#AspettandoSanremo. MAX GAZZÈ e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

finley
FINLEY al via da venerdì 16 febbraio l'”Armstrong Live Tour 2018″
5 Febbraio 2018
Mirkoeilcane intervista
MIRKOEILCANE: online il videoclip di “Stiamo tutti bene”
6 Febbraio 2018

#AspettandoSanremo. MAX GAZZÈ e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

Max Gazzè Sanremo 2018

Siamo arrivati alla fine del nostro percorso, del nostro road to Sanremo 2018 che ci ha portato a presentarvi tutte le canzoni dei big e dei giovani presenti in questa 68esima edizione del festival della canzone italiana. E oggi chiudiamo in bellezza con uno che al festival non ha mai raccolto quanto meritava, ma che quest’anno potrebbe regalarci delle sorprese: parlo di Max Gazzè, in gara con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno“.

Una leggenda per l’appunto, originaria della zona di Vieste (in provincia di Foggia), che racconta di un giovane pescatore, Pizzomunno, innamorato della splendida Cristalda. Il loro amore era più forte anche delle forze sovrannaturali, impersonate nelle sirene, che tramite il loro canto cercavano di convincere il pescatore ad abbandonare l’amata e unirsi a loro offrendogli un titolo regale ed anche l’immortalità. Ma Pizzomunno rifiutò sempre le offerte delle ammaliatrici che, per vendetta, in una notte di luna piena mentre i due si scambiavano effusioni in riva al mare, rapirono la bella Cristalda portandola con loro nelle profondità del mare. Pizzomunno per la disperazione si pietrificò istantaneamente nello splendido faraglione che ancora oggi porta il suo nome, e da allora aspetta la sua amata, con la quale può ricongiungersi una volta ogni cent’anni durante la notte di ferragosto.

Da questa mistica leggenda Max Gazzè ne ricava una canzone intensa e struggente, un’autentica dichiarazione d’amore verso l’amore in quanto tale impreziosita da un approccio che lui stesso ha definito “sintonico” (sinfonico+sintetico). Abbondante la presenza dell’orchestra, che nonostante lo spazio non distrae dal racconto e dall’emozione del cantato, e presenti anche le distorsioni del synth, che colorano in maniera decisiva un brano quasi perfetto.

Per Max questa è la quinta presenza in gara al festival di Sanremo, senza considerare le apparizioni come ospiti nei duetti del venerdì (come nel caso di “Ci vediamo a casa” di Dolcenera nel 2011): la prima fu nel 1999 tra i giovani con “Una musica può fare“, con un’ottava posizione finale. L’anno dopo l’esordio tra i big con la stupenda “Il timido ubriaco“, giunta quarta (solo quarta? ma come si può? ndr), per poi tornare nel 2008 con “Il solito sesso“, tredicesima alla fine della kermesse (solo tredicesima? ma come si può? ndr), ed infine nel 2013, con “I tuoi maledettisimi impegni“, eliminata, e “Sotto casa“, solo settima nella classifica finale (solo settima? vabbè ci siamo capiti..).

A ben guardare, solo canzoni di un certo livello, canzoni che tra l’altro hanno avuto un ottimo riscontro commerciale e radiofonico, pur non essendosi avvicinate neanche lontanamente ai piani alti della classifica sanremese. Che sia questo l’anno buono? I bookmakers principali non sono troppo possibilisti, con quote che variano dal 10 al 15, ma comunque tra i primi posti nei favoriti (dietro a la coppia Meta Moro, stabile a 3.50, Ron in discesa a 7 e Mario Biondi che naviga su quote vicino al 9). Non so voi, ma io i miei 2 euro su Max li metterei..

 

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno | Testo

di F. Gazzè – F. De Benedittis – M. Gazzè
Ed. Linea Due/Universal Music Italia/Sotto Casa – Milano – Roma

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto…
Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto
Mulini
Le braccia oramai
Non potrai
Far più niente.
Ma se ti rilassi
E abbandoni
Il tuo viso
A un lunghissimo
Sonno,
O mio Pizzomunno,
Tu guarda
Quell’onda
Beffarda
Che affonda
Il tuo amore indifeso.
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!
Così addolcirai gli inganni
Delle tue sirene…
Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa
E forse una lacrima scesa
Nel vento.
Fu solo un momento,
Poi lui sparì
Al largo
E lei in casa cantando…
Neppure il sospetto
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!
Perché poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore,
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!
Ma io ti aspetterò…
Io ti aspetterò,
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene…
Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene.
E quando
Le urla
Raggiunsero il cielo,
Lui impazzì davvero
Provando
A salvarla,
Perché più non c’era…
E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre.
E così la gente
Lo ammira
Da allora,
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora
Il suo amore
Rapito
E mai più tornato!
Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!
Si dice che adesso,
E non sia leggenda,
In un’alba
D’agosto
La bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda.

Comments on Facebook
Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

Comments are closed.