COEZ incanta il Palalottomatica di Roma: un sold out che corona un anno fantastico

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COEZ incanta il Palalottomatica di Roma: un sold out che corona un anno fantastico

Coez Palalottomatica

La sensazione che si prova è quella di un sogno che si avvera, di un percorso che ha come naturale conclusione questo concerto qua, a Roma, dove lui è cresciuto ed è diventato quello che è, ossia l’artista multiplatino che con “La musica non c’è” è stato in testa alle classifiche di vendita per più di due mesi.

Si parla di Coez naturalmente, che ieri sera ha riscaldato l’atmosfera di un Palalottomatica strapieno (sold out in poche ore, con la necessità di una seconda data stasera). Un concerto attesissimo da tutti, cantato a squarciagola da tutti, senza che nessuna canzone venisse ignorata: nella scaletta ci sono tutte le più amate e conosciute naturalmente, ma anche quelle dei primi album, che piano piano hanno conquistato anche i fan dell’ultima ora.

Si parte con “Siamo morti insieme” e “Forever alone“, per poi far esplodere il palazzetto con “Le luci della città“. “Sto disco ha spaccato tutto, posso dirlo?” si concede un momento di autostima Silvano, ma è solo un attimo, perché la concentrazione e la passione che ci mette è più forte di tutto, anche dell’emozione di essere lì, di fronte a 10mila fan che cantano in coro. Sul palco poi lo raggiungono gli amici di sempre, Carl Brave e Franco 126, che cantano con lui “Barceloneta” (“Probabilmente è la prima volta che faccio dal vivo questo pezzo, almeno con questa formazione. E non è inedito..“), poi Gemello per “Taciturnal“, Gemitaiz e infine Lucci: la festa non è solo sua, è di tutto l’hip hop romano, cresciuto a pane e crew tra i vicoli di trastevere e che oggi esplode di fronte ad una serie innumerevole di sold out. “Anni fa gliel’avevamo detto, tu spaccherai tutto” dice Lucci, ed effettivamente aveva ragione.

Chiusura col botto con “Faccio un casino“, “La musica non c’è“, “Ciao” e “La strada è mia“. Senza bis (“non mi piacciono le tarantelle e le pantomime, quando finirò questa canzone ed uscirò dal palco il concerto sarà finito“: menzione d’onore, ho sempre odiato anche io la pantomima del bis).

Concerto finito, casino fatto. Mi guardo intorno e vedo un pubblico che non credevo così variegato: ragazze tante, per carità, ma anche ragazzi, trentenni, commossi e stravolti come ad un concerto di Vasco. “Com’è stato? Bello, vero?” Sì caro Silvano, è stata davvero una bella festa. E te la sei meritata tutta.

 

Coez – Faccio un casino tour @Palalottomatica | Scaletta

“Siamo morti insieme”
“Forever alone”
“Le luci della città”
“Parquet”
“E yo mamma”
“Hangover”
“Delusa da me”
“Lontana da me”
“Non erano fiori”
“Vorrei portarti via/Le parole più grandi”
“Costole rotte”
“Barceloneta” (con Carl Brave x Franco126)
“Ali sporche”
“Jet”
“Taciturnal” (con Gemello)
“Occhiali scuri” (con Gemitaiz)
“Mille fogli”
“Un sorso d’Ipa” (con Lucci)
“Faccio un casino”
“La musica non c’è”
“Ciao”
“La strada è mia”

Coez – Faccio un casino tour @Palalottomatica | Gallery

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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