X FACTOR 12, problemi tecnici e litigi gratuiti nel secondo live, al tilt fuori i Red Bricks Foundation. Le pagelle

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X FACTOR 12, problemi tecnici e litigi gratuiti nel secondo live, al tilt fuori i Red Bricks Foundation. Le pagelle

Come da tradizione ad X Factor ci si annoia fino alle 23.45 per poi provare qualche brividino alla fine nel momento delle scelte decisive, quando antipatie sopite e invide represse vengono fuori straripando oltre lo strafactor. Anche stavolta è così, e la seconda puntata dei live di #XF12 finisce nella tensione con Marona Maionchi che sbotta contro Lodo, senza alcun motivo apparente a dirla tutta. Di certo non c’è la vis polemica di un Morgan, o l’isteria di un’Arisa, e quindi il battibecco lascia un po’ il tempo che trova, mentre il telespettatore sfiancato si chiede “Ma perché?

Già, ma perché? Perché al duello finale, e poi al tilt, ci sono finiti i loro concorrenti Emanuele Bertelli e i Red Bricks Foundation, che avevano prenotato il duello di stasera già dai bootcamp. Ma andiamo con ordine e rivivamo una serata che di certo non entrerà negli annali del programma.

Si comincia con uno Sting sempre più in forma che ci fa battere i cuoricini con una carrelatona dei suoi più grandi successi, cantati insieme ai concorrenti. La kermesse inizia subito dopo un applauso al nuovo direttore artistico Simone Ferrari, che non sarà Luca Tommasini ma sa decisamente il fatto suo: tema “Now“, tutte canzoni del 2018, annata non proprio d’oro della musica mondiale.

Lodo interpreta bene il concetto ed assegna solo ed esclusivamente canzoni di merda, a rimarcare il principio sostanziale di quest’anno musicale forse, ma paga lo scotto di tali assegnazioni sadomasochiste con l’uscita dei suoi Red Bricks Foundation: mai come ieri sera i quattro romani non meritavano di uscire, ma ce lo aspettavamo un po’ tutti e il verdetto è anche figlio di un percorso fin qui non proprio esaltante.

Per i ragazzi in gara due manche, intervallate dall’esibizione di Sting insieme a Shaggy. Esibizione di cui non abbiamo potuto godere, visto i problemi tecnici che hanno coinvolto il microfono del giamaicano: una scusa telegrafica di Cattelan mezzora dopo e come se non fosse successo nulla.

Per il resto tante conferme, da Sherol che è una forza della natura ad Anastasio che partecipa ad un programma a sé stante, in cui le cover non esistono. E si conferma anche la maretta del nuovo arrivato, con “quello della vecchia che balla” che non riesce ad inserirsi bene in un ingranaggio già oliato da un anno. Un ingranaggio fatto di gente scazzata distratta e annoiata (con l’eccezione di Manuel Agnelli, oramai rincoglionito nel ruolo di Papà Castoro delle ragazze ma almeno ancora spontaneo) ma pur sempre un ingranaggio. Riuscirà a portare il pubblico dalla sua (un po’ ci sta riuscendo) e conquistare la complicità dei propri esimi colleghi? Lo scopriremo nelle prossime puntate, nel frattempo gustateci le nostre pagelle!

X Factor 12 – Secondo live | Pagelle

LUNA MELIS – Mash Up God is a woman (Ariana Grande) + I do (Cardi B): 6

Nei panni di Cardi B. è abbastanza improbabile e almeno Fedez se ne rende conto e glielo fa notare. Però come rimarca Manuel Agnelli lei è una “star“, la sua voce è incredibile e stare nella squadra insieme a due prime donne la protegge anche da attacchi e mitomanie da social.

LEO GASSMANNext to me (Imagine Dragons): 5,5

Forte delle critiche di Manuel Agnelli circa la sua teatralità (“ora so quale è il mio obiettivo” ci dice con lo sguardo del nonno nell’Amleto), trasforma una ballatina pop in un dramma in quattro atti diretto dal grande, irreprensibile Albertazzi. Bella la scenografia, peccato per il loggione scomodo

SEVESO CASINO PALACE – Mash Up Amore & Capoeira (Takagi & Ketra) + Kids (MGMT): 4,5

Ho puntato su una follia, e forse stiamo facendo una cazzata” ammette Lodo Guenzi mentre si infila il sospensorio di Tafazzi per ammortizzare almeno un po’ la botta. Il mash up era, per dirlo alla Barbieri, un mappazzone gigantesco che è servito almeno per farci notare la somiglianza tra Kids e la multiplatino di Takagi & Ketra. Che poi loro son bravini diamine, assegnamogli qualcosa di decente!

