“A prima vista”: per gli SHAKALAB nuovo singolo feat. Davide Shorty e bagagli pronti per ripartire in tour – INTERVISTA

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“A prima vista”: per gli SHAKALAB nuovo singolo feat. Davide Shorty e bagagli pronti per ripartire in tour – INTERVISTA

Dal 20 novembre è on air “A prima vista”, il nuovo singolo degli Shakalab estratto dall’ultimo album “Non facciamo musica”. Il pezzo vanta la collaborazione di Davide Shorty, medaglia di bronzo alla nona edizione di X Factor – quella vinta da Giò Sada per intenderci – e amico di vecchia data del collettivo siciliano.

A prima vista” è un bel brano ritmico, energico e orecchiabile aperto, come nello stile degli Shakalab, a diverse contaminazioni di genere. Valore aggiunto il contributo di Shorty che diventa il “quinto elemento” del collettivo d’estrazione reggae/hip hop, imprimendo al brano una calda anima soul.

Difficile restar fermi senza muovere un muscolo ascoltando “A prima vista”. Sulla carta una canzone d’amore, nella realtà un pezzo già godibile di per sé a tutto volume ma che nella dimensione del live promette di infiammare la platea. Scritto dagli stessi Shakalab e prodotto da Nicolas Gheesa Madonia, “A prima vista” è accompagnato dal videoclip diretto da Matteo Montagna.

Abbiamo parlato del brano e della collaborazione con Shorty direttamente con gli Shakalab. Ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata.

Ragazzi, da pochi giorni è on air “A prima vista” feat. il vostro conterraneo Davide Shorty. Vi conoscete da anni, ma ricordate il primo momento in cui lo avete incontrato e ascoltato? Perché mi verrebbe proprio da chiedervi: che impressione v’ha fatto Shorty “a prima vista”?

Ahah, è passato troppo tempo! Credo non ci crescessero neanche i peli sulla faccia ai tempi. Di certo ci ricordiamo che da entrambe le parti c’era una voglia di fare superiore alla media, si capisce “a prima vista” quando hai davanti qualcuno che farà strada.

Il singolo canta di quel tipo d’amore che scatta, appunto, “a prima vista”. Restando sull’argomento “sentimentale” ma spostandoci sul rapporto che lega voi 4, anche tra voi è stato amore “a prima vista”? E come descrivereste il vostro legame adesso, dopo tutti questi anni di lavoro insieme: siete sempre “d’amore e d’accordo” su tutto o è più un legame che oscilla tra “odio e amore”?

Musicalmente è stato subito amore, Jahmento era l’anima più roots, Davide Lorrè quella dancehall e i gemelli Br1 e Marcolizzo quella più hip hop. Eravamo affascinati dal fatto che facevamo lo stesso genere ma in maniera totalmente diversa. Il legame oggi è quello di una famiglia, passiamo un sacco di tempo insieme e come è normale ci sono momenti di amore e momenti di odio. Come nei legami tra fratelli, però, si ha la consapevolezza di tornare a fare pace a breve e ripristinare agevolmente la serenità giusta per proseguire nella missione musicale insieme.

Da “Tutto sbagliato” all’ultimo album “Non facciamo musica” sono passati 4 anni. Cos’è cambiato negli Shakalab da allora ad oggi?

Inizialmente eravamo molto lucidi sul fatto che l’unione fra i nostri stili creava una sinergia vincente, ma metterlo in pratica era piuttosto difficile. Negli anni ci siamo affiatati anche artisticamente e ognuno ha una sua collocazione precisa all’interno del progetto. Questo senza dubbio ha portato ad un consolidamento stilistico e alla possibilità di spaziare fra i generi più disparati senza perdere l’identità. Shakalab

Negli scorsi mesi avete esportato la vostra musica anche oltreconfine nazionale facendo il botto al The Garage di Londra in cui avete registrato il sold out. Ve l’aspettavate un’accoglienza così calorosa e com’è stata l’esperienza fuori Italia, avete intenzione di replicarla tornando magari proprio a Londra e portandovi dietro anche Shorty che ci ha vissuto per anni?

Sinceramente non ci aspettavamo l’accoglienza che ci ha riservato il pubblico per tutte le date fuori la Sicilia, figuriamoci poi in giro per l’Europa. È stato pazzesco e ci siamo materialmente resi conto di come tanti anni di sacrifici portino a dei risultati concreti. Sicuramente torneremo a Londra e di certo chiederemo a Davide Shorty di fare “A prima vista” in combo insieme.

Avete partecipato al progetto “Sicilian Mood” e la vostra terra continua ad essere a tutti gli effetti una fucina di talenti: da Battiato alla Consoli, da Venuti a Biondi, da Levante a Roy Paci, da Davide Shorty agli Shakalab. Artisti di estrazione diversa, ma se doveste individuare un “sicilian mood” comune a tutti in cosa lo ritrovate?

La Sicilia è piena di talenti perché è il risultato di contaminazioni fra culture diverse arrivate da lontano attraverso i secoli. Abbiamo un bagaglio culturale gigantesco e viviamo in una terra martoriata dalla malavita e dalla mala politica, il che contribuisce ad una voglia di esprimersi fuori dal comune e ad un desiderio di rivalsa sociale che solo in un posto così problematico possono esserci.

A fine agosto avete concluso il primo tour di presentazione dell’album. So che siete pronti a rifare i bagagli per tornare a incontrare il pubblico dal vivo. Cosa potete anticiparci in merito?

Si, vogliamo tornare in tour al più presto, non ci piace stare fermi. Partiremo dalla Sicilia e poi da febbraio faremo il tour italiano. Prima dell’estate sarà la volte delle capitali europee, ma ancora nulla di calendarizzato, è tutto in “work in progress”. Vi teniamo aggiornati comunque!

E allora come si suol dire: “stay tuned”! Aspettiamo che escano le date per andare a ballare come matti sui pezzi degli Shakalab.

Link utili: www.shakalab.comwww.facebook.com/shakalabofficial

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