“Illegacy”: la pianista ROBERTA DI MARIO parla del disco che segna il suo “ritorno a casa” – INTERVISTA

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“Illegacy”: la pianista ROBERTA DI MARIO parla del disco che segna il suo “ritorno a casa” – INTERVISTA

Roberta Di Mario

Un fiume in piena di suggestioni, visioni ed emozioni. È questo l’effetto che produce sull’ascoltatore Illegacy (Warner Music Italy – Publishing: Red&Blue/Abiudico/I Mean), il terzo album della pianista Roberta Di Mario disponibile negli store fisici e digitali dallo scorso ottobre.

A comporne l’ossatura, dieci brani strumentali di singolare raffinatezza stilistica. Abbiamo avuto il piacere di parlare del disco direttamente con Roberta Di Mario. Ecco cosa ci ha raccontato.

Roberta, ti ho sentito parlare di Illegacy come dell’album che rappresenta chi sei oggi e come di un “ritorno a casa”. Ti andrebbe di spiegarci meglio da un lato cosa vuol dire per te e com’è stato questo “ritorno a casa”, e dall’altro chi è oggi Roberta Di Mario?

Illegacy è il mio viaggio verso casa, il mio ritorno, perché sono ritornata alla musica strumentale e pianistica, essendo nata come musicista e pianista. Torno però con una veste in più, quella di compositrice e amo esserla perché amo scrivere, comporre e dare vita a musica nuova, che mi rappresenta. Così spiego chi è Roberta Di Mario oggi, un’artista che si sente completa, profondamente ispirata e finalmente se stessa. 

In Illegacy l’estetica del suono trova riflesso anche nell’estetica dei videoclip, in particolare dei brani “Duende”, “My Everything” e “Illegal Song” che insieme formano come i tre capitoli di una stessa storia. Nei video l’uso del b/n come se rappresentasse due anime distinte che incarni al contempo, in mano una rosa simbolica che sboccia quando sei al piano. Qual è il messaggio che comunicano i tre videoclip e il senso della storia che raccontano?

Illegacy è un progetto visual oltre che musicale. Abbiamo desiderato proiettare l’ascoltatore in un mondo di b/n e colore tipicamente cinematografico, perché nel DNA della mia musica sembra che ci sia qualcosa che evoca il cinema e il mondo delle immagini.
Amo il b/n e un certo tipo di cinema francese. Ecco “Duende”, girato a Parigi, esperienza meravigliosa in una città ferita, a raccontare che cosa sia il Duende e a raccontare la musica e l’amore. “My Everything” è il secondo capitolo della storia, quella rosa deve essere consegnata e se in Duende resta mistero, in “My Everything” il mistero si svela. “Illegal Song” sono in realtà suggestioni, il b/n è ciò che lega agli altri due capitoli.

Da sempre sei sensibile al fascino del cinema e i brani di Illegacy si presterebbero bene anche come soundtrack di un film. Per quale genere cinematografico te li vedresti “cuciti a pennello” e per quale regista?

Amo tanto il cinema francese ma anche un certo tipo di cinema italiano, oltretutto femminile. Mi piace molto Cristina Comencini, Sorrentino, Ozpetek, Virzì, Genovese. Tanto altro ancora. La musica è l’altra metà del cinema, l’immagine ha bisogno della musica, incondizionatamente, ancora prima che un regista di un compositore (sorride ndr).

La musica per te è… ?

Necessità, Ossigeno, Vita.

Hai la possibilità di presentare Illegacy su un palco, in un festival, in una location a tua scelta: dove sogneresti di esibirti?

Nei teatri, in giro per il mondo. Illegacy è un progetto di respiro internazionale, vuole palchi internazionali, perché la musica strumentale, il pianismo contemporaneo non ha confini, non c’è il limite della voce e della lingua italiana.

Roberta Di Mario – Illegacy | Tracklist

prodotto artisticamente da Roberta Di Mario, Cristian Bonato e Federico Mecozzi

Illegal Song

My Everything

Duende

Gratitude to the Sky

Musica Bianca

Uncomplicated

Indefinitely

The Color of You

No Intimacy

Epilogue

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