Bentornato, rock made in Italy! DUNK, la banda che le suona come non si sentiva da tempo

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Bentornato, rock made in Italy! DUNK, la banda che le suona come non si sentiva da tempo

Dunk

C’era una volta in Italia un modo di fare rock che adesso non c’è più. Nato dalle influenze del grunge oltreoceano, contaminato dallo stile autorale nostrano e figlio delle sperimentazioni con venature punk degli anni ’90. Arrangiamenti massicci da casse possenti e testi che suonavano come liriche taglienti.

C’è una band oggi in Italia – o “superband” come tanti l’hanno definita – testimone di un’era che ha fatto scuola e continua a farla, una band che ha tutte le intenzioni di continuare a coltivare un modo di fare musica nel Belpaese che sembrava ormai estinto. Tra quel tramonto e una nuova alba ci sono i Dunk, il progetto musicale nato dall’unione di talenti tra i Giuradei bros. – Ettore e Marco –, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi – O.R.K.).

Un passo indietro anacronistico? Se sono questo i Dunk? Nient’affatto. Il loro modo di approcciarsi alla musica e di darle forma e contenuto ci riporta indietro di qualche decennio, vero. Ma per tornare, con piacere, ad un rock made in Italy più “muscolare”. Quello genuino e d’autore che chi è cresciuto “a pane e Timoria, Marlene Kuntz e Afterhours” ancora rimpiange. Ecco: quel modo di fare rock in Italia non tornerà più ma può continuare “a camminare” sino a quando artisti come i Giuradei, Ferrari e Pipitone non si saranno stancati di suonarcele. E per fortuna, pare che non ne abbiano la minima intenzione.

Lo scorso gennaio è uscito “Dunk” (Woodworm Label/distr. Audioglobe e Artist First), l’album omonimo d’esordio. Undici brani in cui ai testi di Ettore Giuradei rispondono energiche le chitarre di Pipitone, la batteria di Ferrari e le tastiere e i synth di Marco Giuradei. E se il primo disco è pur sempre “il biglietto da visita” scelto dall’artista per presentarsi al suo pubblico, la superband decide di fare il suo debutto col botto. La musica dei Dunk è “dinamite” – tanto per citare il brano “Avevo voglia”. Testi visionari, che esplorano il tema dell’identità e del rapporto a due in relazione alla società, su arrangiamenti carichi, potenti e suonati di pancia. Menzione speciale per noi sentimentali a “Mila”, con un crescendo che da i brividi. Dunk

Si sentono tutti gli anni di sale prove e concerti che ogni membro dei Dunk ha collezionato nella sua lunga carriera. Quattro musicisti che hanno riversato la loro voglia di continuare a creare e suonare in un progetto condiviso e collettivo. I Dunk nascono di riflesso all’amicizia tra Marco Giuradei e Luca Ferrari e su spinta della vena creativa dell’altro Giuradei, Ettore. Tutto inizia con il brano “È altro”. Ettore lo fa ascoltare a Marco e Luca e i tre iniziano a lavorare insieme. Ad aprile 2017 suonano live per i 10 anni della Latteria Molloy ma la band non è ancora completa. Si aggiunge al gruppo Pipitone, un’estate per rodarsi nella formazione a 4 e a settembre 2017 i Dunk sono in studio per registrare il primo album nato dalla loro unione di esperienze e fame di palco.

Dallo scorso gennaio il disco è disponibile negli store fisici e digitali. La superband lo ha già portato in giro da nord a sud Italia nel tour che li ha visti on the road sino allo scorso aprile. Ma c’è ancora una prossima e ghiotta occasione per lasciarsi travolgere dal sound dei Dunk: il 26 maggio al MI AMI Festival di Milano.

Per essere aggiornati sulle news dei Dunk, basta seguirli sui loro canali ufficiali: www.facebook.com/DUNKitalianband

Dunk – “Dunk” | Tracklist

1. Intro
2. Avevo Voglia
3. Mila
4. È Altro
5. Spino
6. Ballata 1
7. Amore Un’altra
8. Stradina
9. Ballata 2
10. Noi Non Siamo
11. Intermezzo

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