“Mia madre odia tutti gli uomini”: MALDESTRO ci racconta l ultimo disco e il tour in partenza nei caffè letterari – INTERVISTA

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“Mia madre odia tutti gli uomini”: MALDESTRO ci racconta l ultimo disco e il tour in partenza nei caffè letterari – INTERVISTA

Maldestro

Bentornato Maldestro. Il grande pubblico lo ha conosciuto nel 2017, quando il cantautore di sangue partenopeo ha concorso al 67^ Festival di Sanremo gareggiando nella categoria Nuove Proposte con “Canzone per Federica”. Lo ritroviamo oggi con un album nuovo di zecca, “Mia madre odia tutti gli uomini” (Arealive / distr. Warner Music) uscito lo scorso 9 novembre.

Se non ci fosse, dovrebbero inventarlo”, ci permettiamo di dire. Maldestro, al secolo Antonio Prestieri, è infatti una delle penne più brillanti e incisive dell’attuale panorama cantautorale italiano, uno di quegli artisti la cui musica mantiene in buona salute la discografia tricolore. “Mia madre odia tutti gli uomini” ne è una conferma. Maldestro mette a segno un nuovo colpo dritto in porta, regala al pubblico una piccola perla di raro valore, complice anche l’accurato lavoro sugli arrangiamenti svolto fianco a fianco con Taketo Gohara, il sound designer che tra i tanti ha collaborato anche con Vinicio Capossela, Motta, Brunori, Negramaro.

Abbiamo incontrato Maldestro al termine della prima fase di presentazione del disco, che lo ha visto impegnato in una serie di showcase in lungo e in largo per lo Stivale. Dopo l’ultima data ad Andria (BAT) e prima dell’inizio del tour di concerti a gennaio, ora è pronto a ripartire proprio dalla Puglia per continuare a portare “Mia madre odia tutti gli uominiin giro per l’Italia ma con un nuovo progetto e in una dimensione diversa da quella delle librerie e dei grandi palchi. È lui stesso ad avercene parlato in una chiacchierata informale in cui ci ha raccontato anche del disco, del libro a cui sta lavorando, del rapporto che lo lega alla madre e di quanto sia centrale nella sua carriera, e nella sua vita, la figura della donna. Maldestro

Antonio, hai appena concluso l’instore tour con una data bonus ad Andria. Com’è andata?

È andata benissimo. Sono molto felice, è andata meglio di quanto m’aspettassi. E poiché è andata così bene, sto mettendo su un altro progetto: voglio fare un altro giro prima dell’inizio del tour di concerti. Porterò questo progetto nei caffè letterari, a breve pubblicherò le date per continuare a presentare il disco ma in un altro modo.

Cos’altro puoi anticiparci in merito?

L’idea è quella di fare quello che si faceva più o meno a fine ‘800 inizi ‘900 nei caffè letterari europei. Voglio incontrare il pubblico con chitarra, disco e un libro che m’ha segnato. Portando ad ogni presentazione un testo diverso per condividerlo con le persone.

T’ho sentito dire che in “Mia madre odia tutti gli uomini” hai immortalato una parte della tua vita. Ascoltando il brano “Come una canzone” m’ha colpita quando nel ritornello canti “vorrei tornare indietro e avere braccia e gambe forti per non sbagliare sotto porta”. Mi viene allora da chiederti: sono tanti i “goal sicuri” che ti rimproveri di non aver messo a segno?

Mah, nella vita son parecchi. Pensando un po’ all’infanzia, all’adolescenza.. di cose sbagliate ne abbiamo fatte, almeno io ne ho fatte. Però l’importante poi è cercare di coglierle, di cogliere gli errori che si son fatti e da lì prendere il buono. Perché anche facendo cazzate, anche facendo errori, si cresce e si impara. Io dico sempre “impara dai tuoi errori e falli un’altra volta, perché quando li rifai hanno un altro valore”.

“Mia madre odia tutti gli uomini”: hai scelto un titolo di un certo peso per il tuo ultimo album. Che rapporto hai con tua madre o cosa t’ha detto del tuo ultimo lavoro in studio?

Il rapporto con mia mamma è fantastico! Mia madre è il faro della mia vita, è grazie a lei se oggi sono l’uomo che sono e faccio quello che faccio. Quando ha saputo il titolo dell’album la prima cosa che m’ha detto è che devo darle la metà del cachet! Perché nei concerti, nelle canzoni, parlo sempre di lei e quindi è arrivato il momento che io le paghi i diritti! (ride, ndr)

Antonio, come te la cavi con “le definizioni”? Hai una penna straordinaria eppure nella canzone “I Poeti” canti “non che io sia un poeta o un cantautore, anzi niente di speciale”. Te le senti così scomode come definizioni quelle di poeta e cantautore?

