MAX GAZZÈ all’ultima giornata di Sanremo 2018: “stasera? Ma non ho aspettative, la mia canzone piace e il resto non conta” – INTERVISTA

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MAX GAZZÈ all’ultima giornata di Sanremo 2018: “stasera? Ma non ho aspettative, la mia canzone piace e il resto non conta” – INTERVISTA

Max Gazzè Sanremo 2018

“ti aspetterò, fosse anche per cent’anni io aspetterò..” lo cantavamo anche noi, in trepidante attesa di intervistare il buon Max Gazzè a Sanremo 2018. E proprio all’ultimo giorno lo riusciamo ad incontrare, in albergo, rilassato e rilassante.

Abbiamo fatto due chiacchiere su “Alchemaya“, il nuovo album uscito il 9 febbraio per Universal Music, su “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno“, il brano sanremese che ha messo d’accordo tutti nel giudizio positivo, e di cose un po’ più mistiche come la numerologia e l’esoterismo.

Cominciamo la chiacchierata parlando della canzone sanremese e della leggenda in quanto tale

Sono molto contento di portare una storia così bella, portarla fuori a livello nazionale e, se mai dovessi andare all’eurofestival, internazionale. La leggenda l’ho scoperta perché mio fratello aveva già scritto un pezzo su questa storia, c’era un amico con cui collaboro da anni, Francesco De Benedictis, e lui era andato in vacanza a Vieste. Io ho letto il testo, sono andato a informarmi e ho pensato ‘ma che bella storia’.. quindi è stata un continuo trasferirsi di informazioni. Il merito della scrittura del testo è di mio fratello, poi l’adattamento, la musica, quello che è la contestualizzazione del brano ha dato a tutto una chiave di lettura.”

L’approccio sintonico ti accompagnerà anche nelle prossime produzioni o le sperimentazioni non si fermeranno mai?

E’ chiaro che a me piace variare, si è capito. Dopo tre anni che faccio cose più o meno simili ho bisogno di cambiare, per una questione proprio mia, se una cosa l’ho già fatta non la ripeto. Poi ci sono certi artisti che giustamente mantengono quella linea, quell’identità, io cerco di evitare, cerco di trasferire un tratto stilistico nelle cose che faccio ma attraverso situazioni diverse. In questo caso ho trasferito il mio modo di scrivere in un’opera sinfonica. Ho cercato di cambiare la veste, non l’architettura. Ho cambiato l’arredamento diciamo, l’ho messo più barocco. Probabilmente anche in futuro potrò fare un disco che sarà completamente diverso ma che manterrà delle linee identificative, perché oramai ho capito quello che mi piace. Come collaborare con altre persone e non essere vittima del mio modo di comporre, sperimentarmi nella dialettica con altri proprio per arricchirmi di questa coscienza della musica che possa evolvere in artefatti diversi che abbiano una linea comune.

Una domanda dei fan del gruppo Original: hai in progetto di fare dei concerti più intimi in cui possano trovare spazio canzoni che non sono mai state presenti in scaletta?

Quello senz’altro, è una cosa che già volevo fare ma non ho mai potuto perché era sempre imminente un tour per un album o un contesto particolare. Mi è già venuto in mente di fare concerti con brani mai eseguiti dal vivo, escludendo i singoli. Invece di fare le cover di Max Gazzè un qualcosa di più carino. Per ora è presto, mi sto concentrando sui live di Alchemaya, all’Arena di Verona, alle Terme di Caracalla, al teatro Antico in Sicilia, lo Sferistereo di Macerata, e potrebbero aggiungersi altre date. Fatto questo poi si vedrà..

C’è una particolarità che ricorre sul numero 9: il disco è uscito il 9, ha 9 tracce, “Alchemaya” ha 9 lettere, ed il 9 rappresenta in numerologia il multiplo che ritorna all’unità, la fine e l’inizio del ciclo della vita. E’ casuale? E’ voluto?

Avete colto una cosa importante, dei lati esoterici del disco. “Il signore del 9” spiega esattamente queste cose.

Prospettive per stasera? Teso o l’importante è che la canzone è piaciuta?

Punto alla vittoria chiaramente! No, hai detto bene, l’importante è che mi sono esibito e che la canzone è piaciuta. La verità è questa, penso di aver fatto un bel festival, sono contento che il brano sia arrivato alle persone. Poi comunque sono in zona blu, fa sempre piacere!

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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