NAOMINever enough (Loren Allred): 6,5

Magari non così emozionante nella performance, però una voce della Madonna per una assegnazione decisamente azzeccata. Tecnicamente ineccepibile, anzi imbarazzante come dice Mara Maionchi. Quest’edizione è l’edizione delle donne, c’è poco da fare. Ed era pure ora

MARTINA ATTILISober (Demi Lovato): 6,5

Quest’anno sono usciti i Muse, gli Editors, gli Arctic Monkeys” dice Manuel Agnelli mentre assegna Cardi B., Ariana Grande e Demi Lovato, che uno si chiede se è proprio lui a parlare o una parodia di qualche programmaccio. Però con la sedicenne romana azzecca la scelta, anche se lei vorremmo sentirla in qualcosa di più ritmato per valutarne a pieno le sue potenzialità. E soprattutto vorremmo vederla meno personaggio X Factor 12

RED BRICKS FOUNDATIONThoiry (Achille Lauro remix Gemitaiz): 6

Il Damiano 2.0 non ha neanche un briciolo del carisma dell’originale, e quindi in questa esibizione corre continuamente il rischio dell’imitazione fatta male. Però re inventano bene un brano difficile da portare in un live di X Factor. Come dice Agnelli “eravamo già tutti col fucile puntato”, e invece “Sti cazzi” (anche se il leader degli Afterhours lo dice alla milanese)

EMANUELE BERTELLIZingarello (Ghali): 6

A noi non è per nulla dispiaciuto, se la trap la canta pure De André (anzi The André) perché non la può cantare Emanuele, specie se gli piace? Manuel e Fedez, oramai coppia di fatto al banco di XF, lo criticano sull’impostazione e sul percorso, Lodo gli ricorda in un attimo di sincerità che “volevo essere Lou Reed, sono finito per diventare quello della vecchia che balla“. Ma poteva andargli peggio, poteva essere quello del piccione

BOWLANDNo roots (Alice Merton): 6

Finalmente qualcosina di un po’ diverso e di più ritmato, finalmente un assegnazione azzeccata di Lodo, finalmente niente chill out e aperitivi vari. Il brano magari non avrà la potenza dell’originale, ma la rivisitazione in chiave tribale ci è piaciuta molto. Bravi Bowland

RENZA CASTELLI – Thunderclouds (LSD – Labrinth, Sia, Diplo): 5,5

Mara ci tiene a ribadire, per ben tre volte, quanto sia affascinante. E basta. L’assegnazione era pure ben focalizzata, un pezzo perfettamente a sua misura, anche se col brivido di non avere la chitarra sotto mano. L’esibizione un po’ fiacca, senza guizzo come ribadisce Manuel. Però molto affascinante, eh!

SHEROLRank & file (Moses Sumney): 7

Dategli “La società dei magnaccioni”, o “Osteria numero mille”, “Il ballo del qua qua” o “Gelato al cioccolato”. Vi emozionerà ugualmente. Se c’è una vera protagonista vocale in questa gara è proprio la giovane romana, che ha una voce che tecnicamente viene definita “della Madonna”. Ci chiediamo per quale motivo al mondo non dovrebbe vincere questa edizione

ANASTASIOSe piovesse il tuo nome (Elisa): 6

Continua il talent parallelo di Anastasio #MogolFactor, in cui puoi pure cantare col culo tanto l’importante è quello che scrivi. Ora, il giovane campano non canta col culo, è emozionato ed emozionante, e anche con un’assegnazione non propriamente nelle sue corde se la cava egregiamente. Però il suo percorso è completamente diverso da quello degli altri, con Fedez che sottolinea “a me neanche interessa sentirti cantare“. Ok, il programma non si chiama The Voice, ma è sempre stato un programma di cover; sto ragazzo praticamente è la quinta volta che canta un inedito suo (e ieri nella parte di Elisa le basi erano preponderanti sulla sua voce). Bravissimo, focalizzato e quant’altro, ma non da X Factor.

 

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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