SANREMO 2018: anche la seconda serata ce la siamo portata a casa! Ecco i nostri TOP & FLOP

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SANREMO 2018: anche la seconda serata ce la siamo portata a casa! Ecco i nostri TOP & FLOP

Sanremo 2018 Pippo Baudo

Tra omaggi, giovani, tenori e Pippi Baudi anche la seconda serata del festival di Sanremo 2018 è archiviata. Che dire? Nell’aria c’è ancora l’affaire Meta/Moro, c’è poco da fare, ma the show must go on e quindi via coi frizzi, i lazzi, i ricchi premi e i cotillon. E soprattuto con la kermesse canora più amata e odiata d’Italia.

Come è andata quindi questo mercoledì sanremese? Mbah, che dire.. Di certo la musica è davvero protagonista quest’anno, con le interviste prezzolate a vip stranieri strapagati e i siparietti che ne conseguono lasciate nel dimenticatoio, e diciamolo, non può che essere un bene. Però la frizzantezza non è proprio la qualità più visibile di questo festival, ecco.

Come ha fatto ieri a fare il 52% di share? Misteri della vita. Mentre continuiamo ad interrogarci, cerchiamo di dare qualche risposta con i nostri top five e flop five della seconda serata del festival.

Sanremo 2018 – Top 5 della seconda serata

1) Pippo Baudo, the king

Sì, obiettivamente il momento “l’ho inventato io” lungo quasi mezzora non è che fosse il non plus ultra a livello di appeal televisivo. Ma sinceramente, e sticazzi? Per quanto mi riguarda dovrebbe essere sancito nella carta costituzionale che, finché vive, il festivàl lo deve condurre Pippone nazionale. Mi sorprende che nessuna forza politica lo abbia come punto del proprio programma elettorale: cambiamo questa benedetta costituzione!

 

2) Sting e Shaggy insieme sul palco

Intendiamoci, è un marchettone per il disco in uscita, ma le marchette a Sanremo sono il pane quotidiano. E quando chi le fa è bravo c’è solo da essere contenti. Sting grandioso, Shaggy invece è il mio idolo incontrastrato. Allo scorso festival cui partecipò (era il 2002?) in conferenza stampa offrì una canna a Paolo Zaccagnini. Perché quest’anno non ha fatto conferenze? Sarebbe servito!

 

3) Il Volo, anche se mi pesa dirlo

Mi pesa davvero dirlo, e non sapete proprio quanto. Però son bravi cacchio, tanto bravi. Se “Nessun dorma” risente del confronto con i mostri sacri (suvvia, Pavarotti era un’altra cosa), “La vita è adesso” cantata con Baglioni era una piccola perla, davvero venuta bene. Restìo quanto mai, ma non possono non metterli tra i top della serata.

 

4) Baglioni, sempre meno presentatore e sempre più cantante

Lo avevamo detto ieri, meno chiacchiere e più canzoni. Oggi ha praticamente abdicato al ruolo di conduttore, prima con re Pippo, poi lasciando la pratica a Favino e soprattutto alla Hunziker; si è messo a fare quello che sa fare meglio, cantare i suoi capolavori (e non solo). E in quel campo mangia ancora in testa a tutto il panorama discografico italiano.

 

5) La Vanoni che blasta Alessandro Preziosi

“E’ bellissimo, l’ho scelto per quello. Come tutti gli attori non sarà un granché a cantare, ma sta studiando”. Cara Ornella, ti vogliamo davvero bene. Se fossero tutti sinceri come te il mondo sarebbe un posto migliore (anche se la gente si scannerebbe ogni tre per due)

 

Sanremo 2018 – Flop 5 della seconda serata

1) La regia di Duccio Forzano

Inquadrature fatte da chilometri, stacchi ossessivi che farebbero venire l’epilessia alla più sana delle persone (durante il brano di Annalisa stavo per vomitare), panoramiche infinite sul pubblico mentre i cantanti si esibiscono. Fateci un piacere, levateje er vino!

 

2) Biagione che distrugge una capolavoro

Meno male che qualche strofa di “Mille giorni di te e di me” l’ha cantata pure Claudio Baglioni, perché quella cantata da Biagio Antonacci era un’altra canzone. Che duetto poco assortito! Ma non la poteva cantare Baglioni da solo?

 

3) Despacito pure al festivàl

Non è bastato farci rompere i coglioni per mesi e mesi co sta canzone demmerda, ora ce la dobbiamo sorbire pure a Sanremo, e con un anno di ritardo rispetto al trend. E poi, ma che siparietto tristissimo era? Vi prego, pietà!

 

4) L’estenuante lunghezza della seconda serata

Un grande classico: oramai pensare di chiudere la trasmissione prima di mezzanotte e mezza è pura utopia. Capisco le esigenze di share, però non posso tornare a casa ogni volta così tardi. E soprattutto far esibire un gigante Roberto Vecchioni a notte fonda è una bestemmia bella e buona.

 

5) Il momento “Poppopoppo” all’una passata

Già è un’ora indecente, ma perché ridurre a trash una bella canzone? Con tanto di pubblico che sale sul palco e riflessi filmati nel vidiwall dietro? Una maniera non fantastica di chiudere la serata, diciamolo!

 

 

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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