APPARAT, venerdì sera all’Ex Dogana di Roma il trionfo dell’elettronica – LIVE

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APPARAT, venerdì sera all’Ex Dogana di Roma il trionfo dell’elettronica – LIVE

Apparat

Arrivo all’Ex Dogana verso le 23 e mi chiedo “ma che ci faccio io qui?”. Sì perché a trent’anni suonati la cosa che sogni per il tuo venerdì sera dopo una lunga settimana di lavoro è solo e semplicemente il letto. O il divano, in alternativa.

E me lo sono continuato a chiedere fino alle 2 quando, dopo un paio di cocktail d’ordinanza, sono passato davanti alla cassa che pompava bassi come se non ci fosse un domani. Ed è in quel momento, col flow che mi entrava direttamente nelle articolazioni, che ho capito che pur non essendo un “pischello” quella serata me la sarei goduta eccome, perché la musica che veniva dalla consolle era la miglior elettronica in commercio in tutta Europa. Era l’elettronica del maestro Apparat, colui che ha ridato un’anima al dancefloor giocando sull’espressività, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull’architettura ritmica. Apparat

Cresciuto professionalmente a Berlino (dove negli anni ’90 era impossibile non interfacciarsi con la techno e le sonorità elettroniche), con la sua ricerca di equilibrio ed espressività ha riportato nelle piste da ballo l’emozione, attirando su di sé l’attenzione dei più grandi artisti del periodo, Ellen Allien su tutti, consacrandolo come uno dei migliori producer del mondo. Quando ritorna dietro la consolle, lo spettacolo è assicurato: un’apoteosi di luci e sonorità, rette in maniera impeccabile da un ritmo intenso ma allo stesso tempo facile all’ascolto, tra schegge acid, aperture di synth e lunghe gallerie emotive oscure ed inquietanti.

Quasi tre ore di elettronica che non stanca mai pur nella sua pseudo ossessività, con un gioco di luci a creare un’atmosfera quasi intimistica (peccato per l’assenza di un vero e proprio mapping, ma la location post-industriale dell’Ex Dogana fa arte da sola). Una serata perfetta che non finisce neppure quando il genio tedesco scende dalla consolle: avrò anche trent’anni, ma per Apparat faccio le 5 del mattino volentieri!

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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