Road to Sanremo Giovani: al festival delle nuove proposte MARTE MARASCO e il ripescato FEDERICO ANGELUCCI

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Road to Sanremo Giovani: al festival delle nuove proposte MARTE MARASCO e il ripescato FEDERICO ANGELUCCI

Marte Marasco e Federico Angelucci

Profumo di fiori nell’aria che annuncia la “riapparizione” del festival della canzone italiana. Quest’anno si comincia prima, si torna all’Ariston a partire dal 20 dicembre con la prima delle 2 serate dedicate a Sanremo Giovani. Claudio Baglioni è stato accontentato: le nuove proposte hanno finalmente una vera e propria competizione tutta per loro in prima serata. Sanremo Giovani, condotto da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, andrà in onda il 20 e 21 dicembre decretando 2 vincitori – su 24 concorrenti – che oltre a gloria e onori, accederanno in automatico anche al festival di febbraio riservato ai big.

Continuiamo a conoscere meglio le nuove proposte in gara con il nostro Road to Sanremo Giovani, occupandoci oggi di Marte Marasco e Federico Angelucci, ripescato all’ultimo momento dopo l’esclusione di Laura Ciriaco.

MARTE MARASCO – “NELLA MIA TESTA”

A questo Sanremo Giovani ne ascolteremo di tutti i colori, come voluto dal patron Claudio Baglioni che nella sua visione “rainbow” del festival desidera dar spazio a tutte le sfumature della musica italiana, nessuna esclusa. Tra i 24 brani selezionati sono finiti così tanti classiconi, rassegniamoci, ma anche alcune canzoni “d’azzardo” di artisti che hanno preferito puntare sulla sperimentazione piuttosto che sul tipico pezzo di musica leggera. È il caso di Marte Marasco che tenta di vincere la battaglia sanremese con la timburtiana “Nella mia testa”, una canzone “cavallo di Troia” che gioca sull’elemento sorpresa per sbaragliare la concorrenzaMarte Marasco

Il pezzo si fa notare, è uno di quelli fuori dal coro. Ci verrebbe da definirlo “strano” per come suona, una ninna nanna circense dall’aria inquietante. ma quando lo “strano” è fatto bene, desta curiosità. E “Nella mia testa” di Marte Marasco lo esercita il suo effetto attrattivo. Tanto quanto la sua interprete, sui generis e magnetica.

Personaggio affascinante la ventenne cantautrice milanese, adottata dallo scorso maggio da casa Sugar. Si presenta a Sanremo Giovani con il brano scritto per lei da Luca Chiaravalli e Andrea Bonomo, un flusso di ricordi tra immagini da bambina e gli strascichi del sé che si è fatto adulto. “Nella mia testa” è una canzone che “si schiaffa in testa”, altro punto in favore le doti vocali e interpretative di Marte Marasco che della sua prossima esperienza all’Ariston dice che: “Non riesco ancora a realizzare di essere tra i ventiquattro giovani di Sanremo. Un punto di partenza del genere non l’avrei mai immaginato. Marte in collisione, e non vedo l’ora”.

Nel 2019 uscirà il suo primo lavoro in studio, comunque vada la sua avventura a Sanremo Giovani siamo alquanto sicuri che non sarà una delle meteore del festival dedicato alle nuove proposte e che torneremo molto presto e molto spesso a sentir parlare di Marte Marasco e ad ascoltare la sua musica.

 

FEDERICO ANGELUCCI – “L’UOMO CHE VERRÀ”

L’uomo che verrà” è arrivato. Alla luce degli ultimi risvolti suona quasi profetico il titolo dell’inedito di Federico Angelucci, entrato a far parte della rosa dei 24 finalisti di Sanremo Giovani all’ultimo minuto in sostituzione di Laura Ciriaco.

La storia si ripete. Si torna a parlare di esclusioni in un’edizione di Sanremo Giovani che ha assunto le sembianze di una caccia al plagio e al già edito. Il pubblico italiano non ci sta più. Dopo il “caso Meta-Moro” di un anno fa, sono scattati i controlli anche dal basso. Se i vertici chiudono un occhio (e un orecchio), gli ascoltatori si ergono a tribunale in difesa del regolamento e guai a chi non lo rispetta. Ci hanno provato i Cobalto ad aggirare la normativa con “Fuorigioco”, e invece se la sono chiamata: brano arrivato alle fasi finali di Sanremo Giovani ma poi “fuori dai giochi” perché già pubblicato e suonato dal vivo, mancando così del requisito di novità. Ultimo caso quello di Laura Ciriaco e del suo “L’inizio” che però è stato una fine: escluso dalla gara a meno di una settimana dalla kermesse a causa delle importanti analogie con “I won’t give up” di Jason Mraz. Ed è qui che è arrivato “L’uomo che verrà”, l’inedito di Federico Angelucci ripescato da Claudio Baglioni e dalla commissione sanremese al posto della canzone della Ciriaco. Federico Angelucci

Per l’interprete originario di Foligno periodo movimentato. Solo poche settimane fa Federico Angelucci ha trionfato a Tale e quale show – Il torneo, ora di punto in bianco si ritrova sbalzato a Sanremo Giovani passando dalle mani di Carlo Conti ai voleri di Claudio Baglioni. È il suo momento, l’Angelucci è di nuovo sulla cresta dell’onda e il pezzo che porta a Sanremo è quasi sintomatico del suo ritorno sulle scene. Il pubblico da casa lo ha conosciuto tra il 2006 e il 2007 come concorrente e vincitore di Amici. Il suo sorriso da showman americano, il suo fare spigliato, il ciuffo alla Alvin e le indubbie capacità vocali e le doti da intrattenitore avevano conquistato tutti. Ha lavorato poi in teatro, ha studiato e inciso un album in Spagna, ha superato le critiche e l’amarezza di chi aveva messo in discussione il suo talento e oggi è pronto a tornare sotto i riflettori e a restarci per più tempo. Il ragazzo di Amici s’è fatto uomo, s’è fatto le spalle e s’è fatto anche il fisico visto che c’era, arrivando sino alla città dei fiori.

A Sanremo Giovani porta un brano non di presa immediata, uno di quelli che non t’aggancia subito perché pregno di significati tra le righe che inizi a capire dal secondo ascolto. “L’uomo che verrà” non parla di un nuovo messia ma dell’amore come fonte di vita, quello di una madre verso il figlio che mette e lascia al mondo e dell’uomo che vorrebbe che diventasse. Interessante la scelta del videoclip che ricalca la fotografia di stampo anni ’80, la decade in cui è nato Federico Angelucci/“L’uomo che verrà” destinato a portare in grembo le sciagure e gli errori dell’umanità. Il suo destino a Sanremo Giovani? Dipenderà molto dall’esecuzione dal vivo. Federico Angelucci è un animale da palcoscenico e ha un timbro chiaro, squillante e pulito che sul ritornello di “L’uomo che verrà” sfuma in una voce bianca. Potrebbe essere questa, più della canzone in sé, l’arma vincente dell’Angelucci. Ma al momento non possiamo che restare nel solco delle probabilità, aspettando le serate del 20 e del 21 dicembre per pronunciarci.

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