DANILA SATRAGNO, la vocal coach delle star: “Mi nutro di suoni e di tutto ciò che è bella musica” – INTERVISTA

Ermal Meta
ERMAL META live con in GnuQuartet: sold out e nuove date per la tournée teatrale
16 Novembre 2018
Vasco Rossi
VASCO ROSSI racconta “La verità”: il Komandante recita il testo del nuovo singolo – VIDEO
16 Novembre 2018

DANILA SATRAGNO, la vocal coach delle star: “Mi nutro di suoni e di tutto ciò che è bella musica” – INTERVISTA

danila satragno

foto di Melissa De Bernardi

Danila Satragno è una vocal coach, lavora con grandissimi artisti tra cui Jovanotti, Giuliano Sangiorgi, Ornella Vanoni, Biagio Antonacci, Arisa, Annalisa, Giusy Ferreri. Ma è anche una cantante, una musicista, insegna al Conservatorio canto jazz e pop ed è stata coach ad Amici e X-factor. La sua lunga esperienza di vocal coach per professionisti e per giovani talenti l’ha portata a elaborare l’esclusivo metodo Vocal Care®, utilizzato anche da molti attori e doppiatori. Ha già pubblicato due libri: “Voglio cantare” e “Accademia di canto” per Sperling & Kupfer.

Come si è avvicinata alla musica e in particolare al canto?

Ho approcciato alla musica sin da bambina. Mia madre diceva che ho imparato prima a cantare che a parlare. Quando mi portava in giro con il passeggino ci fermavano e le dicevano: “ma è questa la bambina che canta le pubblicità della televisione?”. Ho iniziato a studiare pianoforte prestissimo e a 9 anni cantavo già in una band che reclutava bambini per lo Zecchino d’Oro.

Da dove è nata l’idea di “insegnare” o comunque di diventare vocal coach?

Proprio da quel periodo di reclutamento per lo Zecchino d’Oro, dove mi divertivo a suggerire alle orecchie dei bimbi in gara la giusta intonazione oppure il tempo corretto. Poi, dopo gli studi di Conservatorio, l’amore per il canto si fece sentire e mi accorsi presto che non esisteva un sistema didattico ben definito per il canto moderno, un sistema che consentisse di allenare la voce, conservando però l’originalità e la naturalezza del timbro. Così iniziai una ricerca personale e uno studio sulla voce che continua ancora adesso.

Che idea si è fatta degli artisti con cui ha lavorato? C’è un qualcosa che li unisce (l’ispirazione, i valori…)  o sono diversi?

Ognuno di loro ha diverse modalità molto distinte e ben caratterizzate. Sono personalità forti, determinate. In costante equilibrio tra la quotidianità e l’artisticità.

Ha instaurato con loro un rapporto particolare? Se sì può dire, quale? Le piacerebbe duettare con qualcuno di loro?

Ah, che bella domanda! Così scopriamo le carte! In effetti nel mio futuro progetto discografico ci sta proprio una serie di duetti con le voci dei miei ‘Allievi’ prediletti, perché per un attimo vorrei trascinarli nella mia dimensione jazz. Con quasi tutti loro ho instaurato un rapporto di amicizia e complicità. Lavorando sulla voce, che è lo specchio dell’anima, si entra nel profondo, si scavano emozioni, paure, sogni… ci si mette a nudo. Ed è un percorso che molto spesso prelude ad uno scambio di affinità elettive sempre più forte. Sicuramente con Ornella Vanoni è nata un’amicizia profonda fatta di stima e condito da una marea di risate, perché abbiamo lo stesso senso dell’umorismo!

Mi racconta l’episodio di Jovanotti?

Una situazione di emergenza. Purtroppo sono i rischi del mestiere. Come accade ad uno sportivo di infortunarsi, così il cantante, che in sostanza è un atleta, può avere un calo prestazionale anche per una banale influenza. Così è accaduto a Lorenzo, con cui abbiamo dovuto gestire un’emergenza proprio durante un tour lungo e pesante. Fortunatamente ci siamo trovati benissimo dal punto di vista personale e ci siamo capiti al volo. Poi lui ha un grande fisico, che ha risposto all’allenamento istantaneamente, e una forte lucidità mentale. Insieme siamo riusciti ad andare in scena in condizioni proibitive e non solo a portare a termine felicemente il concerto, ma a continuare il tour sino alla fine senza il minimo cedimento.

Grazie a un vocal coach chiunque può cantare come una star o ci vuole anche dell’altro?

Il talento è fondamentale, ma l’allenamento non è da meno. Ho conosciuto persone di enorme talento che senza un lavoro vocale, musicale e mentale non sono riuscite a conclamare il loro successo.

Che tipo di musica le piace? Riesce ad ascoltarla senza cedere alla “deformazione professionale”?

Mi nutro di suoni e adoro tutto ciò che è bella musica, a prescindere dai generi. Questa forse è la mia grande forza, che mi aiuta ad accostarmi con agilità alla musica che cambia di continuo e ad adattarmi velocemente alle nuove sonorità richieste. L’adattamento alla contemporaneità e la rapidità dei benefici credo siano i punti di forza che hanno portato al successo il mio metodo di cura della voce chiamato appunto Vocal Care.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Sicuramente continuare l’esportazione all’estero della mia metodologia vocale particolarmente apprezzata negli Stati Uniti (dove ho già insegnato alla famosa DUKE UNIVERSITY nel North Carolina) e in Cina. Poi la produzione del nuovo disco jazz con le mie ‘ voci famose’. E infine coadiuvare qualche giovane di talento a conquistare il suo sogno, come a suo tempo è successo con Annalisa, che ho avuto il piacere e l’onore di affiancare nella sua splendida carriera musicale.

Danila Satragno Domenica 18 novembre alle 12 al Teatro Dal Verme di Milano presenterà il suo ultimo libro “Tu sei la tua voce” all’interno della rassegna “Bookcity Milano”. Con lei Roberto Re, mental coach coautore del libro, e tre musicisti (Dino Cerruti, contrabbasso; Rudy Cervetto, batteria; Gabriele Gentile, pianoforte). Giovedì 22 novembre alle 19.30 si esibirà in concerto a Milano in occasione della serata “Jazz melodies” al “Club workless” (via A.Maffei, 1, Milano, scala A, secondo piano).

Comments on Facebook

Comments are closed.