THE ZEN CIRCUS all’Atlantico Live di Roma: il rock è vivo e lotta insieme a noi! – LIVE

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THE ZEN CIRCUS all’Atlantico Live di Roma: il rock è vivo e lotta insieme a noi! – LIVE

The Zen Circus

Manca il lieto fine, non c’è una ragione, anche il mare aperto oggi sembra una prigione“. E si potrebbe anche chiudere qua, con la prima frase della prima canzone. Stop, sipario: tornate a casa, date una carezza ai vostri bambini e dite “questa è la carezza di Appino”.

Perché più che una frase è un pugno nello stomaco, una sentenza come quelle di Ferribotte, una precisa e puntuale descrizione della contemporaneità di un mondo ripiegato sull’individualismo. E poi diciamocelo, se sembra una prigione il mare aperto allora figuriamoci un Atlantico Live nel maggio romano caldo e appiccicaticcio, colmo di gente tra l’altro.

Ma fortunatamente i The Zen Circus se ne fottono, del caldo, delle code all’entrate, di alcune location che oramai forse stanno strette e da tutto quello che succede lì fuori, e danno vita ad un concerto rock e casinista che serviva come un toccasana in questo mondo discografico pieno di cantanti indie cloni tra loro e trapper che solo pensarli ai vertici delle classifiche mi vengono i brividi.

Il rock quindi. O post rock, forse pop rock. Vabbè chiamatelo come vi pare, io la chiamo musica buona, da ascoltare con gioia negli auricolari e da ballare pogando nei live. “L’unica regola è che più fate casino e più siamo contenti” grida Ufo, e il pubblico non si fa certo desiderare. Nonostante il caldo, nonostante la crisi, nonostante le consultazioni. Si balla cazzo, anche urlando “non voglio ballare” se è necessario, ci si abbraccia ricordando Abdul e le sue nike di renna nuove e si canta, senza mai finire.

Nella recensione della loro ultima produzione, “Il fuoco in una stanza“, avevo scritto che mancava un po’ quel suono grezzo e sgraziato dei primi Zen, una caratteristica che era diventata quasi un tratto stilistico distintivo. Ecco, cancellate tutto: live il circo Zen è quanto di più ferocemente graffiante, con le chitarre che fanno la voce del padrone e le tastiere (suonate per l’occasione dal geometra Pagni) relegate a mero colore.

Protagonisti della scaletta gli ultimi due album naturalmente, “Il fuoco in una stanza” e “La terza guerra mondiale” che formano un ideale doppio volume, come confermato da loro stessi nella nostra intervista al Primo Maggio di Roma. Il pubblico le conosce tutte, quanto le storiche che certo non mancano (“I qualunquisti“, “Andate tutti affanculo“, “Figlio di Puttana“, “Vent’anni“, “nati per subire” e l’immancabile “Viva” in chiusura).

Un bel concerto, dell’ottima musica, tanta ironia toscana come di consueto in un concerto dei Zen Circus, un sacco di colleghi nascosti tra il pubblico (Motta, Giancane ed il resto della truppa del Muro del Canto) e birra a volontà. Cosa volere di più?

Rimane il cruccio di non vederli in location con numeri più altisonanti: magari il Palalottomatica è ancora troppo grande, ma se il Rock in Roma presenta in line up nomi quantomeno discutibili, ecco, perché non inserire anche una band che da vent’anni è tra le cose migliori uscite dall’industria discografica italiana?

Qualche giorno libero a Capannelle c’è ancora, un appuntamento estivo con i Zen sarebbe gradito, specie su certi palchi. Noi aspettiamo fiduciosi

The Zen Circus – Il fuoco in una stanza tour 2018 @ Atlantico Live | Scaletta 

Catene

Canzoni contro la natura

La terza guerra mondiale

Vent’anni

Non voglio ballare

Il fuoco in una stanza

Andate tutti affanculo

Low cost

Ilenia

Sono umano

Il mondo come lo vorrei

L’egoista

La stagione

Pisa merda

I qualunquisti

La teoria delle stringhe

Ragazzo eroe

Figlio di puttana

Canzone di natale

Nati per subire

L’anima non conta

Caro Luca

Viva

The Zen Circus – Il fuoco in una stanza tour 2018 @ Atlantico Live | Gallery

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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