X FACTOR 12, gli inediti incoronano (quasi) definitivamente Anastasio. La cronaca e le pagelle del quinto live

maru
L’indie “non-indie” di MARU in “Zero Glitter”, il nuovo album in uscita oggi : “Vorrei dare un senso di maturità al mio percorso” – INTERVISTA
23 Novembre 2018
WRONGONYOU si racconta: “Potevo giocare nella Roma ma se il destino mi ha voluto qua, è la strada giusta”
23 Novembre 2018

X FACTOR 12, gli inediti incoronano (quasi) definitivamente Anastasio. La cronaca e le pagelle del quinto live

X Factor 12

Ieri lo hanno ripetuto all’ossesso i quattro giudici + il conduttore per tutta la serata, e non poteva che essere così: questa è una puntata speciale, stavolta si fa sul serio. Sì perché gli 8 concorrenti sopravvissuti fin qui ad X Factor 12 sono entrati ufficialmente nel rutilante mondo dell’industria discografica, pubblicando i loro primi singoli inediti già ascoltabili su Spotify e in radio su RTL 102.5. Singoli di cui, tranne qualche felice eccezione, perderemo presto le tracce tra un “me cojoni” e uno “sti cazzi” gridati alla maniera di Rocco Schiavone.

Me cojoni” per Anastasio naturalmente, che ripropone la sua “La Fine del mondo“, già cantata alle audizione e ri prodotta ora da Don Joe: come al primo ascolto, il brano entusiasma pubblico, giudici, critica, chef e qualsiasi altra categoria lavorativa italiana, conquistandosi già un posto al sole nel mercato e soprattutto nella kermesse che vede il giovane rapper oramai come favoritissimo dell’edizione. “Me cojoni” pure per i Bowland, che ritirano fuori dal cassetto un brano loro di tre anni fa, “Don’t stop me“, uscendo dai cocktail bar patinati e pronti per il grande salto verso gli spot della nuova golf, e per “Martina Attili“, la cui “Cherofobia” funziona anche se riarrangiata.

Sti Cazzi” un po’ per tutto il resto, con una speciale menzione per  la quasi completa trasformazione di Manuel Agnelli in un opinionista del Maurizio Costanzo Show e per le due concorrenti di Fedez, definite da lui stesso da 5 puntate ed in media ogni 10 minuti “la sorpresa di quest’anno” e “la voce di quest’edizione“. The surprise e The Voice sfornano due inediti scialbi di cui già ci siamo dimenticati e si ritrovano al ballottaggio fratricida, dove naturalmente si va per l’ennesima volta al tilt, col pubblico che penalizza la sorpresa dell’edizione tenendo in gara quella obiettivamente più brava. Per Fedez comunque una soddisfazione: la scorsa settimana, dopo l’esibizione di Naomi l’album di Giuni Russo contente il brano cantato in diretta è entrato in Top30 di iTunes (probabilmente per una ventina di minuti). Me cojoni!

X Factor 12 – Quinto Live | Le Pagelle

Luna Melis –  Los Angeles (Faini, Jake La Furia prod. Bigh Fish): 5,5

A me Luna piace, ha una bella voce e una super grinta, quindi il mio giudizio risulta falsato dal mio pre-giudizio. Ma la canzone scritta dal miglior rapper italiano Jake La Furia (Manuel Agnelli dixit) fa sanguinare le orecchie. Il problema è che comunque potrebbe funzionare

 

Renza CastelliCielo Inglese (Bungaro, Cesare Chiodo, Rakele, prod. Fausto Cogliati): 5,5

Una canzone che se fosse cantata da una Giorgia probabilmente ascolterei anche senza cambiare stazione radio. Il fatto è che la sorpresa dell’anno non è Giorgia ma nemmeno lontanamente, e quindi difficilmente si arriva al secondo ritornello. Comunque ha lottato per cinque puntate con la spada di Damocle sempre nella schiena, quindi tanto di cappello per la grinta.

 

AnastasioLa fine del mondo (Anastasio prod. Don Joe): 7,5

Mi ero già arreso la scorsa settimana, ma stavolta è diverso. Perché stavolta il testo non è a rovinare qualche canzone intoccabile dei Pink Floyd, stavolta è tutta sua e c’ha dentro tutta la rabbia di una generazione demmerda. #1 in tendenze su Youtube, stream su stream su Spotify, sta canzone spaccherà e girerà. Due notazioni: forse la produzione di Don Joe  toglie un po’ di autenticità al pezzo, ma è un gusto mio. E poi i led e i riflettori valli a fa’ alla Reggia di Caserta, già Roma casca a pezzi ce manca solo la Cappella Sistina con gli affreschi che crollano

 

Sherol Dos SantosNon ti avevo ma ti ho perso (Fosgter, Djan, Hajjara, Agnelli, Raina, prod. Big Fish) : 5,5

La voce di Sherol probabilmente avrebbe meritato un brano più centrato. Musicalmente qualcosa di abberrante, incredibile che Manuel Agnelli ci abbia messo la firma (solo col testo, beninteso). Ce ne dimenticheremo presto probabilmente, ed è un peccato, perché con la sua emotività e il suo timbro le giovane romana potrebbe andare dappertutto.

 

NaomiLike The Rain (Unpredictable) (Zampaglione, Solanski, Cesana, prod. Fausto Cogliati): 5

La voce di questa edizione piace talmente tanto che è già la seconda volta che se ne va al ballottaggio: snaturata dalle scelte di Fedez, non riesce più ad emozionare e a tirare fuori quello con cui ci aveva conquistato alle audizioni. E la canzone “elegante ma contemporanea” è na mattonata sulle palle, altroché.

 

BowlandDon’t Stop Me (Bowland, prod. Pino Pischetola e Fabio Gargiulo): 7

Chi non perde un colpo sono i Bowland, che ritirano fuori un loro pezzo di tre anni fa (probabilmente già edito su spotify, ma non approfondisco il tema anche perché non me ne frega una ceppa ndr) lo ri arrangiano con una sonorità più familiare per i nostri canoni e fanno bingo. Le atmosfere lounge sono un lontano ricordo, qua stiamo in pieno jingle pubblicitario, macchine di alta gamma o similari. E forse andrei addirittura volentieri ad un loro live..

 

Leo GassmannPiume (Capaldi, Dixon, Nesbitt, testo di Leo Gassman, prod. Ioska Versari): 5,5

Uguale a una ventina di canzoni ascoltate negli ultimi anni, da Venditti a Ultimo passando da Tiziano Ferro, Leo ci mette sopra il carico da novanta con un’interpretazione come al solito continuamente sopra le righe. Ma sta crescendo, gliele diamo atto.

 

Martina AttiliCherofobia (Martina Attili, prod. Manuel Agnelli, Enrico Brun): 6,5

L’interpretazione delle audition era molto meglio, più autentica, più emozionante. Il rischio è che diventi preda del suo stesso personaggio, tra vocine irritanti e faccette tenerine. Ma la canzone è senza ombra di dubbio quanto di meglio ascoltato durante questo #XF12. Ora che si è ripresa la scena, vedremo come e quanto reggerà.

Comments on Facebook
Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

Comments are closed.