Se il Mondo fosse un concerto di Cesare Cremonini – REPORTAGE

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Se il Mondo fosse un concerto di Cesare Cremonini – REPORTAGE

Cesare Cremonini

Conosco un posto che mi piace, si chiama PalaLottomatica. Cioè, non è che mi piaccia così tanto, anzi mi lascia per certi versi interdetto: lontano (almeno per me, figlio di Roma Nord), scomodo (provate a trovare parcheggio o, in alternativa, ad andarci coi mezzi: buona camminata), dall’acustica non così congeniale. Però, oltre ad essere un piccolo gioiellino architettonico è anche uno dei templi della musica a Roma, almeno fin da quando lo calcarono i Rolling Stones negli anni sessanta. E basta questo per farlo diventare uno dei miei posti preferiti, quasi a livello cupolone.

Al PalaLottomatica (ex Palaeur) ho avuto la fortuna di ascoltare tantissima musica, più  o meno di qualità, ma difficilmente mi sono emozionato e divertito come ieri sera, con Cesare Cremonini che ha festeggiato i suoi quasi vent’anni di carriera ripercorrendoli attimo per attimo, album per album, emozione per emozione. Un ventennio che lo ha visto trasformarsi da frontman di una boyband a mostro sacro della musica leggera italiana, che lo ha visto conquistarsi la passione di almeno due generazioni di fan, cosa estremamente difficile nell’universo discografico italiano.

Un concerto difficile da dimenticare per le migliaia di persone assiepate fin dal pomeriggio fuori dai cancelli del palazzetto, sfidando il freddo ed il traffico natalizio. Un concerto dove ci siamo emozionati, abbiamo riso, abbiamo cantato a squarciagola. E siamo rimasti per tutto il tempo con quello sguardo inebetito tipico di chi guarda i neonati, col sorrisetto e i tratti rilassati, come dopo un massaggio. Cesare ormai è uno showman navigato, e alla perfezione tecnica ci aggiunge una verve che solo i bolognesi purosangue possono avere. Si parte col nuovo album “Possibili Scenari” e “Kashmir – Kashmir“, in versione polistrumentale e non piano e voce come nella special edition uscita pochi giorni fa, per poi cominciare il viaggio nel tempo fino agli inizi della sua carriera: “PadreMadre“, “Latin Lover“, “Lost in the weekend“, intervallate delle ormai evergreen ” Il comico (Sai che risate)” e “La nuova stella di Broadway“, chiudendo la prima parte del concerto con “Buon viaggio (shared love)“.

Il piano torna protagonista nella seconda parte del concerto, quando accompagnato da un tris di fiati d’eccezione composto da Andrea Giuffredi (alla tromba), Massimo Zanotti (al trombone) e Gabriele Bolognesi (sax e flauto traverso) Cremonini ritrova una dimensione intimista ma non retorica con “Momento silenzioso“. “Sono contento che vi sia piaciuta questa canzone, perché appartiene a un periodo non semplice, in cui, se dicevi in giro che ti piaceva Cesare Creminini, ti mandavano a cagare” sottolinea, per poi continuare a giocare su “Una come te“: “mi piace questo coro, un po’ stadio un po’ orgasmo. Voi come preferite che lo faccia?Orgasmo multiplo l’ovvia risposta di una platea sempre più coinvolta e parte integrante di uno show che non ha lesinato neanche sugli effetti visivi.

Menzione speciale per Ballo, lo storico bassista fresco papà, a cui dedica “Vorrei“, un tuffo direttamente negli anni 90. E da qui in poi, almeno per il sottoscritto, è un crescendo di commozione misto a gioia, tra canzoni che mi fanno ancora vibrare dentro anche a distanza di lustri se non decenni. “Logico #1“, “Mondo“, “Deve essere così“, i brividi. “Questa la dedicai alla mia ragazza che poi mi ha lasciato per sposarsi col mio migliore amico” racconta, anche per spezzare l’emozione, prima di partire con “Al tuo matrimonio“. Su “50 special” ci si scatena, per poi cantare all’unisono “Marmellata #25“: “aah da quando Baggio non gioca più..“, ma non c’è spazio per la nostalgia, si torna al presente di “Poetica” e di “Nessuno vuole essere Robin“, forse anzi senza dubbio il singolo più bello uscito in Italia nel 2018. Richiamato sul palco, chiude ritornando agli albori, con “Un giorno migliore” che ci lascia tutti così, con quello sguardo inebetito, quello della gente felice, che sa di aver vissuto un qualcosa di bello, che l’ha resa in qualche maniera migliore.

Ecco, il concerto di ieri di Cremonini mi ha fatto dimenticare tutte le brutture che avevo visto arrivando a quel gioiello mai valorizzato del PalaLottomatica, mi ha trasportato in una dimensione dove non esisteva il degrado, le uscite di sicurezza killer, gli spray al peperoncino o gli attentatori ai mercatini di Natale. Un mondo nuovo, un mondo come dovrebbe essere. Pensateci anche voi, ma quanto sarebbe bello il mondo, o per lo meno l’Italia, se fosse un concerto di Cesare Cremonini?

Cesare Cremonini live @ Palalottomatica | Scaletta

Possibili scenari

Kashmir-Kashmir

PadreMadre

Il comico (Sai che risate)

La nuova stella di Broadway

Latin Lover

Lost In The Weekend

Buon viaggio (Share The Love)

Piano e Voce

Momento silenzioso

Una come te

Vorrei

Vieni a vedere perchè

Le sei e ventisei

Mondo

Logico #1

Grey Goose

Dev’essere così

Al tuo matrimonio

Il pagliaccio

50 Special

Marmellata #25

Poetica

Nessuno vuole essere Robin

Un giorno migliore

Cesare Cremonini live @ Palalottomatica | Gallery

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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