WRONGONYOU si racconta: “Potevo giocare nella Roma ma se il destino mi ha voluto qua, è la strada giusta”

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WRONGONYOU si racconta: “Potevo giocare nella Roma ma se il destino mi ha voluto qua, è la strada giusta”

Wrongonyou ha parlato di sé e della sua musica al giornalista Luca De Gennaro in occasione dell’evento “Big up” per la “Milano Music Week”. Il cantautore romano, classe 1990, che a febbraio ha pubblicato il suo primo album “Rebirth” (Carosello Records), si è raccontato con sincera spontaneità, facendo conoscere Marco Zitelli da Roccaferrata (o IronCave per dirla all’americana). Dalla prima chitarra fino al nuovo disco a cui sta lavorando (e che promette uscirà a breve), un lungo racconto fatto di aneddoti, storie e tantissima passione. Passione per la musica, per la chitarra e, dunque, per John Frusciante.

Proprio allo storico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers si deve il primo approccio con il canto: “Ho iniziato a cantare sotto la doccia, facevo i suoi backing vocals. Solo quelli però, chissà che pensava mia madre perché sentiva solo pezzi di canzone e mai un pezzo completo. All’inizio mi vergognavo – confessa – poi ho iniziato a suonare e ho trovato la mia strada”. Si è fatto comprare una chitarra perché voleva imparare a suonarla, per fare i pezzi dei Red Hot: “Niente di che, perché non volevo essere un peso – scherza- quindi facevo diventare tirchia mia madre. Volevo una Telecaster ma mi sono accontentato di una sottomarca, ma proprio sotto eh! Era una chitarra usata, le ho pure rotto la levetta, l’ho fatta sistemare alla meglio e sono riuscito a venderla ad un vicino di casa quasi alla cifra che era stata pagata”.

Era il periodo in cui faceva il chitarrista metal, poi c’è stata una fase funky e il primo EP, con una telefonata inattesa. “Mi chiamò Alessandro Gassman – racconta – a dire il vero mi aveva mandato un paio di messaggi su twitter, ma io non lo uso e non gli avevo risposto. Quando finalmente ci siamo sentiti mi ha detto voleva le mie canzoni per il suo secondo film, poi tutta la colonna sonora, alla fine mi ha chiesto di fare la parte di suo figlio”. Il film si intitola “Il premio”, è uscito nel 2017, Wrongonyou firma la colonna sonora con la trascinante “Shoulders”. Nel cast c’è un grande attore che fa la parte di suo nonno: il maestro Gigi Proietti con cui Marco inizia un rapporto speciale: “Una persona eccezionale, una carica straordinaria. Ha un’energia contagiosa – rivela – sempre puntuale sul set e mai stanco. Facevamo serata insieme. Cantava stornelli romani e raccontava barzellette per ore. Mi portava a cena con lui, ero il nipote che non ha mai avuto”. Un bel periodo, quell’anno e mezzo di riprese che, dice Marco, rischia di farti perdere il contatto con la realtà e con quello che vuoi realizzare. “Ti accorgi che per un periodo della tua vita non hai portato avanti niente”. Meglio tornare alla musica e far uscire “Rebirth”, febbraio 2018 e un tour di successo in Italia e in Europa, suonando a Parigi, Amsterdam, Londra, Brighton, Liverpool, Dublino, Essen e Colonia.

Tutto questo ha rischiato di non esserci però. Wrongonyou poteva essere un calciatore, magari della Roma: “A 9 anni ero alto quasi come adesso – racconta – circa 1.80. Avevo le gambe lunghissime, sembravo disegnato da un bambino, col busto piccolissimo e il resto gambe. Giocavo a calcio, in difesa ma io volevo segnare. Grazie alle lunghe leve segnavo da centrocampo. Un gol ogni partita. Una partita ne feci addirittura tre. Scrissero di me sul giornale e mi fissarono un provino con Bruno Conti. La mattina del provino mi ruppi la caviglia facendo salto in lungo. Mi presentai con le stampelle e si fecero tutti una risata. Fine carriera da calciatore”. Ma inizio di una bella storia musicale, senza nessun rimpianto, anzi: “Se tutto questo mi ha portato sino a qui, vuol dire che è la strada giusta”.

Durante la chiacchierata Marco ha proposto le sue canzoni più intense, solo lui, chitarra e voce: “Family of the year”, “The Lake”, “Rodeo”, “Let me down” e la struggente “Sweet Marianne” fatta come al solito unplugged per chiudere con il botto una serata divertente ed emozionate a cavallo tra ricordi, vita quotidiana e futuro. Un futuro che Wrongonyou non vuole anticipare ma fa intravedere in un generico “Sto scrivendo” che significa una nuova uscita nella prima parte dell’anno prossimo e tanto altro da dire, sul palco o su uno sgabello a parlare di se e della sua musica.

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