ARTÙ canta “Ti voglio”, l’inedito brano di Rino Gaetano

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ARTÙ canta “Ti voglio”, l’inedito brano di Rino Gaetano

Artù ti voglio

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso con stelle al neon e un poco d’universo“, cantava Rino Gaetano più di quarant’anni fa. Rino Gaetano, il cantautore che con lo sberleffo nelle parole ci ha raccontato l’Italia e i suoi vizi, il precursore che con la sua ironia ci ha mostrato uno sguardo diverso “sul mondo e sulle sue brutture”, l’uomo che con la ruvidezza della sua voce ci ha lasciato in eredità quelle che non erano solo canzonette, così apparentemente semplici eppure così intrise di significato.

E a volte la musica sa essere così straordinariamente sorprendente. Questo è uno di quei casi. Adesso che ci troviamo ad ascoltare “TI VOGLIO“, l’inedito di Rino Gaetano, uscito l’11 maggio (Leave Music/Sony Music). A cantarlo è Artù, Alessio Dari, cantautore romano, classe 1982, che con rispetto e delicatezza ha prestato la voce al suo maestro. Il singolo anticipa l’uscita di “Vola Ale!”, il nuovo disco di Artù, disponibile da venerdì 25 maggio.
E le cose belle avvengono così, con naturalezza. Artù nel 2017 viene invitato a suonare al concerto del primo maggio in Piazza San Giovanni, ad ascoltarlo, tra le tante persone, c’è Anna Gaetano, sorella di Rino. Resta incuriosita dal giovane e lo invita a suonare al Rino Gaetano day, dove canta “Tu, forse non essenzialmente tu” e “I miei sogni di anarchia“. Artù Ti voglio

Qualche mese più tardi Anna comunica ad Artù che c’è un pezzo incompiuto di Rino, gli domanda se vuole finirlo e cantarlo. E così Artù termina “Ti voglio” e dà vita a qualcosa che non avrebbe neanche lontanamente potuto immaginare. Il pezzo viene registrato con la Rino Gaetano Band, invece il video è diretto da Maurizio Nichetti, e qui sembra chiudersi un cerchio. Proprio Rino, infatti, in “Ufo a ufo” cantava “L’anno prossimo giro un film con Nichetti Ufotaplan“.

Ti voglio“, a distanza di tanti anni da quando Rino l’ha concepita, sa essere fresca e coinvolgente. Una musicalità che ti cattura, le parole creano immagini nitide davanti agli occhi di chi l’ascolta. Dettagli di vita quotidiana, “lavoro 8 ore ti voglio, sto giocando a 3 sette ti voglio“, e ancora “cercherò un autobus o un disco di più“, era il 109 che Rino aspettava per fare la rivoluzione in “E io ci sto“.

Nel pezzo non si sentono due penne distaccate, Artù non ha tradito l’approccio di Rino, ma lo ha completato, offrendo un’interpretazione sincera e genuina, mostrando l’ironia poetica in un brano che parla di un amore senza tempo. Il timbro di Artù, non molto lontano da quello di Rino, ci accompagna in un brano dal sapore speciale.

Ed è sul finale che il cantautore che ci ha lasciati troppo presto è vivo più che mai, quando sentiamo la sua vera voce, registrata anni fa “Sotto il sole sopra il mare ti voglio, sta nascendo un altro giorno ti voglio, e se tu vorrai uo uo te lo vivrai“.

Ti voglio” si aggiunge a “Nuntereggae più”, “Sei Ottavi”, “I tuoi occhi sono pieni di sale” e a tutte le altre canzoni di Rino che sono semplicemente la nostra storia, in cui coglieva l’essenza e le contraddizioni della vita.

Grazie Rino, perché a quasi quarant’anni da quel maledetto incidente sai ancora sorprenderci.
E complimenti Artù, perché ci vuole coraggio per mettersi in gioco e non tradire le aspettative…e quindi ora “Vola Ale!”.

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