THE VOICE OF ITALY 2018, tredici nuove voci (quasi tutte femminili) nella seconda blind audition

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THE VOICE OF ITALY 2018, tredici nuove voci (quasi tutte femminili) nella seconda blind audition

The Voice of Italy Rai2

Anche ieri sera The Voice of Italy 2018, il talent in onda su Rai 2, è stato protagonista del palinsesto televisivo: con 2 milioni e 400 mila telespettatori e una media share del 10.2% il programma ha confermato gli ascolti della prima puntata ed è stato il secondo più visto nella serata di ieri, oltre a conquistare la vetta dei social diventando il più commentato su Facebook, Instagram e Twitter. In particolare la seconda Blind Audition ha toccato punte del 14.2% nella fascia dei giovanissimi tra gli 8 e i 14 anni. registrando sui social 118mila interazioni posizionandosi al primo posto dei trend topic italiani e quarto nella classifica Mondo di Twitter (Dati Nielsen).

Finora un successo quindi, seppur non roboante. Eppure, vedendo The Voice of Italy con gli occhi disincantati di chi vorrebbe capire, ecco, sembra tutto un gigantesco “wannabe”. Wannabe strappalacrime, wannabe professionale, wannabe trash, wannabe mega produzione: l’idea è che rimanga tutto, per l’appunto, un “vorrei ma non posso“, pseudo citando uno dei giudici.

L’impressione che sia tutto già scritto in fase autoriale è ancora più grande che a X Factor, e alcune scelte di regia non aiutano a togliere la sensazione. E i talenti.. ci sono, per carità, ma non emozionano, non fanno venire le lacrime (tranne a J-Ax, che si emoziona sul nulla dopo una performance abbastanza dimenticabile).

Intendiamoci: The Voice è un format che spopola in tantissimi paesi, in alcuni dei quali ha anche scalzato definitivamente X-Factor nei gusti del pubblico e dei discografici. E allora, come mai qui (ancora) non va come potrebbe o dovrebbe? Il problema, si potrebbe dire, è solo di narrazione. Proprio come in politica.

C’è chi si racconta meglio, chi si vende meglio, chi ha dei riscontri virali inverosimili anche su una mezza versione di Sally cantata benino, e chi invece fa fatica a sedimentare nella mente degli spettatori anche solo qualche partecipante delle precedenti edizioni (provate insieme a me: senza andare su wiki elencate 5 partecipanti e 2 vincitori delle precedenti edizioni di The Voice. Ora fate lo stesso con X Factor e Amici. Appunto),  oltre a non aver mai davvero conquistato la credibilità dei discografici.

Ecco, quello di The Voice of Italy è un problema di narrazione e di pr. E da qui la scelta di Costantino Della Gherardesca come presentatore, e di quattro giudici di innegabile cultura musicale come Cristina Scabbia, Al Bano, J-Ax e Francesco Renga. Per trovare una linea da raccontare, per creare dei momenti da ricondividere sui social in forma di meme e video virali.

Solo che Costantino pare ingabbiato, Cristina sembra pop e non certo metal, Al Bano e J-Ax ricordano degli attori, e neanche della miglior specie. Menzione d’onore invece per Francesco Renga, che come la signora Lia è bello ma nessuno se lo pia (solo 5 i talenti che l’hanno scelto, contro i 7 degli altri giudici).

E così tra un dialogo tra Al Bano e Cristina che pare essere letto dal gobbo e le scenette non così coinvolgenti di Costantino anche la seconda blind audition è archiviata, con 13 nuove voci a contendersi lo scettro di The Voice of Italy. 13 voci in maggioranza femminile, visto che sono 9 (contro i 4 uomini) le donne per le quali almeno un giudice ha premuto il pulsante. The Voice of Italy

Tante le scelte discutibili dal punto di vista musicale (portare Rovazzi ad un talent equivale ad un requiem in memoria della buona musica deceduta), tantissime quelle discutibili dal punto di vista modaiolo (bello il vestito da fata, ma in televisione anche no). Ma i talenti ci sono, qualcuno ha davvero una bella voce ed una presenza scenica che fa ben sperare. E quando una 16enne canta veramente bene Issues di Julia Michels (la grande ma piccola Angelica Ibba, alla quale Cristina Scabbia regala il “complimento” “hai una voce fastidiosa, per questo mi sono girata“) rimaniamo convinti che forse stavolta The Voice troverà quella narrazione che cerca. Voci dei talenti permettendo.

La competizione proseguirà nella terza puntata in onda giovedì 5 aprile dove ogni coach avrà altre due “Blind audition” per raggiungere quota 12 talenti e chiudere così la propria squadra per la fase successiva, i “Knock Out”.

The voice of Italy –  i team e i talenti scelti

7 talenti nel Team Al Bano: Cinzia Carreri, 28 anni di Mantova (performer); Virginia Dioletta, 22 anni di Roma (fonica); Simona Marcelli, 20 anni di Torre Boldone, Bergamo (studentessa); Selenia Stoppa, 26 anni da Lecce (attrice e cantante). Vanno ad aggiungersi ai già selezionati alla prima Blind Tekemaya (Francesco Bovino), 41 anni di Lecce (drag queen e cantante); Aurelio Fierro JR, 41 anni di Napoli (cantante); Maryam Tancredi, 18 anni di Napoli (studentessa).

7 talenti nel Team J-Ax: Riccardo Giacomini, 27 anni di Cagliari (Operaio); Angelica Paola Ibba, 16 anni di Cagliari (Studentessa); Angelica Peroni, 23 anni di Verona (Studentessa/Barista). Vanno ad aggiungersi ai già selezionati alla prima Blind Antonio Licari, 18 anni di Marsala (studente); Kimberly Madriaga, 18 anni di Catania (studentessa); Beatrice Pezzini, 20 anni di Verona (studentessa al Conservatorio); Andrea Tramacere, 19 anni di Rovigo (studente e catechista nel tempo libero).

5 talenti nel Team Francesco Renga: Antonello Carozza, 32 anni di Campobasso (Cantante); Michelangelo Falcone, 17 anni di La Spezia (Studente). Vanno ad aggiungersi ai già selezionati alla prima Blind Mirko Carnevali, 33 anni di Milano (musicista, sportivo); Marica Fortugno, 20 anni, di Reggio Calabria (studentessa); Asia Sagripanti, 19 anni di Pordenone (studentessa).

7 talenti nel Team Cristina Scabbia: Graziana Campanella, 26 anni di Bari (cantante); Elisabetta Eneh, 31 anni di Cosenza (disoccupata); Antonio Marino, 35 anni di Napoli (insegnante di canto); Alessandra Machella, 32 anni di Roma (musicista). Vanno ad aggiungersi ai già selezionati alla prima Blind Ylenia Aquilone, 23 anni di Catania (banconista); Andrea Butturini, 23 anni di Brescia (studente); Alessio Parisi, 19 anni di Napoli (studente).

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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