LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: online il video di “Coprifuoco” e le date del tour

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LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: online il video di “Coprifuoco” e le date del tour

Le luci della centrale elettrica

A fine anno sarò in tour nei teatri per festeggiare i dieci anni de Le luci della centrale elettrica. Mischiando le canzoni scritte dal 2008 al 2018 a letture e racconti dell’Italia vista dal finestrino per milioni di chilometri, tra la Via Emilia e la Via Lattea.

Ci saranno momenti in cui sarò da solo sul palco e altri in cui sarò circondato da una piccola orchestra con archi, cori, percussioni e chitarre elettriche. Per me è una grande emozione.

Così Vasco Brondi presenta il primo tour teatrale de LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA, organizzato per festeggiare i dieci anni dalla pubblicazione di “Canzoni da spiaggia deturpata”, il primo album del progetto artistico-musicale di Vasco Brondi, che segnò un momento cruciale per la storia della musica indipendente italiana.

Queste le prime date annunciate:

sabato 17 novembre – FOLIGNO, Auditorium San Domenico
lunedì 19 novembre – FIRENZE, Teatro Obihall
venerdì 23 novembre – ROMA, Auditorium Parco della Musica
sabato 1 dicembre – BARI, Palamartino
domenica 2 dicembre – PESCARA, Teatro Massimo
sabato 8 dicembre – TORINO, OGR Torino
lunedì 10 dicembre – MILANO, Auditorium di Milano
martedì 11 dicembre – BOLOGNA, Teatro Duse
sabato 15 dicembre – GENOVA, Teatro della Corte
domenica 16 dicembre – FERRARA, Teatro Comunale Abbado

Le luci della centrale elettrica – Coprifuoco | Video

Disponibili da oggi anche il videoclip di “Coprifuoco“, una delle canzoni più amate dell’ultimo album TERRA:

Coprifuoco è una canzone in cui si confondono eventi epocali e fatti personali – scrive sempre Vasco Brondi – In sottofondo c’è questa tabla elettronica, una specie di drum machine che ci hanno portato dall’India e che finalmente siamo riusciti a mettere in una canzone.

C’è l’eco di un viaggio in Bosnia che avevo fatto con un amico una decina di anni fa: a Mostar ci siamo accorti che campanili e minareti una volta crollati si assomigliavano, dalle macerie non riuscivi a distinguere l’uno dall’altro.

Al loro interno erano già cresciuti gli alberi, il tempo passato dalla fine della guerra si misurava con la loro altezza.  Credo che in questo video si possano ritrovare tutte le contraddizioni e i contrasti che ci sono nella canzone, tutte le corse a piedi o in macchina, le litigate, l’affetto, la solitudine, la vicinanza, le nascite e le rinascite. La violenza e la tenerezza, l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta, la libertà e la responsabilità.

Il video è stato girato da Angelo Cerisara, un regista italiano di 23 anni che vive in Inghilterra ed è ambientato tra Mestre, Londra e Torrebelvicino in provincia di Vicenza, il suo paese d’origine.

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