

Se nel 2016 lasciamo Motta in quella corsa contro il tempo, nel 2018 lo ritroviamo con un lavoro in cui ci e si pone davanti a un bivio “Vivere o morire”, titolo del lavoro prodotto da Taketo Gohara. Un album più chiaro e asciutto rispetto a quello d’esordio, le canzoni scorrono fino a iniettarsi, lentamente, sottopelle. Al centro dei nove pezzi c’è la voce di Motta che, parola per parola, dà un peso importante a ognuna di loro. C’è “Vivere o morire”, fonte di continui punti domanda e una ricorrente opposizione, riconciliarsi con la vita o sprofondare “avere paura di tuffarsi e di lasciarsi andare”. Di una cosa Motta è sicuro: “di cambiare accordi no, non me ne frega niente”. C’è la nostalgia perfetta di “Chissà dove sarai”, a cui lasciarsi andare con sospiri profondi; c’è la bellissima “Mi parli di te”, una ballata rivolta al padre; e c’è “Quello che siamo diventati”, dove Motta decide di mettere un punto “è arrivata l’ora di restare”, ci dice.

E’ una responsabilità grandissima, facciamo un lavoro meraviglioso che proprio perché meraviglioso ha bisogno di disciplina e di tanto amore verso quello che si fa”, ci raccontava Motta un paio di anni fa in un’intervista. L’amore per la musica di cui parla il cantante si sente, si sente eccome. Per questo siamo curiosi di vederlo alla prova con la sua canzone “Dov’è l’Italia” su un palco del tutto nuovo per lui. Non è tra i favoriti, (la SNAI lo quota a 23, lontanissimo dal favorito Ultimo a 2) ma siamo sicuri che il ragazzo non ci deluderà.

Nome: Motta

Album Pubblicati: 2 (ultimo, “Vivere o Morire”, 2018)

IntervisteLa fine dei vent’anni (2016); Vivere o Morire (2018)

Reportage LiveMonk Roma (2017); Villa Ada Roma (2017)

Presenze a Sanremo: 0

Frase: “Amico mio sono anni che ti dico andiamo via ma abbiamo sempre qualcuno da salvare e da baciare” (“La fine dei vent’anni”, 2016)

Quota bookmakers: 23

Motta – Dov’è l’Italia | Testo

di F. Motta
Ed. Sugarmusic – Milano

Perché nascosto sono stato quasi sempre
Tra chi vince e chi perde
A carte scoperte
Mentre qualcuno mi guarda
E qualcun altro mi consuma
Per ogni vita immaginata
C’è la mia vita che sfuma
E in un secondo penso a chi mi è stato accanto
In un pensiero lontano
Ma nello stesso momento
Tu su un tappeto volante
Tra chi vince e chi perde
E chi non se la sente
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso anch’io
Come quella volta a due passi dal mare
Fra chi pregava la luna
E sognava di ripartire
L’abbiamo vista arrivare
Con l’aria stravolta di chi non ricorda cos’era l’amore
E non sa dove andare
Da quella volta nessuno l’ha più vista
Da quella volta nessuno l’ha più vista
E in un momento penso a te che mi stai accanto
In quella notte d’estate
Che mi hai insegnato a ballare
E mi immagino lei
Fra le stelle ed il sole
Sul tappeto volante
Tra chi vince e chi perde
E chi non se la sente
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso anch’io
Mi sono perso anch’io
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov’è l’Italia amore mio?
Mi sono perso

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