EMMA dimostra finalmente di “Essere Qui” con una nuova maturità artistica – LIVE

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EMMA dimostra finalmente di “Essere Qui” con una nuova maturità artistica – LIVE

Emma ha portato al Forum di Assago solo il meglio di otto anni di carriera: un carisma innato che la fa muovere sul palco con grande sicurezza e convinzione e una scaletta che dà grande importanza ai brani del suo ultimo album Essere qui. Non sono mancate alcune chicche dei dischi precedenti, a costo di tagliare fuori pezzi più popolari, ma sicuramente meno incisivi, come per esempio Arriverà l’amore o Non è l’inferno con cui ha addirittura vinto Sanremo.

La cosa che colpisce è la sincerità e onestà con cui Emma si concede al suo pubblico, con canzoni e arrangiamenti che rispecchiano esattamente la sua personalità.

È provocatrice, e lo dimostra già dal suo ingresso sul palco che avviene attraverso la folla del parterre, sulle note de L’Isola, o quando controluce mostra il suo corpo nudo durante un cambio d’abito (tranquilli, non si è visto nulla).

È coraggiosa: tutti i suoi brani più famosi sono ri-arrangiati per l’occasione, con le consapevolezze del suo presente e del suo viaggio a New York da cui ha rubato nuovi suoni. È il caso de L’amore non mi basta, Cercavo amore, La mia città tutte interpretate con una nuova chiave funky e a tratti dance, che le rende decisamente più piacevoli. Menzione d’onore per Calore, cantata con inaspettata delicatezza e che permette al brano di emozionare.

È esplosiva, ma questa non è una novità. Ventitré canzoni in scaletta e tutte affrontate con la grinta della prima, senza mai un segno di cedimento. Forse la caratteristica principale dei suoi brani sono proprio i ritornelli pieni d’energia, che al Forum d’Assago investono il pubblico che canta a gran voce: Amami è praticamente un’esibizione corale.

È sexy e regala momenti di grande sensualità sul palco, su brani come Luna e l’altra che interpreta anche con la sua gestualità e il suo corpo, senza mai risultare volgare, anzi assecondando la sensualità delle melodie, degli arrangiamenti, delle parole.

È dolce e spesso canta sottovoce come in Trattengo il fiato e Quando le canzoni finiranno, due dei brani più belli del suo repertorio, interpretati magistralmente ed impreziositi dal contributo della band, che Emma rende assoluta protagonista della serata. Sono numerosi i momenti strumentali, soprattutto quelli della chitarra che per esempio con un lungo assolo chiude Schiena.

Emma dimostra con questo concerto di aver raggiunto una nuova maturità artistica grazie a cui riesce anche a re-interpretare il suo passato, di aver messo al centro le canzoni e la musica, tanto da imbracciare la chitarra e suonare da sola alcuni brani, come per esempio Nel posto più lontano. E nonostante questa particolare attenzione per la musica, Emma rimane Emma e tra un brano e l’altro affronta temi scomodi come quelli dell’omofobia e del femminicidio, ma anche altre questioni strettamente personali come l’insuccesso (se così vogliamo chiamarlo) del suo ultimo album e la difficoltà di poter fare un certo tipo di musica senza etichette e senza seguire logiche di mercato.

Una Emma che nel suo essere più misurata si è dimostrata più sicura e convincente che mai, ora che finalmente, come suggerito dalla scenografia alle sue spalle, è riuscita a trovare un’uscita.

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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