Ma dobbiamo davvero scrivere della finale di X Factor 12?

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Ma dobbiamo davvero scrivere della finale di X Factor 12?

Non è una domanda retorica, anzi: devo veramente scrivere un articolo intero sulla finale di X Factor 12? Cioè, mi sono divertito un sacco a dare le pagelle ai concorrenti nell’arco delle serate che li hanno portati alla finalissima del Forum di Assago, ho alimentato con piacere la polemica prima tra Asia Argento e Lodo, poi tra Lodo e Mara, poi tra Mara e Manuel Agnelli ed infine tra Agnelli e Fedez, mi sono buttato a capofitto nell’affaire inediti che ha coinvolto Anastasio.. ma oggi, proprio, non mi va di parlare della finale di X Factor 12.

Non mi va perché è finita come tutti ci aspettavamo, col favorito di turno a vendicare i Måneskin e gli Urban Strangers di tutte le edizioni; anche se, lo ammetto, ho temuto fino alla fine il ribaltone, con la vittoria di quella che ha venduto un centinaio di copie con suo inedito, roba che neanche tutti i parenti son riusciti a coinvolgere. E invece no, Naomi si accontenta della seconda piazza dietro Anastasio, ed è più che giusto così. Terza Luna Melis, la concorrente più contemporanea dell’edizione e via agnellizzando, quarti i Bowland ma solo perché li guidava Lodo Guenzi intendiamoci, altrimenti con Asia Argento avrebbero vinto anche l’edizione inglese.

Ecco, non mi va di scrivere della finale di X Factor perché un programma così logora non solo i giudici, ma anche gli spettatori, che arrivano all’ultima serata stremati, con lo sguardo e l’animo di chi chiede che finisca al più presto la tortura. Un logoramento che si è vissuto nello show, nelle scelte dei coach, dall’andamento banale e senza sorprese della finale, dove neanche gli ospiti (Marco Mengoni, Ghali, Thegiornalisti e Muse) riescono a strappare il telespettatore dalla tentazione del letto.

Poi certo, il vincitore va onorato, e con Anastasio andiamo sul sicuro. Il suo percorso netto, fatto di una ventina di inediti, è di una categoria superiore rispetto alla quasi totalità dei partecipanti in questi anni. Un percorso in cui la vocalità però non c’entra un cazzo, come abbiamo potuto notare nei momenti in cui ha tentato di canticchiare. Un percorso che segnerà lo spartiacque nella storia del talent di Sky, mai come quest’anno lontano lontano dalla filosofia degli inizi, quando la vocalità era tutto.

Il riscontro del mercato già c’è per il giovane campano, e sicuramente il suo EP omonimo in uscita oggi non farà che confermare i successi del singolo. Un futuro assicurato.

Meno riscontro per la seconda classificata, qualche risultato in più per gli altri due finalisti (già comunque fuori dai piani alti della classifica) e soprattutto per Martina Attili, ancora quasi in top ten con “Cherofobia” e vittima del suo personaggio e delle scelte del suo giudice.

E quindi, riprendendo dall’inizio, non scriverò un articolo sulla finale di X Factor. Nell’attesa di cominciare a criticare, bonariamente s’intende, la prossima edizione.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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