X FACTOR 12, la 27enne Maionchi e i Seveso Casino Palace eliminati: cronaca e pagelle del quarto live

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X FACTOR 12, la 27enne Maionchi e i Seveso Casino Palace eliminati: cronaca e pagelle del quarto live

E niente, alla fine vince sempre Mara, e se poi non vincerà chissenefrega. Dopo una settimana di chiacchiericcio e polemiche sull’invettiva di Manuel Agnelli contro Anastasio ed il suo percorso (invettiva che ci trovava anche d’accordo eh, stiamo a #XFactor e non a #JoeCassanoFactor), la Maionchi si riprende la scena, il sentiment dell’opinione pubblica e un paio di grandi slam non ancora assegnati con quell’esultanza de core che oscura totalmente il resto del quarto (noioso) live di X Factor 12, venti secondi alla Caressa versione Berlino 2006 che già sono diventati storia (e meme)

Per il resto la quarta puntata dei live di #XF12 procede senza sorprese e senza gioie, con i Seveso Casino Palace che lasciano la competizione da buone vittime sacrificali (la loro uscita era quotata meno dell’1 tra Juventus e Castel di Sangro) mentre Naomi inciampa su un’esibizione non proprio al top, complice la scelta di Fedez di assegnarle un brano non proprio mainstream (e il pubblico subito lo punisce.. il nazionalpopolare o lo fai sempre o non lo fai mai!).

Tante le conferme, dai Bowland alla voce di Sherol, che come dice Lodo Guenzi “Potrebbe anche cantare un elenco telefonico“, e tanti anche i mezzi passi falsi, almeno per noi: Gassman che uccide Ultimo, una Luna spaesata alle prese con Battisti e Martina Attili che comincia a perdere di freschezza (che stia per finire l’effetto cherofobia?): insomma, se non fosse stato per gli ospiti, la grande Germaine Acogny e la doppia coppia Enrico Nigiotti & Gianna Nannini + Carl Brave & Max Gazzè anche questa puntata del talent di Sky sarebbe di diritto andata a finire nel dimenticatoio, in attesa di mandarci gli 8 inediti che sentiremo dalla prossima settimana (facciamo un giochino, avete 10 secondi per dirmi almeno 5 titoli degli inediti dello scorso anno: a me ne vengono in mente 2..)

Come negli altri anni il quarto live vuole tre manche diverse, con una sfida finale a tre.  Quest’anno il quinto giudice non è il Gianni Morandi che salvava Rita Bellanza, ma il pubblico che nel duello a tre finale tra Luna Melis, Seveso Casino Palace e Naomi salva giustamente la 16enne sarda. Nella sfida finale tra la over napoletana e la band i giudici vanno per l’ennesima volta al tilt, con Manuel Agnelli che fiuta la possibilità di far fuori una possibile finalista come la Riveccio e Mara Maionchi che più onestamente elimina la band: il pubblico la segue, decretando il salvataggio della ragazza, sottotono anche per un problema alla gola. X Factor 12

Giù il sipario, si entra nella seconda fase dei live. Sperando di rivedere ancora qualcosa che ci faccia esaltare come Mara ieri.

X Factor 12. il quarto live – Le Pagelle

Seveso Casino Palace – “Standing in the way of control” – Gossip (2006): 6,5

Sicuramente la loro migliore esibizione, valorizzata da scelte di regia e scenografie perfette. “E’ bello ritrovare casa quando non sapevi neanche dove fosse” dice Lodo. Peccato che è proprio il momento in cui la casa te la abbattono. Pessima invece la scelta di portare “Vengo dalla luna” al duello: già la ggente paragonerà qualsiasi band di X Factor ai Maneskin da qui ai prossimi 10 anni, perché dar loro una mano?

Renza Castelli – “La costruzione di un amore” – Ivano Fossati vers. Mia Martini (1981): 5

Con l’espressività di Mercoledì Addams e la capacità vocale di chiunque sia salito su quel palco nelle precedenti dodici edizioni, Renza Castelli continua ad essere il grande mistero di questo #XF. Come si è salvata dalla manche coi Seveso e con la Attili? Ma davvero agli italiani piace sta voce?

Martina Attili – “Strange Birds” – Birdy (2013): 5,5

Una giusta media tra la parte della cover (6,5) che ha interpretato bene, e la parte di rap inedita (4,5) che sembrava scritta da qualche generatore automatico on line non ancora adolescente. E sì, il suo personaggio mi infastidisce sempre di più

Naomi – “Crisi metropolitana” – Giuni Russo (1981): 6

Un po’ spenta, col peso di problemi fisici e alle prese con un’assegnazione di certo inusuale che il suo giudice Fedez le ha riservato. Intendiamoci,  la canzone è stupenda, ma pretendere di farla passare in prima serata nel 2018 senza colpo ferire è un po’ pretestuoso. Si salva solo all’ultimo duello, meritatamente per quello che ha dimostrato finora, meno per quanto fatto ieri sera.

Leo Gassman – “Pianeti” – Ultimo (2017): 5

Leggo sul web e in articoli di esimi colleghi che Leo sta crescendo, che ha fatto un’esibizione della Madonna, che zitto zitto arriverà in fondo. Sarà, ma a me è sembrato lo stesso Riccardo III di sempre, dando alla piccola perla di Ultimo una pesantezza che il giovane di San Basilio non ha mai dato né live né nel radio edit. La voce c’è per carità, però che due maroni X Factor 12

Sherol Dos Santos – I Will Always Love You – Whitney Houston (1992): 6

Sua banalità Manuel Agnelli decide di cercare su google “le migliori voci della storia” e dopo aver assegnato Mina dà a Sherol l’evergreen di Whitney Houston. La romana se la cava, perché se la caverebbe pure cantando la Convenzione di Ginevra, però ci lascia anche un po’ così, interdetti. “I Will Always Love You”, eddai.. la prossima volta “O sole mio”?

Anastasio – Another Brick in the Wall – Pink Floyd (1979): 7

E niente alla fine ha vinto lui. E’ un programma di cover questo, per trovare le migliori voci italiane? E sticazzi, è l’X Factor del cambiamento bellezza, o ti adegui o sei fuori. Preparatevi all’invasione rap e trap anche nei talent, la musica pop ha le ore contate (in realtà è in coma da anni, ma chi se la sente di staccarle la spina, suvvia..)

Luna Melis Eppur mi sono scordato di te – Lucio Battisti (1971): 5,5

Si vede che Lucio Battisti non è proprio nel suo background, e soprattutto si sente. Ma la sua voce e la sua grinta sul palco ci piacciono un casino, e il pubblico la salva subito nella sfida a tre. Pericolo evitato, ma bisognerà fare qualcosina in più per arrivare in fondo: il rap è sembrato cosa sua, perché allontanarsi così tanto?

Bowland – Drop the Game – Flume feat. Chet Faker (2012): 6,5

Chi dice che non fanno sempre le stesse cose è chiaramente in malafede, ma fin quando queste cose son piacevoli ben vengano. Finora non hanno mai fatto un passo falso, ora che sono gli ultimi difensori della bandiera di Lodo dovranno darsi da fare, altrimenti Asia Argento poi chi la sente?

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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