#4Factor, la cronaca del sesto live di X FACTOR 11. Il culo di Damiano, l’eliminazione di Rita Bellanza e tanta noia!

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#4Factor, la cronaca del sesto live di X FACTOR 11. Il culo di Damiano, l’eliminazione di Rita Bellanza e tanta noia!

La puntata di ieri sera di X Factor, la sesta dei live, è scivolata via tra alcuni momenti topici, vocalizzi sempre più puntuali e tanta, troppa noia. Sì perché se da settimane i litigi e gli screzi tra in giudici (in TV così come sul web) avevano tenuto banco catalizzando l’attenzione mediatica, ieri invece una mega iniezione di tranquillanti ha evidentemente sedato gli animi, con Fedez che risolve i lasciti emotivi dello scorso Strafactor tenendo il muso tutta la serata. Semplice fase di stanca o imposizione dall’alto? Chissà, di certo per una volta tutte le attenzioni sono sui cantanti in gara e sulle canzoni che interpretano. E musicalmente parlando non può che essere un bene (anche se poi alcune assegnazioni hanno lasciato un po’ di amaro in bocca). Vediamo insieme come è andato il sesto live di #XF11 ripercorrendone i momenti più importanti.

X Factor 11 – il sesto live. Noel Gallagher, e poi si può spegnere la TV

Il sesto live di X Factor 11 comincia con un tuffo nel passato più glorioso del Britpop e della musica in generale, una versione da brividi di “Don’t look back in anger” interpretata da colui che questo capolavoro lo ha scritto e pure cantato (il primo singolo degli Oasis interpretato da lui e non dal fratello): Noel Gallagher, in Italia con i suoi High Flying Birds per promuovere il suo ultimo album “Who Build the Moon“, già presentato alla stampa tempo fa (qui il nostro incontro con lui). Da brividi dicevo, perché non è una canzone, è un pezzo di storia, è il passato che ritorna e c’ammazza di nostalgia (anche se ammetto che nella celebre battaglia del Britpop ho sempre preferito i Blur..)

So Sally can wait” grida il cantautore di Manchester, e subito Rita Bellanza si sente chiamata in causa. Ma non è ancora il suo turno, perchè i primi a salire sul palco dell’X Factor Arena sono i Ros con Killing in the Name dei Rage Against The Machine. E da qui in poi, via con gli sbadigli.

X Factor 11, il sesto live – Le assegnazioni (da incubo) e la Bellanza eliminata

Se i Ros, complice una scelta del brano azzeccata, regalano una buona interpretazione apprezzata anche dai giudici (tranne Fedez), gli altri concorrenti non sono così all’altezza delle aspettative. Enrico Nigiotti reinterpreta a modo suo “Mi fido di te“: emozionante per carità, ma Jovanotti è un’altra cosa. Samuel Storm bravino e convincente con She’s on my Mind di Jp Cooper, Andrea Radice assolutamente non a suo agio e ritenuto anche dai giudici insicuro di fronte ad un capolavoro del calibro di Diamante di Francesco De Gregori e Zucchero. Sempre sorprendenti i Maneskin che si cimentano in Flow di Shawn James, riscoprendosi acustici con una ballad difficile da eseguire con questa maturità. Unanime il giudizio dei quattro giudici: qualsiasi sia la loro assegnazione, la band romana spacca, e soprattutto svetta su tutti gli altri concorrenti.

Si conclude con Rita Bellanza e quella che è stata definita “la peggior assegnazione della storia di X Factor” (anche se ci ricordiamo tutti di Gangnam style dell’anno scorso..): Levante infatti le assegna una canzone di Renato Zero, “In questo misero show“, che le starebbe anche bene addosso, ma che davanti al televisore riconoscono in quattro. E la prestazione, obiettivamente, non è nulla di che, al contrario di quella di Lorenzo Licitra, che chiude la prima manche eseguendo decisamente bene “Who want to live forever” dei Queen: Freddy Mercury è inavviciniabile, ma il tenore in erba non sfigura affatto rendendo orgogliosa la sua giudice Mara Maionchi.

Televoto chiuso e ciao Rita, che da vincitrice annunciata si è trasformata nella più odiata di quest’edizione nell’arco di poche settimane (“vittima dei leoni da tastiera” twitta l’account di X Factor Italia.. di certo Levante non l’ha aiutata granché con le sue assegnazioni..). Chi si aspettava tristezza a palate e lacrime a gogò rimane presto deluso: la giovane cantante pare quasi liberata da un peso, e anche dopo nel corso di Strafactor i sorrisi si sprecano. Che sia stato un errore aver costruito tutta la sua narrazione sulla sofferenza e sulla fragilità? Ai posteri (ed al mercato discografico) l’ardua sentenza.

X Factor 11, il sesto live – La manche “My Song”

La seconda manche è l’abituale “My song“, un classico di X Factor. Le canzoni scelte dai concorrenti sono belle ma leggermente soporifere, specie alle 23.15. Comincia Nigiotti con Vento d’Estate, decisamente peggiorata rispetto all’originale. Si continua con Samuel e la sua versione di Say Something di A Great Big World feat Christina Aguilera. “Devi continuare a fare canzoni tristi perché mi metti di buon umore” osserva Manuel Agnelli, mentre i coglioni dei telespettatori già raggiungono il pavimento.

Licitra regala vigore con un’interpretazione pressoché perfetta di Million Reasons di Lady Gaga (O Milio Rishmn come ha biasciato una Mara Maionchi in fase rincoglionimento acuto, subito dopo aver chiamato il suo ragazzo Enrico Licitra), i Ros deludono un po’ con Future Starts Slow dei The Kills. E’ il turno di Radice poi, con Transformer di Gnarls Barkley, cantata obiettivamente bene.

Tra i mutismi di Fedez, i commenti scontati di Levante e una Mara in fase sbrigamose a finì così torno a letto, il telespettatore medio è ad un passo dal calare la palpebra definitivamente quando i Maneskin, sempre loro, rompono ogni schema con Kiss This dei The Struts: il pole dancer Damiano, in tacco 12 e praticamente in mutande, regala un’esibizione di grande impatto e di notevole effetto: in sincerità, una cosa così, non s’era mai vista! Indubbiamente arrapate le donne di tutte le età che lo guardavano (prima tra tutte Levante) e finalmente uno sprazzo di simpatia di Fedez che commenta “se lo avessi fatto io sarei sembrato Paolo Brosio mentre fa parkour“.

X Factor 11, il sesto live – Ritorna Noel, va via Andrea Radice

Al televoto i risultati sono abbastanza scontati, con Andrea Radice e i Ros che vanno al ballottaggio. E qui dobbiamo per forza citare il coraggio della band capitanata da Camilla, che propone per la sfida finale una canzone dei Marta sui Tubi (che non son stati neanche citati da Cattelan, mannaggia!), la bellissima “L’unica Cosa” arrangiata in versione punk: misconosciuta e bellissima. Gioco, partita e incontro, Andrea Radice viene eliminato dai giudici e per la prima volta in questa edizione Mara perde un concorrente.

Ma negli occhi e nel cuore di tutti c’è solo la seconda esibizione di Noel Gallagher che presenta il suo nuovo singolo Holy Mountain, chiosando il tutto con un fantastico “gli anni novanta sono io” Entusiasmo in studio ed anche a casa, mentre Liam twitta parole di sano amore fraterno.

Certo, se in questa puntata non ci fossero stati i Maneskin e l’ex Oasis, ma di che staremmo parlando oggi?

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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