#4Emergenti alla scoperta dei TARTAGLIA ANEURO tra un pogo e il timido ruggito de ‘O lion

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#4Emergenti alla scoperta dei TARTAGLIA ANEURO tra un pogo e il timido ruggito de ‘O lion

Rieccoci con i nuovi “consigli per gli acquisti” di #4Emergenti, la nostra rubrica dedicata alle nuove leve della musica italiana. Questa settimana puntiamo il navigatore direzione Napoli-Pozzuoli per sbirciare nell’universo dei Tartaglia Aneuro, la band partenopea che lo scorso dicembre ha dato alla luce il suo secondo pargolo: l’album “Oltre (iCompany).

Li abbiamo ascoltati, ci hanno incuriositi e oggi, come se fossimo gli amici della porta accanto, siamo qui per presentarveli. I Tartaglia Aneuro sono un progetto nato nel 2012. Avviato con un cantautore in piena esplosione creativa a caccia di compagni di viaggio affini con cui condividerla e darle voce. È così che Andrea Tartaglia incontra il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il bassista Mattia Cusano e il percussionista Salvio La Rocca. A completare la formazione si aggiunge poi il batterista Federico Palomba. Il progetto viene messo in moto e dopo il primo album “Per errore”, lo scorso dicembre è arrivato “Oltre”.

I Tartaglia Aneuro sono uno di quei gruppi che tra una birra e un tiro a una sigaretta vi proporremmo con un: “Ascoltali, perché sono massicci”. Sì, massicci. È la prima cosa a cui abbiamo pensato ascoltando la musica di “Oltre”. Sarà perché ci hanno ricordato i cari 99 Posse, Bandabardò e Almamegretta, sarà perché quando abbiamo provato a farci un giro nel loro mondo ci siamo sentiti subito accolti e tra fratelli che condividono la stessa lotta per la sopravvivenza.

Entrare nell’universo dei Tartaglia Aneuro vuol dire addentrarsi in una terra sincera, ai confini del sud, aperta e pronta ad abbracciare ritmi, colori e suoni diversi. Una dimensione in cui coesistono culture differenti senza che si avverta separazione, anzi. Ci si sente subito parte del tutto, accomunati dal senso di appartenenza alla stessa giungla. Non importa da dove arriviamo e dove siamo approdati, viviamo tutti in una Savana in cui anche il ruggito de ‘o lion non fa più paura perché in giro ci sono predatori e zucasang più minacciosi da cui difendere il branco. Tartaglia Aneuro

“Oltre” lo si potrebbe definire un trattato di zoologia 2.0 sulla fauna attuale: scava nella natura umana riportandone a galla gli istinti e i bisogni più animaleschi. Undici brani che suonano come una “chiacchierata sbobbinata” tra amici che si danno una pacca sulla spalla ma senza fare consolatorio. Piuttosto come a dire che non siamo soli, possiamo e dobbiamo fare muro per andare oltre noi stessi e le convinzioni di cui ci siamo fatti riempire la testa. Non è più tempo di lamentarsi, è il momento di (re)agire, di smetterla di essere attori di un film scritto da altri per tornare ad esserne i registi.

La musica dei Tartaglia Aneuro ci porta in una dimensione multietnica in cui anche la lingua non può che essere cangiante. La band canta alternando italiano e dialetto campano – la lingua del cuore -, ma ricorre spesso anche all’uso di idiomi stranieri, a seconda di come la melodia e l’espressività di ognuno possano essere plasmate e adattate alle esigenze dei singoli pezzi. Lingua e arrangiamenti al servizio dei contenuti, in una staffetta rap/recitar cantato su un arcobaleno di sonorità. I brani di “Oltre” ci trascinano ora in un pogo, ora sulle note di uno swing, ora ci fanno molleggiare su ritmi del reggae.

Nell’album i featuring con i colleghi e amici conterranei O’ Zulù (in “Leggi armate”), Daniele Sepe (in “Zucasang”) e Ciccio Merolla (nel brano solo strumentale “Intro della Sibilla”). I Tartaglia Aneuro al momento sono impegnati nella promozione del disco con una serie di live. Le prossime date annunciate sono il 13 aprile a Il Baretto di Torre Annunziata, il 20 aprile al Ferro 3 di Scafati e il 28 aprile al Baudelaire di Bari. Se siete in zona, non perdete l’opportunità per ascoltarli nel loro habitat naturale: il palco.

Qui la tracklist di “Oltre”: Oltre, O’ lion, Zucasang feat. Daniele Sepe, Leggi armate feat. O’ Zulù, Fratm, Crateri, La fenice, Respira cummè, Intro della Sibilla feat. Ciccio Merolla, A voce de stregoni, Vero.

Nome: Tartaglia Aneuro

Album: Due. “Per errore” e “Oltre” (iCompany, 2017)

Genere: world music

Curiosità: il nome della band nasce dall’idea di unire il cognome del leader (Andrea Tartaglia) con questo “Aneuro” che si presta a vari significati che identificano la natura del progetto: sincero, fuori di testa e libero dalle logiche del denaro.

Frase tratta da uno dei loro brani: “Oltre il tuo vissuto, oltre ciò che immagini. Superi il possesso, condivisione. Oltre l’ignoto, rivelazione. Non è lontano ma oltre lo vedi, sei molto di più di quello che credi” (da “Oltre”).

Artisti simili: 99 Posse, Bandabardò

Link utili: www.facebook.com/tartagliAneuro

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