X FACTOR 12, archiviati gli home visit tra rinunce e scelte discutibili. Le nostre pagelle

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X FACTOR 12, archiviati gli home visit tra rinunce e scelte discutibili. Le nostre pagelle

X Factor 12

E pure sti home visit se li semo levati dalle palle! Si è conclusa infatti ieri la lunga fase di selezione di X Factor 12 che ha visto centinaia di aspiranti artisti essere selezionati attraverso le forche caudine delle audition prima e dei bootcamp poi, pronti all’ultimo ostacolo in esterna prima di approdare ai live, in programma dal prossimo giovedì 25 ottobre.

I 20 concorrenti giunti all’ultima puntata prima delle dirette si sono sfidati nella consueta puntata degli home visit, la prima con le assegnazioni dei giudici, la prima in cui il periodo di curiosità e di emozione lascia spazio alle scelte discutibili e alle critiche dei telespettatori, specie per la scelta di alcune canzoni e non solo.

Parte subito Fedez (5,5), ancora scazzato per i suoi over che di certo non fanno sciogliere i cuori: appuntamento in maremma già mangiati, tutti ai Garage Studios di Civitella Val di Chiana per cimentarsi di fronte all’oramai storico giudice e ai suoi amici / producer Takagi & Ketra, una cinquantina di dischi di tutti i metalli pregiati in calzoncini e maglietta per l’occasione. Matteo Costanzo (6) e Naomi Rivieccio (6) col pass per i live già in tasca , Gaston Facundo Gordilo (4), Jennifer Milan (5,5) e Renza Castelli (5) a giocarsi l’ultima maglia da titolare. Tra i tre il Ferragnez sceglie a caso Renza Castelli forte del detto “tanto peggio tanto meglio”: gli da una mano il busker Gaston, che perde la testa su Red Hot Chilli Peppers e alza bandiera bianca. “Mi manca la strada, voglio tornare in strada“. “Bravo” urla il telespettatore mentre gli cascano a terra le palle guardando chi butta al cesso l’opportunità della vita per andare a suonare al Tiergarten: ma d’altronde, so “artisti” e come dice un fumante Fedez “Ci sta“.

Mara Maionchi (6) invece porta i suoi pischelli degli under uomini nel cuore della Provenza agli Studios La Fabrique, anche lei con le idee già ben chiare nonostante la graditissima consulenza di Achille Lauro che gli prova a sparigliare un po’ le carte. “Sta assegnazione po’ esse fero e po’ esse piuma” urla metaforicamente mentre assegna a Marco Anastasio (6,5) un suo inedito, le chiavi di casa e un vitalizio perpetuo (ma già si parla di un decreto legge per abolirlo) e al povero Leonardo Parmeggiani (5,5) la difficilissima “La notte”: il verdetto, naturalmente, è più scontato delle merendine al discount, e i due prendono strade differenti. Emanuele Bertelli (7) e la sua incredibile voce non si fa intimorire dal brano di Ultimo, Leo Gassman (5,5) prende la sufficienza con Nutini. Squadra pronta, non c’è spazio per Pierfrancesco Criscitiello (5) e la sua versione poco convincente di River: sarà per la prossima, l’età per riprovarci c’è tutta. X Factor 12

Il favoritissimo Manuel Agnelli (6,5) ha il compito più arduo di tutti avendo per le mani una squadra di fuoriclasse, e per scegliere le sue tre under donne titolari vola insieme a Ghemon ai Daft Recording Studios in Vallonia. Ilaria Pieri (6) ha già il destino segnato ed il leader degli Afterhours la mette anche in difficoltà con “La musica non c’è” di Coez: se la cavicchia, ma non c’è posto per lei. Porte spalancate invece per Sherol Dos Santos Da Veiga (7,5), una che riuscirebbe ad emozionare anche cantando il pulcino pio, e per Luna Melis (7), la piccola sarda che spacca di brutto cantando Kanye West. L’ultima maglia se la giocano Camilla Musso (6,5)Martina Attili (6): la spunta quest’ultima, anche se la sua versione di “It’s oh so quiet” di Bjork non è che sia proprio da perderci la testa. La squadra è formata, ed è la favorita: riuscirà anche quest’anno a Manuel Agnelli l’impresa di perdere un X Factor già vinto?

Per ultima tocca ad Asia Argento (5), mentre da casa Lodo Guenzi si contorce sul divano per le sue scelte. In compagnia di Alioscia Bisceglia dei Casino Royale l’attrice porta tutti agli Ocean Sound Recordings nel freddo della Norvegia, e già nelle assegnazioni fa capire chi porterà ai live. Ai Red Bricks Foundation (5) mette, come dice Alioscia, il pallone sul dischetto del calcio di rigore mentre il portiere si addormenta: i quattro riescono incredibilmente a invecchiare una canzone del 1966, ma passano ugualmente; i bravissimi Inquietude (6,5) invece tornano a casa nonostante una buona performance cantando XXXTentacion. Tra i Seveso Casino Palace (5,5) che banalizzano Lady Gaga e i Moka Stone (5) che non riescono ad interpretare nella giusta maniera “Fight da faida” di Frankie H Nrg Asia sceglie i primi, lasciando a Lodo una squadra fatta da sovrapposizioni stilistiche. Terzo biglietto destinazione live per i Bowland (6), amati da tutti ma che trasformerebbero in un lounge bar sulla Flaminia anche una canzone di Luigi Tenco. L’effetto è gradevole per carità, ma a un certo punto uno vorrebbe anche finire l’aperitivo e continuare la serata. Quando ci romperemo il cazzo definitivamente del loro sound?

Ma soprattutto, quando finiremo di pensare e ripensare a quale sarebbe stata la squadra se ci fosse stato Lodo Guenzi a sceglierla, visto che sarà lui a portarla all’esame di maturità? Verosimilmente presto, visto che i gruppi quest’anno (e dopo queste scelte) non sembrano poter resistere troppe puntate ai live. Ma chissà, se pure Lorenzo Licitra è riuscito a vincere un X Factor, allora c’è speranza per tutti.

A proposito, ma Lorenzo Licitra che fa?

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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