SAMUEL: saluti e ritorni a Milano col “Codice della bellezza tour” – LIVE

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SAMUEL: saluti e ritorni a Milano col “Codice della bellezza tour” – LIVE

Samuel

foto di Elisabetta Riccio

La tappa di ieri de Il codice della bellezza tour aveva il sapore di un capitolo che si sta per concludere, di un ringraziamento sentito nei confronti del pubblico e tutte le persone che hanno creduto sin dal primo momento nel progetto da solista di Samuel, già famoso per essere frontman dei Subsonica.

La tappa di Milano non era prevista in questa seconda parte di tour perché avevamo già suonato pochi mesi prima… ma ho insistito perché in questa città ci sono molte persone che hanno creduto in questo progetto: il management, l’ufficio stampa, la mia casa discografica. Questa festa è soprattutto per loro” ed in effetti il termine festa risulta particolarmente azzeccato: la scaletta è pervasa da brani caratterizzati da un suono prepotentemente elettronico e Samuel cerca un continuo scambio con il pubblico, chiedendo di battere le mani, di saltare o di partecipare con la voce.

Nonostante il sound definito e potente e la grandissima autoironia con cui Samuel regge il palco, non mancano anche momenti più posati e riflessivi. “Ragazzi, questa è una canzone triste così la facciamo subito e ce la leviamo dalle palle” commenta prima di esibirsi in Qualcosa. Particolarmente intensa anche la bella ballad scritta a quattro mani con Jovanotti sulla metro di New York, La luna piena, eseguita a chitarra. Samuel è un polistrumentista e ne dà prova sul palco: con maestria riesce ad innestare le note di pianoforte sullo scheletro elettronico dei pezzi, rendendo il suono più personale, pieno ed emozionante.

I brani non vengono semplicemente eseguiti, ma anche rivisitati, soprattutto quelli più famosi che si arricchiscono di momenti strumentali inaspettati e che tengono sempre alta l’attenzione. Menzione a parte meritano anche i due musicisti che accompagnano Samuel sul palco, Tozzo dei Linea 77 alla batteria, e Alessandro Bavo alle tastiere, che hanno contribuito a costruire un’esperienza e un sound molto personale. Molto coinvolgenti La risposta e Vedrai, due dei singoli dell’album che hanno riscosso più successo.

Questa prossima canzone, devo ammetterlo, non mi piaceva tanto, perché mi ricordava Despacito: l’ho inserita solo perché altrimenti il mio discografico minacciava di non pubblicarmi l’album. Adesso invece mi diverto molto” presenta così La statua della mia libertà che porta all’interno della scaletta un po’ di leggerezza e sapore di tormentone estivo.

Un passato come quello dei Subsonica non si può certo dimenticare: un’ampia parentesi di quattro brani è dedicata a quei pezzi della band che sente particolarmente suoi e decide, per una questione di rispetto, di suonarli da solo, mettendo momentaneamente in pausa i bravi musicisti al suo fianco. Per questi pochi brani, nonostante sia il suo marchio di fabbrica, l’elettronica viene messa da parte ed è proprio grazie alla semplicità degli arrangiamenti che le qualità vocali ed interpretative di Samuel possono godere di maggiore respiro, mettendo in evidenza anche un animo più sensibile. Il concerto si chiude poi con la title-track in un momento molto emozionante.

E anche se questo concerto aveva il sapore dei saluti e delle belle esperienze a cui è necessario mettere un punto, Samuel ha già anticipato di essere al lavoro con i Subsonica per la scrittura e incisione di un nuovo album.

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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