LUCA MORELLI presenta “The awakening”: “Vi parlo del disco che ho dedicato a mio nonno e del mio incontro col maestro Ennio Morricone” – INTERVISTA

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LUCA MORELLI presenta “The awakening”: “Vi parlo del disco che ho dedicato a mio nonno e del mio incontro col maestro Ennio Morricone” – INTERVISTA

È da poco fuori “The awakening” (Ala Bianca), il primo disco in piano-solo del compositore e musicista Luca Morelli. Un album realizzato “a cuore aperto”: sincero e che parla dritto all’anima. “The awakening” come il “risveglio”, un’onesta “presa di coscienza” tradotta in note di chi è stato, di chi vuole essere e soprattutto di chi è ora Luca Morelli.

Il pianista passato alla composizione dopo un “incontro fatale” avuto da ragazzo con Ennio Morricone. Oggi autore di musiche per cinema, spot pubblicitari e teatro. Abbiamo parlato di “The awakening” e di cosa lo abbia ispirato direttamente con Morelli, in un botta e risposta in cui ci ha dimostrato la stessa spontaneità con cui ha composto e suonato le 11 tracce del suo ultimo album.

Leggiamo allora cosa ci ha raccontato del suo incontro con il maestro Ennio Morricone e di quanto cuore ha messo nel suo “The awakening”.

Ciao Luca! È uscito da poco il tuo album, “The awakening”. Il titolo già di per sé è significativo: il “risveglio”. Si aggiunge a ciò che te ne ho sentito parlare come del “disco della presa di coscienza”. Mi verrebbe da chiederti: chi è, allora, Luca Morelli oggi?

Beh, Luca Morelli è un ragazzo semplice che ama la musica e soprattutto che ama ascoltare musica. Credo che oggi tutti dovremmo ascoltare un po’ di più, intendo proprio in generale, però si va “veloci” e bisogna essere sempre molto attenti a farsi ascoltare. Mi piace poter dire che oggi riesco a portare avanti il mio progetto perché lavoro nella musica, ho una società a Milano in cui facciamo musica per film, documentari, pubblicità.. E, soprattutto, riesco ad ascoltarmi di più! Diciamo che “sono sintonizzato” ed è importante che uno lo sia (sorride ndr). Luca oggi è semplicemente un musicista che cerca di crescere. Infatti continuo a studiare, ad applicarmi e appunto ad ascoltare musica.

Hai definito l’album anche come il disco della malinconia per tutto ciò, e per chi, abbiamo perduto. Guardandoti indietro, per cosa provi più malinconia?

La malinconia è diversa dal rimpianto. Secondo me per vivere meglio bisognerebbe dimenticarci dei nostri rimpianti. Tanto, tra tutti i passi che facciamo nel nostro percorso, è impossibile non commetterne falsi e sbagliati. La malinconia è un sentimento che mi accompagna da sempre anche a seguito di alcune perdite affettive che ho subito e quindi, sì: a volte rivorrei qualcosa che non può tornare, come esperienze che ho vissuto, o qualcuno che non può tornare..

Cosa o chi, in particolare?

In questo disco c’è una figura importante che ho perduto che è il nonno. Alcune persone, per il valore che hanno avuto per noi, lasciano il segno anche quando non ci sono più. Tutti possono dire “lo senti, c’è, è presente”.. Sì, è vero. Però io di indole sono una persona che va spesso con la memoria indietro e mio nonno è una figura che mi manca. È presente però nell’album, perché almeno 3 musiche le ho dedicate a lui. Luca Morelli

Ah, quindi non solo “Grandpa Mario”. Ci sono altre tracce dedicate a tuo nonno?

C’è “One year ago”, di quando era trascorso un anno dalla sua perdita, e poi c’è “If you leave here” che è anche il primo singolo lanciato del disco. Sicuramente è una cosa molto personale, sono sentimenti e sensazioni, ma ci tengo a dire che ha un senso positivo perché dalla malinconia può nascere arte, può nascere musica che è qualcosa di vivo. In un certo senso è un ritorno alla vita grazie al sentimento di qualcosa che è stato perduto, quindi, ciò che accade è positivo.

Un altro concetto su cui t’ho sentito tornare spesso è quello di “verità”, come base imprescindibile per creare qualsiasi prodotto che possa funzionare..

