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COEZ al Rock in Roma: un vero e proprio casino, ma meritatissimo! – REPORTAGE

Un casino aveva chiesto e un casino è stato. Se ne sono accorti in 33mila, assiepati fin dal tardo pomeriggio chi all’ippodromo delle Capannelle chi, i meno fortunati, in mezzo al traffico paralizzato del quadrante sud ovest di Roma.

33 mila. Una marea umana, un vero e proprio spaccato generazionale della capitale e non solo, tutti pronti a sfidare il caldo, la ricerca del parcheggio, la folla e le zanzare solo per sentire lui, che l’anno scorso da queste parti riempiva platee di 2-3mila persone (e già sembrava una notizia) e oggi sfida i giganti della discografia mondiale nella classifica dei concerti con più spettatori di questa estate romana.

E la sintesi di ieri sera è quel ghigno, quel sorriso compiaciuto e orgoglioso che Silvano Albanese si concede a fine concerto, quando dopo aver salutato Niccolò Contessa (che qualsiasi cosa tocca la trasforma in oro, onore a lui) si bea del fatto che “regà, siamo in 33 mila stasera. E sticazzi di Eminem“. La sintesi di un percorso lungo, lunghissimo, fatto di tanta gavetta, di locali semi vuoti e di album conosciuti (almeno all’epoca) solo nel sottobosco quasi autoreferenziale dell’ hip hop romano.

Oggi invece Coez è una realtà. Una realtà coi controcoglioni mi viene da pensare, mentre mi giro e vedo intorno a me una gigantesca e variegata umanità, con ragazzi e ragazze di tutte le età, estrazione sociale e gusti estetici. Una realtà che unisce, nella suo maledetta e malinconico romanticismo, che piace a tutti, che ha saputo conquistarsi un suo spazio nel difficile mondo della musica italiana. Uno spazio meritatissimo.

Ed è per tutti questi motivi che si arriva a serate come queste, dove chi l’anno scorso si esibiva all’Ex Dogana si ritrova oggi ad essere il mattatore del Rock in Roma, mettendo in difficoltà anche l’organizzazione per la gestione dei flussi.

Si parte alle 22 con una corona in testa e “Siamo morti insieme” a far esplodere il pubblico. Sul palco con lui la band di sempre, Orang3 al basso, Giuseppe “Passerotto” D’Ortona alla batteria, Alessandro “Gaspare” Lorenzoni alla chitarra, Patrick Benifei alle tastiere e Giuseppe Whtrsh “Banana” Di Nola alla console. E anche la scaletta non differisce troppo da quella del Palalottomatica.

Poche chiacchiere, tanta emozione, tanta musica (anche se non troppa: solo 1 ora e 45 di live), un tentativo di stage diving, un brano inedito (“Mamma Roma“. Farà parte di un nuovo disco?) e la chiusura classica con “E invece no” e “La strada è mia“. E poi tutti a casa, felici di rimanere imbottigliati per ore nei parcheggi e negli svincoli del raccordo. Perché quella di ieri sera è una serata che verrà ricordata, un vero e proprio turning point di una carriera: dopo 30mila spettatori, ora tutte le attese sono su di lui, sulla sua musica, sul suo nuovo album.  Riuscirà ad essere all’altezza Silvano?

Ne siamo certi. E aspettiamo di sentire le nuove produzioni, pronti a ricantarle a squarciagola sotto al prossimo palco. Magari in 50 mila stavolta, facendo davvero un casino.

Coez live @ Rock in Roma 2018 | Gallery

Coez live @ Rock in Roma 2018 | Scaletta

“Siamo morti insieme”
“Forever alone”
“Le luci della città”
“Parquet”
“Migliore di me”
“E yo mamma”
“Hangover”
“Delusa da me”
“Lontana da te”
“Non erano fiori”
“Vorrei portarti via/Le parole più grandi”
“Costole rotte”
“Niente che non va”
“Ali sporche”
“Jet”
“Occhiali scuri”
“Mille fogli”
“Chiama me”
“Faccio un casino”
“La musica non c’è”
“Ciao”
“Mamma Roma”
“E invece no”
“La strada è mia”

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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