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TOMMASO PRIMO ci presenta “3103”, il nuovo album di inediti – INTERVISTA

L’8 giugno è uscito “3103”, il nuovo disco di TOMMASO PRIMO, un album fantascientifico con nove tracce suddivise per sound, argomenti e storie in due grandi aree narrative tra cielo e terra, un viaggio con la precisa descrizione di tutto ciò che avviene prima e degli avvenimenti successivi alla partenza.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui per farci raccontare nel dettaglio questo bel disco

Partiamo dal titolo: cosa rappresentano le cifre 3103?

E’ la data ipotetica e immaginaria di un esodo, quello che vedrà protagonista l’umanità partire dalla Terra per raggiungere il pianeta Kepler.

Come nasce l’idea di quest’album? può essere considerato il corrispettivo in musica di un libro/film di fantascienza?

E’ un disco che avevo in mente da tanto tempo ma l’input principale l’ho avuto quando ho letto che a Marzo 2016 stavamo già sfruttando le scorte alimentari del 2017. Ci sono due mostri invisibili che minacciano l’essere umano e il proseguimento sereno dell’esistenza sulla Terra: il consumismo sfrenato e l’emergenza ambientale. Da li ho incominciato a ragionare sul fatto che entrambi sono figli della mancanza di consapevolezza degli uomini e ho iniziato a scrivere, scrivere, scrivere…. Tommaso Primo

Come lo immagini, nel disco, un ipotetico esodo dell’umanità?

Probabilmente sarà come immettersi con un’astronave su un’enorme Salerno – Reggio Calabria. A parte gli scherzi, c’è un brano nel disco che si chiama Cassiopea che spiega nei dettagli la mia visione dell’esodo, parla di una presa di coscienza dell’uomo che accetterà la sua natura imperfetta e ammetterà gli sbagli che hanno portato il pianeta alla distruzione.

Uno degli aspetti più interessanti del disco è l’originale forma di linguaggio che mischia poetica nerd ad un lessico di tradizione partenopea. Come riesci a metterli insieme?

E’ quello che sono, un ragazzo di Marechiaro ossessionato dai manga e anime giapponesi, dalle serie Tv e dai film fantasy. Uno strano connubio lo so….

Quanto contano le tue origini partenopee nella definizione della tua musica? e cosa succederebbe se Superman fosse napoletano?

Napoli è una città sonoramente riconoscibile, ha una matematica nella sua musica perché figlia di una cultura millenaria, innovativa e resistente. E’ una tradizione che viene stravolta e rinnovata da secoli, che assimila e fa sua ogni cosa, compreso Superman.

Nei tuoi brani si possono sentire suoni vintage anni ’70 e ’80, R’n’B, Rap, soul statunitense. Quali sono le tue influenze musicali?

Il tropicalismo di Caetano Velo e Gilberto Gil ma anche il Neapolitan Power, gli Earth Wind and Fire ma senza dimenticare Sergio Bruni, le sigle dei cartoni animati giapponesi e le colonne sonore degli Oliver Onions, ricordando la lezione cantautorale di Dalla, Pino, De Andrè, Concato e il super Franco Battiato.

Nonostante le ambientazioni fantascientifiche, 3103 è un disco che si sofferma sulla reale analisi politica e sociale. Cosa si può leggere tra testo e note?

Viviamo nell’epoca dell’osannazione del nulla, dell’imbambolimento delle masse, dei cervelli spenti e del disprezzo degli ultimi. Stiamo subendo un processo d’imposizione del pensiero e mettiamo il successo individuale sopra ogni altra cosa (“Ego ha travolto Ecos, molesta idea di felicità”) perché consideriamo il riscatto materiale e personale l’unica fonte di benessere, annullando ogni minimo residuo di idea di comunità. Ci sono marche ovunque anche dove non dovrebbero esserci e stiamo consegnando il mondo nelle mani di pochi che prenderanno scelte al posto nostro. Regna la guerra dei poveri e ci affidiamo al primo eroe che promette giustizia senza capire che l’unica via di salvezza è quella di RESTARE UMANI.

Come sono andati gli Showcase che ti hanno visto protagonista? prossime date? 

Ho ricevuto un affetto incredibile. E’ stato bello vedere nelle altre città persone che mi seguono così simili a me nel pensiero e nelle idee.

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