I poeti sono altri, i poeti sono quelli che spostano i cieli e le montagne. Certo non mi sento un poeta. Se dovessi dare un volto a Dio, lo darei ai poeti. È nella poesia che trovo il mio Dio. Però so perfettamente che so’ dei furbacchioni i poeti! (sorride ndr) Sono dei fingitori e questo lo diceva pure Fernando Pessoa che è un mio maestro, è uno che amo follemente. E lo diceva anche Bukowski che è un altro che amo. Diciamo che io sto in mezzo a loro ma non come poeta, come uomo mediocre. Se Pessoa si confrontava con questa bellezza assurda nelle donne e cercava in tutti i modi di incarnare questo universo complicato, complicandosi a sua volta la vita, Bukowski invece ha dichiarato “io scrivo poesie per portarmi a letto le donne”. Quindi, (sorride ndr) diciamo che io sto in mezzo, una volta so’ quello e una volta so’ quello!

Restando proprio sulle donne, sono una figura centrale del tuo ultimo album. Penso anche alla cover del disco. In primo piano la tua barba e la tua bocca, “sporcate” da un rosso che non capisco se sia dovuto ai “pugni e alle lotte” di cui canti in alcuni brani o a un bacio lasciato come un timbro.. levami sta curiosità: come va interpretata?

Non te lo dico così rimani curiosa! Però la figura della donna è centrale non solo nelle mie canzoni ma in tutta la mia vita. Io sono ossessionato dalle donne. Ossessionato non solo dalle parole ma anche dalle donne perché credo fortemente in questa figura, in questa genialità naturale che la vita ci ha donato e sono convinto che una donna più di un uomo riesca a conservare il futuro. Io spesso vorrei ragionare come loro, spesso cerco di farlo ma fallisco vergognosamente ogni volta. È vero che se il mondo fosse governato da donne probabilmente ci sarebbero anche meno guerre, ho questa sensazione. Quindi per me è sempre stato un obiettivo cantarla, cantare la donna e non solo per quello che mi da fisicamente, ma anche per quello che mi da interiormente, per come mi fa crescere, per come mi fa emozionare, per come mi fa incazzare.. . È la mia vita. Insomma la mia vita gira attorno alla donna! (sorride ndr)

L’album ha un sound molto cangiante e vanta la produzione artistica di Taketo Gohara. Com’è stato lavorare con lui?

Con Taketo è stato un bellissimo incontro. È un genio, secondo me incarna perfettamente il ruolo del produttore che riesce a comprendere chi ha di fronte, a coglierne l’anima e l’essenza. Con me è stato così ed è stato un bellissimo viaggio lavorare con Taketo. Per farti capire come è stato realizzare l’album con lui, ti racconto un episodio su tutti: stavo registrando le chitarre acustiche per il disco. Io non sono un chitarrista, sono più un pianista. Diciamo che la chitarra la suono solo per accompagnare le mie canzonette. Tornando all’episodio, mentre stavo suonando ho premuto il bottone che permette di parlare dall’altra parte del vetro e ho detto “Tak, vieni un attimo qua ti devo dire una cosa. Le chitarre non farle mettere a me, chiamiamo un chitarrista acustico serio per mettere la chitarra perché non so suonarla”. Lui mi ha guardato e mi ha risposto “vabeh, lo chiamiamo e ti assicuro che lui verrà e ti suonerà le tue canzoni perfettamente, però non saranno vere. Quello che noi vogliamo raccogliere è la verità, quindi se tu sbagli tre note oppure le pizziccate va bene così perché è la tua verità”. Questo è Taketo.

Quanto a Sanremo, che ci dici? Rientra tra le tue intenzioni tornare sul palco dell’Ariston?

Per adesso no perché ho in mente tantissimi altri progetti che mi fanno emozionare, non che Sanremo non sia stata un’emozione, assolutamente. Anzi l’ho vissuto benissimo e mi ha permesso poi di farmi conoscere a più persone. Quindi.. Sì, lo rifarei però non adesso. Ci riproverò quando sentirò l’esigenza di entrare di nuovo in quella vetrina. Per adesso sto pensando veramente ad altro, stanno capitando diverse cose tra cui sto scrivendo anche un libro.. quindi, al momento sono impegnato su altri fronti.

Ti lascio con un’ultima domanda: “per la rubrica Maldestro di nome e di fatto”, che hai combinato ultimamente, hai qualche episodio simpatico da raccontarci?

Parecchi, parecchi! (sorride ndr) Ma non riesco a prenderne uno tra i tanti e a dirtelo, sono veramente tanti!

Quindi confermato, questo non è cambiato: continui ad essere “Maldestro di nome e di fatto”?

Assolutamente! Continuo ad essere sbadato, a far cadere le cose, continuo a fare un sacco di danni, molti danni! Il mio nome non è per fare il personaggio ma proprio perché è l’aggettivo che più mi rappresenta!

La nuova fase di presentazione nei caffè letterari di “Mia madre odia tutti gli uomini” parte il 27 novembre dall’Undercover di Martina Franca (TA). Il calendario di date è in divenire, per seguire tutti gli aggiornamenti basta visitare la pagina ufficiale di Maldestro: www.facebook.com/MaldestroOfficial

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