TOMMY KUTI, il rapper “Afroitaliano” che rifiuta la trap – INTERVISTA

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TOMMY KUTI, il rapper “Afroitaliano” che rifiuta la trap – INTERVISTA

Tommy Kuti

foto di Marino Festuccia

Tommy Kuti è un rapper atipico in questi temi di musicaccia italiana. Atipico perché i suoi suoni non seguono la moda del momento, quella trap tutta uguale a se stessa nelle tematiche e nel sound, e anche i suoi versi sono più pensati, più costruiti, niente soldi e figa ma razzismo, alienazione, discriminazione: in una parola, quella dimensione sociale che si sembra ormai persa in un vortice di individualismo anche musicale.

Balzato agli onori delle cronache per una citazione di Matteo Salvini sui suoi canali social, Tommy ha esordito nel mercato discografico col suo primo album “Italiano Vero“, in cui il rapper si fa portavoce dei “Nuovi Italiani”, gli italiani di seconda generazione che spesso si sentono ignorati e non riconosciuti dalle istituzioni, nonostante non abbiano vissuto altre realtà se non quella dello Stivale.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui, ecco cosa ci ha raccontato

Come nasce “Italiano Vero”?

Sentivo che in questo momento storico qui in Italia ci fosse la necessità di un nero saltato fuori dal nulla che pubblicasse un disco intitolato “Italiano Vero”, spiegando quello che provano a spiegare in modo errato i giornali sui ragazzi di seconda generazione. Cioè una cosa banale, che si può avere la pelle nera e sentirsi pienamente parte di questo paese, anche a livello culturale. Ci sono molti ragazzi come me, sanno di essere nati e cresciuti qui, amano questo paese ma non vivono ancora un senso vero di appartenenza perché l’idea generale delle persone è che “italiano” e “nero” sia un binomio irrealizzabile

Lo vivi ancora sulla pelle nella tua quotidianità questo dissidio?

Un po’ sì, le persone come me sono ancora viste come una novità, chiacchiero sul tram e la signora mi dice “ma come parli bene l’italiano”, la gente si stupisce sempre

Dicevi che è il momento storico adatto per “uscire allo scoperto” con queste tematiche. Certo vedendo il risultato delle elezioni non sembra..

In realtà credo sia proprio il momento giusto anche per quello. Il risultato delle elezioni dimostra che da vent’anni l’Italia è interessata da questo flusso migratorio, ma non è riuscita a gestirlo, niente integrazione. Tommy Kuti

Musicalmente sei molto più vicino all’hip hop italiano storico, quello degli mc, rispetto alla trap che va di moda in questo momento

Sì, è vero, considera negli strumentali ci metto sempre mano io, e provo a metterci il mio mood. Un giorno ho realizzato che la tastiera nel brano “Afroitaliano” mi ricordava le melodie ascoltate da bambino nelle feste di paese, sai quelle dell’autoscontro? Mi sa che mi sono rimaste impresse.. Alla fine io sono il risultato dello stare in Italia anche musicalmente, fossi stato in America fare tutt’altra musica. Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori, e poi anche il rap, Marracash, Fabri Fibra, con cui ho anche un featuring nel disco. E’ divertente: Fibra ascoltava Neffa, poi ci ha collaborato, Tommy ascoltava Fibra e ora ci ha collaborato. Spero un giorno di stimolare anche io un nuovo giovane rapper

Salvini ti ha citato in un suo post in piena campagna elettorale. Come l’hai vissuto quando l’hai scoperto?

Ma in realtà quello che mi ha stupito di quel post, davvero, è l’ignoranza delle persone che hanno commentato. 90% dei commenti era: “ecco cosa fanno dei nostri 35 euro” “ah li fanno pure cantare adesso” e simili. La conclusione è che la gente vede uno nero e si lascia trasportare dallo stereotipo.

Italiano Vero è un disco più sociale che personale

Sì, volevo che il disco avesse questo filone qua, la mia storia come strumento per parlare dell’Italia in generale e del mondo che vedo davanti

Ti vedremo in giro in questi mesi?

Sì, quest’estate ci sarà un tour, stiamo progettando, ma prima usciranno altri brani

Prima hai glissato sull’argomento, quindi rilancio: come ti poni in rapporto con la musica trap?

Devo dire che comunque sono contento del successo che sta avendo la trap, è innegabile, la scena rap italiana si è aperta verso nuovi fronti e verso fette di mercato che prima non era riuscita a raggiungere. Ma devo ammettere che mi dispiace per la banalità degli argomenti che i miei colleghi utilizzano per questo genere. Sembra che il successo vada a discapito dei contenuti, a volte ho la sensazione che a tutta la scena sia venuta la “merda in testa” e siano stati annebbiati. Il problema più grande è che nessun rapper italiano si sia espresso sul tema, che abbia detto una parola sulla mancanza di contenuti, sul fatto che non esistono più le rime, che non si va a tempo. Nessun rapper italiano ha detto nulla, nessuno. E’ triste e anche significativo. Non vado contro la Dark Polo Gang perché sono il gruppo più in voga ora e fanno girare più soldi. Però è davvero triste che la musica debba sottostare alla logica delle visualizzazioni e degli streaming. Speriamo cambi qualcosa nel futuro. 

 

Tommy Kuti – Italiano Vero | Tracklist

1. Forza Italia (prod. 2ndRoof)

2. Il Disco di Tommy (Prod. Pankees)

3. The Way I Am (Prod. 2nd Roof)

4. Skit Clichè (Prod. Marco Zangirolami)

5. Clichè (feat. Fabri Fibra) (Prod. Pankees)

6. #Afroitaliano (Prod. Pankees)

7. Hassan (Prod. Pankees)

8. La Bella Italia (Prod. Yves The Male)

9. La Pelle (Prod. Medeline)

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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