Incontriamo LIGHEA, autrice del singolo “La casa capovolta” in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma – INTERVISTA

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Incontriamo LIGHEA, autrice del singolo “La casa capovolta” in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma – INTERVISTA

Lighea

Era il 24 agosto del 2016 quando la popolazione del centro Italia fu svegliata di colpo nel cuore della notte perché la terra aveva iniziato a tremare mandando giù case e strappando via alla gente del posto persone care, ricordi e pezzi di vita. Di quella tragedia il resto d’Italia ne avrebbe avuto notizia solo al mattino, in una calda e assonnata giornata d’estate apprendendo del terremoto dai tg, dalle radio e persino dai post sui social. Le scosse sarebbero poi continuate inclementi anche nei mesi successivi, culminando nel sisma del gennaio 2017.

Non è passato molto tempo da allora, eppure del dramma vissuto dal centro Italia non si parla più così tanto, nonostante ci sia ancora gente che ogni giorno continua a lottare per riprendere in mano la propria vita. A riaccendere i riflettori sulle popolazioni colpite dal sisma del 2016/2017 arriva però SINCERUS, il progetto che si fa loro portavoce e sostenitore. Una nobile iniziativa che vede coinvolti in prima linea le cantanti Lighea e Roberta Orrù, il professor Amadeo Furlan e l’attore Arturo Sepe impegnati per offrire un supporto concreto alla gente del posto attraverso raccolte fondi. Del progetto è entrato a far parte anche l’ultimo singolo scritto da Lighea e cantato in duo con la Orrù: “La casa capovolta”, un brano toccante che parla della tragedia dal punto di vista di chi ne riporta ancora le ferite.

Abbiamo parlato di SINCERUS e della canzone insieme a Lighea, nome d’arte della nota cantautrice marchigiana Tania Montelpare al momento impegnata anche nel ruolo di docente per Area Sanremo. Ecco cosa ci ha raccontato. Lighea

Tania, è on air “La casa capovolta”. Da quanto t’ho sentito dire, il pezzo t’è venuto fuori di getto e di pancia. Il brano cosa rappresenta per te e cosa vorresti che rappresentasse per chi lo ascolta?

Per me è stata una liberazione… Quando l’ho scritto ho pianto tutti i dolori della mia vita, compreso quello per la mia terra ferita che si è trasformato poi in un progetto di solidarietà. In realtà parla anche di resilienza, quella meravigliosa capacità di trasformare il danno in opportunità. Vorrei potesse veicolare questo messaggio… quando si crea una crepa si può vedere la luce che ci sta dentro e proprio nelle ferite profonde di un’esperienza come questa si possono scoprire risorse mai immaginate.

Dal terremoto del 2016 sono passati più di due anni. Pensi che oggi si sia un po’ troppo “allentata” l’attenzione nei confronti delle tue terre?

Assolutamente si. È per questo che abbiamo voluto portare avanti questo progetto adesso. Quando accadono eventi del genere si prendono subito l’attenzione di tutti, media e persone, ma poi le luci si spengono e tutto sembra superato e chi si trova a lottare per la propria quotidianità precipita nel vuoto della solitudine.

Una piccola curiosità su “La casa capovolta”: è stato registrato in 432Hz, la frequenza a cui suonavano anche i Pink Floyd e Mozart! Perché questa scelta?

Perché questo progetto è nato dalla vibrazione dell’amore e questa è una frequenza collegata al chakra del cuore, “il chakra del sentimento”. Secondo alcuni studi l’universo vibra ad una frequenza di 432Hz, per questo ascoltare musica in questa frequenza potrebbe procurare pace interiore e tranquillità fisica ed avere una buona influenza sullo sviluppo spirituale di chi l’ ascolta. Volevamo allinearci alla vibrazione del pianeta.. Le persone di solito non si accorgono di questa accordatura diversa ma è una frequenza che il nostro corpo avverte inconsciamente anche se noi non ci facciamo caso.

Le colonne portanti di SINCERUS siete tu, Amadeo Furlan, Roberta Orrù e Arturo Sepe. In che modo ognuno di voi da il suo contributo al progetto?

Ognuno di noi ci mette la faccia, da credibilità al progetto. Ognuno di noi è veicolo di sensibilizzazione, ognuno di noi è l’anello di una maglia che comincia a tessere una coperta. Mi piace questa metafora: essere anelli della stessa maglia significa muoversi insieme, il legame ci richiede di andare con lo stesso passo, di affidarci, di superare i contrasti per una stessa meta, se non si è capaci di farlo non si comincia neanche a muoversi. Il legame è anche il seme della solidarietà, è senso di responsabilità, è prendersi cura dell’altro, perdere il proprio tempo per l’altro.. così come diceva il Piccolo Principe “è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.

Al centro di SINCERUS anche le donne, prese a simbolo di vita. Hai fatto una videointervista a cinque colpite dal sisma. Parlando con loro, guardandole negli occhi, hai ritrovato una sensazione, un atteggiamento, un modo di reagire comune a tutte compresa te?

Guardandole negli occhi mi sono sentita parte di qualcosa, in risonanza. È stato molto emozionante l’incontro con loro, ho trattenuto il fiato con loro, ho pianto con loro ed ho sentito forte quella spinta attivante. I loro occhi, come i loro racconti, parlano sicuramente di noi donne con la nostra capacità di guardare nel piccolo, di intuire la direzione e quel gigantesco coraggio che non si sa da dove tiriamo fuori, con quella potente energia femminile (e non intendo la sessualità) che crea e trasforma le cose, che quando riceve un impulso si attiva per far nascere qualcosa di nuovo. Credo che in questo momento sia la cosa di cui si ha più bisogno.

Torniamo ad essere vicini e a fare muro con i nostri fratelli del centro Italia con un gesto concreto. Sul sito ufficiale di SINCERUS www.sincerus.it è possibile offrire il nostro aiuto attraverso una donazione, di qualsiasi entità essa sia. Non restiamo spettatori facilmente dimentichi, diventiamo attori attivi di una buona causa.

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