X FACTOR 12, un talent in tilt. Fuori Sherol, il lungo suicidio di Manuel Agnelli

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X FACTOR 12, un talent in tilt. Fuori Sherol, il lungo suicidio di Manuel Agnelli

I neri hanno tutti il ritmo nel sangue“, “Si stava meglio quando si stava peggio“, “A X Factor Jovanotti o Adele sono un suicidio“, “Venezia è bella ma non ci vivrei“, e chi più ne ha più ne metta. Di solito questi antichi adagi, queste frasi fatte e stantie sono delle enormi e sesquipedali puttanate. Tranne a X Factor dove obiettivamente se porti una canzone di Jovanotti o una di Adele sei destinato ad essere impallinato, come ripetono da anni generazioni di giudici. E se la canzone di Jovanotti la canti dopo che lo stesso era stato interpretato da una certa Giorgia e quella di Adele dopo un percorso abbastanza piatto sul versante assegnazioni, culminato con un inedito da brividi (e non in senso positivo), ecco che il sesto live e un po’ tutto X Factor 12 si trasforma nella storia di un lungo suicidio, dove attraverso assegnazioni a cazzo e strategie da seconda elementare i quattro giudici sono riusciti a toppare quasi tutte le scelte che sono stati chiamati a fare.

Scelte per modo di dire, visto che poi quando conta davvero se ne sono sempre lavati le mani, ricorrendo al tilt innumerevoli volte. Anche ieri sera, immancabile, ecco il televoto finale da 200 secondi che stavolta ha mandato a casa una delle voci più belle di X Factor 12, Sherol, al ballottaggio contro Leo Gassman. E va a casa per colpa esclusiva del suo giudice, possiamo dirlo. Manuel Agnelli non ha imbroccato nessuna scelta ieri sera, come non ha imbroccato gli inediti (anche la già nota “Cherofobia” perde di intimità col nuovo arrangiamento) o le assegnazioni delle precedenti puntate. Stratega degno del miglior Partito Democratico, non contento delle scelte suicide cerca di attaccare gli altri concorrenti, col clou nel momento in cui critica quella che forse è stata la miglior esibizione di Naomi, uno schiaffo in faccia sul versante rap. X Factor 12

Dall’altra parte Marona Maionchi, che ci regala sempre un sorriso quando sbaglia i nomi dei concorrenti, non è che sia da meno. Jovanotti già è impresa impossibile, ma se nella stessa serata c’è Giorgia che canta “Le tasche piene di sassi, perché andare a sbattere contro il più ovvio dei confronti? E sopratutto, visto che poi diventeranno altre canzoni senza né testo né melodia dell’originale, perché andare di nuovo a toccare con Anastasio una canzone intoccabile come “Starway to Heaven“, dopo aver giocato coi Pink Floyd? Tanto di lui abbiamo capito che non ci frega un cazzo come canta, almeno cantasse qualcosa che non fa rabbrividire i puristi. Che so, Fra Cionfoli ad esempio..

Fedez e Lodo sulla difensiva per tutta la puntata invece, e non potrebbe essere altrimenti vista la loro esigua flotta. Noemi tira fuori una super esibizione, i Bowland giocano sul nazionalismo che c’è in noi eliminando però il “Po-po-po-po-popo-po”. Comincia a rompere le scatole il buonismo totale del leader de Lo Stato Sociale, ma quando poi a fine puntata corre a prendere sotto braccio Mara Maionchi per riportarla al banco dei giudici vien voglia di abbracciarlo.

Insomma, fuori Sherol, nessuna squadra a ranghi compatti in semifinale. Appuntamento il 6 dicembre con la doppia eliminazione e lì, citando Lino Banfi, saranno volatili per diabetici.

X Factor 12 – Il sesto live | Pagelle

Bowland – “Seven nation army” (The White Stripes): 6,5

E niente dai, son dei fuoriclasse e possono permettersi pure di riarrangiare l’evergreen delle notti magiche del 2006 centrandolo interamente sul basso. Sempre meno aperitivo e sempre più club underground

Leo Gassman – “La terra degli uomini” (Jovanotti): 5,5

Dell’assegnazione abbiamo già detto, della sua teatralità abbiamo già detto, della sua fregnaggine abbiamo già detto. Una carriera davanti ce l’ha, non necessariamente nella musica..

Martina Attili – “Hyperballad” (Björk): 4,5

E niente, il personaggio ha preso il sopravvento, ed è un personaggio davvero fastidioso. Esibizione sciatta, interpretazione da dimenticare e presenza scenica da attaccapanni. Quanto durerà l’effetto cherofobia?

Naomi Rivieccio – “Look at me know” (Chris Brown feat. Lil Wayne e Busta Rhymes): 7

Pezzo difficilissimo e portato a casa di gran carriera. E’ tornata quella delle audition, che avevamo perso grazie a delle scelte avventate del suo giudice. Non penso vincerà, ma oggi ha messo a segno un punto importante

Luna Melis – “The monster” (Eminem feat. Rihanna): 6

Nel duello diretto delle esibizioni rap perde contro Naomi, ma comunque se la cava bene anche senza troppi acuti. Dice che ha cominciato a scrivere: c’è tempo Luna, c’è tempo..

Anastasio – “Starway to heaven” (Led Zeppelin): 5,5

E’ stonato, e su questo non ci piove. Potrebbe stonare su qualche canzoncina di nulla valenza, tanto poi attacca con le sue barre e col suo flow e chi se la incula più la canzone. E invece no, pigliamo i capolavori della musica e caghiamoci sopra: prima i Pink Floyd, ora i Led Zeppelin. Prossima tappa “Imagine” di John Lennon? O la Cavalleria Rusticana di Mascagni? Che cazzo, è bravo, venderà, probabilmente vincerà, non ce lo fate odiare con queste operazioni di sciacallaggio musicale

Sherol – Turning tables” (Adele): 5

Quante volte abbiamo sentito dire che non bisogna portare Adele a X Factor? una ventina di volte ad edizione? E chiaramente, cosa assegna Manuel Agnelli dopo Mina e Whitney Houston? Ma chiaramente Adele! Eliminazione voluta e chiamata, ed è un peccato perché la voce di Sherol era la più emozionante di tutte

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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