Ovviamente non mi proclamo “profeta di verità” perché tutti mentiamo, spesso purtroppo anche a noi stessi. La mia più che altro è una ricerca e un desiderio di verità: la cosa più bella, brutta e difficile da dire. Però è la cosa più importante. Mi sono chiesto spesso quale fosse la verità soprattutto riguardo chi sono, e questo è collegato alla presa di coscienza di cui parlo nel disco. Più scopriamo noi stessi, più siamo veri. Superando la difficoltà di riuscire ad essere sinceri con noi stessi, prima ancora che con gli altri.

In “The awakening” ci sono brani, come abbiamo già detto, dedicati a persone a te care, altri nati sulla scorta dei tuoi ricordi e delle tue emozioni del momento ma c’è anche una traccia che riguarda il tuo incontro con il maestro Ennio Morricone. Ce lo racconti in musica in “Behind the scenes” però, volendocelo raccontare ora a parole, ti va di dirci com’è andato quest’incontro?

È successo diverso tempo fa, avevo una ventina d’anni ed ero andato al concerto di Morricone al Palacassa di Parma. Ero ovviamente già un suo fan e avevo portato con me un cd su cui avevo registrato alcuni brani al piano, tra l’altro uno è anche presente nel disco ed è “Endless sunset”. Riuscii a sgattaiolare dietro le quinte con l’aiuto di Branduardi che mi vide e mi disse “va bene, te lo chiamo”. Quando arrivò il maestro gli diedi il cd su cui dietro avevo segnato il numero di telefono di casa, non avevo ancora il cellulare, chiedendogli la cortesia di dirmi che cosa ne pensasse. Gli avevo scritto semplicemente questo: “vorrei un suo parere”. E lui dopo un mese mi telefonò a casa! Mi ritrovai di Domenica mattina con mia madre che mi diceva: “Luca, c’è al telefono Morricone”. Sulle prime pensai fosse un mio compagno di università che mi prendeva spesso in giro. Invece, quando risposi, dalla voce capii che si trattava di Morricone e la prima cosa che mi venne da fare fu sedermi per terra (ride ndr). Allora studiavo pianoforte, non composizione. Lui mi disse: “Morelli! La sua musica mi piace. Mi raccomando: lei passi da pianoforte a composizione e quando avrà prodotto il disco me lo faccia avere”. Passai immediatamente alla composizione e la cosa bella è che questa esperienza si è conclusa quest’anno. Mi sono recato al Forum di Assago dove Morricone è venuto in concerto e, grazie all’aiuto di un amico, sono riuscito a dargli il mio disco. È stata una bella esperienza, ma soprattutto l’esperienza bella è ascoltarlo dirigere.

Grandissimo Morricone che tiene fede alla parola telefonandoti per darti il suo parere!

Sì: grandissimo! Ha poi una forza e una genialità che spiccano proprio quando è lì sul palco. Quest’anno nonostante dirigesse seduto sembrava un condottiero con questa enorme orchestra al suo comando.

Parlando del cinema che è una tua grande passione, film musicati da Morricone a parte, qual è la colonna sonora per cui hai pensato: “L’avrei voluta comporre e suonare io!”?

Oltre a Morricone, che ha scritto melodie fantastiche, mi sento molto vicino ad un compositore che è Danny Elfman: sono innamorato della colonna sonora di “Edward mani di forbice”. Mi piace moltissimo e mi piacciono le sonorità che è riuscito a creare, un po’ minimaliste ma con questi cori uniti all’orchestra e al pianoforte. Poi mi piace molto la storia, mi piace tutto di quel film. È fantastico, nel senso proprio del termine. Quindi, sì è quella la colonna sonora: “Edward Scissorhands”!

“The awakening” lo hai presentato in anteprima al Pianocity di Milano, ci sono già date in programma per risuonarlo dal vivo?

Vorrei fare una presentazione ufficiale a fine anno a Milano, non so bene ancora di preciso dove però sto vagliando delle opzioni. E con Ala Bianca, che è la mia etichetta discografica, ci stiamo muovendo per far venire fuori un calendario di date.

Non ci resta che seguirti allora per saperne di più! Magari anche qualche data al sud Italia, no?

Beh, io sono di origini partenopee! A sud ci vengo spesso. La mia musica del resto nasce dalla classica e dalla napoletana che è quella che mi hanno insegnato i miei nonni. Nelle mie composizioni in qualche angolo è riconoscibile qualcosa della musicalità partenopea che è la musica che amo di più.

Grazie, Luca! A presto, allora, per un ascolto del disco dal vivo!

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