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CITTADELLA MUSIC FESTIVAL: sua maestà LAURYN HILL incanta Parma – REPORTAGE

Si è tenuto venerdì 22 giugno, nella splendida cornice del Parco della Cittadella di Parma, uno dei concerti più attesi di sempre. La signora dell’RnB, al secolo Luaryn Noelle Hill, ha incantato la platea in quella che è stata l’unica data italiana del suo Tour, celebrazione dei 20 anni dall’uscita di “Miseducation of Lauryn Hill”, splendido ed unico album solista della ragazza di East Orange.

Fourzine ha avuto il piacere e l’onore di assistere per voi allo show, ci siamo presi qualche giorno per metabolizzarlo e cercare di descrivervi al meglio ciò che abbiamo visto e, soprattutto, sentito. Partiamo dalla fine, da quella entità quasi inafferrabile vestita di bianco che si dona al suo pubblico, scende dal palco e passa una mezz’ora a firmare autografi, posare per i selfie e stringere mani, molto più che diva, vera artista nell’animo prima ancora che nell’immagine. 

Regala anima e cuore ai suoi fan Lauryn, l’ha fatto ancora prima sul palco, poco più di un’ora di estasi musicale, i pezzi di Miseducation si susseguono, alternati ai più grandi successi dei Fugees (nessuno ci toglierà dalla testa che il trio formato con Pras e Wyclef Jean fosse il collettivo più bello che questo genere abbia conosciuto) e l’immancabile “Turn the lights down low” di Bob Marley. La voce di Lauryn Hill è immutata, intensa, graffia l’anima, commuove, riporta indietro di 20 anni il cuore degli ascoltatori. Lei è splendida nella carica, nell’amore che diffonde dal palco, una vera e propria visione angelica che coinvolge e stravolge.

I ragazzi del “Cittadella Music Festival” hanno fatto qualcosa di incredibile, sono partiti giovedì 21 con sua maestà Ennio Morricone ed hanno chiuso con un sontuoso djset targato “Digitalism-2manydjs-Apparat” sabato 23, ma il capolavoro l’hanno fatto con l’imperdibile concerto di Lauryn Hill, riportando Parma al centro della cultura musicale italiana. Difficile descrivere a pieno le emozioni che ci ha regalato questo concerto, le sedie e le tribune, perfettamente disposte in una cornice così elegante, hanno avuto scarsa fortuna, perché già alle prime note i piedi non riuscivano a stare fermi.

Il flow di Lauryn Hill è qualcosa di totalmente inspiegabile, anche se la ragazza sembra avere qualche problema audio, li risolve fra un acuto e l’altro, senza colpo ferire, con la delicatezza e la classe di una vera e propria regina. I vocalizzi che regala fra un pezzo e l’altro da soli varrebbero il prezzo del biglietto, la voce è incantevole nel senso più assoluto della parola, la band è impeccabile, le coriste meravigliose, tutto è perfetto al punto che appare irreale. Non perdoneremo mai a Lauryn Hill di averci regalato un unico album, saremo sempre ansiosi di ascoltare qualcosa di nuovo uscire dalle sue labbra, ma ci volessero anche altri 20 anni per riascoltarla, ne varrebbe comunque la pena.

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