FABRIZIO MORO all’Olimpico: il 16 giugno il sogno diventa realtà

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FABRIZIO MORO all’Olimpico: il 16 giugno il sogno diventa realtà

Fabrizio Moro

Foto di Simone Cetorelli

Ci sono state le piazze più sperdute in lungo e largo per l’Italia, i club conquistati passo dopo passo, i teatri più belli del nostro stivale, e poi ancora altri spazi, sempre più grandi. E adesso, per Fabrizio Moro, è arrivato il momento di calcare un palco che soltanto ad immaginarlo, qualche anno fa, avrebbe fatto pensare di essere semplicemente un folle sognatore.

Credo in me stesso anche se a 30 anni non si è avverato neanche uno dei miei sogni“, così cantava il Moro più di dieci anni fa nell’album “Ognuno ha quel che si merita“. A 43 anni, appena compiuti, di sogni ne ha realizzati un bel po’, ma ce n’è uno davvero grande che sta per prendere forma presso lo Stadio Olimpico di Roma. Il 16 giugno 2018, infatti, il rocker romano si esibirà in quello che è considerato il tempio delle imprese calcistiche, come ha dimostrato la Roma qualche giorno fa, ma destinato anche ai numeri uno della musica.

Dal 13 dicembre 2017, giorno in cui il Moro ha comunicato l’evento con un video sulla sua pagina Fb, è partito il conto alla rovescia per tutti i suoi ragazzi dietro alle transenne.  “Oggi devo darvi una notizia molto importante, una cosa bellissima, una cosa che voi mi avete augurato da sempre. Ne abbiamo parlato tante volte di questo sogno che si sta per realizzare: il 16 giugno 2018 faremo un grandissimo concerto allo Stadio Olimpico di Roma“, queste le parole del cantante visibilmente emozionato.

Ed è proprio lo Stadio Olimpico il primo luogo in cui si è recato dopo aver vinto Sanremo con “Non mi avete fatto niente“, da poco certificato Disco di Platino, in coppia con il suo “compare”, come ama definirlo lui, Ermal Meta. Da lì ha lanciato un messaggio volto a ringraziare tutti coloro che da anni alimentano il motore di questo lungo viaggio: “Questa vittoria è soprattutto di tutti quelli che ci hanno creduto, di tutti quelli che negli anni si sono armati di coraggio, pazienza e fiducia e hanno macinato km per venirci a vedere suonare nei posti più dispersi d’ Italia. Grazie…Grazie per aver condiviso una parte della vostra vita con me“.

Si prospetta una serata da ricordare quella all’Olimpico. Un viaggio tra le sue canzoni, da “Pensa” a “L’Inizio“, da “Libero” a “Portami via“, da “Parole Rumori e giorni” a “Non mi avete fatto niente“. Canzoni in cui racconta di sé, ma anche di noi e di questo mondo qua. Canzoni di vita sputata addosso attraverso una penna e una chitarra. Canzoni capaci di graffiare in profondità e, a volte, accarezzare. Fabrizio in questi anni ha abituato il suo pubblico ad uno spettacolo totalmente viscerale, in cui lui, indomabile animale da palco, non si risparmia mai.

Questo traguardo non è dovuto all’esplosione di un successo momentaneo, ma è il frutto di chi, anche quando quelle “maledette ambizioni” sembravano non concretizzarsi mai, ha lottato “a pugni chiusi contro muri di cemento“, conquistandosi la stima e l’affetto di ogni singola persona sotto al palco.

Fabrizio può quindi portare in giro insieme alla sua band, a partire dalla curva sud dell’Olimpico e poi su e giù per tutta la penisola, la sua raccolta “Parole, rumori e anni“, pubblicata il 9 febbraio da Sony Music e RCA Records, che comprende 13 brani riarrangiati e 2 inediti. Raccolta che custodisce le canzoni che hanno caratterizzato il suo percorso artistico e umano e che lo rendono oggi uno dei più grandi cantautori di questi tempi.

Questo stadio qui dietro“, afferma Fabrizio il giorno del suo compleanno, “è sicuramente uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto nella mia vita“. E siamo sicuri che quella magica notte all’Olimpico sarà speciale per tante persone.

In bocca al lupo, rocker!

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