#4Emergenti “bacia le mani” a DON ANTONIO, l’artista di gran classe della settimana

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#4Emergenti “bacia le mani” a DON ANTONIO, l’artista di gran classe della settimana

Mentre in radio impazzano le solite hit, continua a vele spiegate il viaggio di #4Emergenti – la rubrica sulle tracce delle voci più interessanti del panorama discografico italiano, ancora inedite al mainstream. Il nostro artista della settimana non è “alle prime armi”. È da tempo sulla scena con la sua formazione storica e da anni collabora con professionisti di fama internazionale. Da quest’anno, però, ha dato inizio ufficiale al suo progetto da solista. #4Emergenti oggi “bacia le mani” a Don Antonio, dallo scorso aprile negli store e sulle principali piattaforme streaming con il disco omonimo, una vera chicca che vogliamo presentarti.

Dicevamo del nostro “Don” che è difficile parlarne come di un “emergente” in senso canonico. Basta ascoltare il suo debut album per rendersene conto. Siamo davanti ad un artista formato, con le idee chiare, che sa dove mettere le mani e che ha stoffa – ed esperienza – da vendere. Don Antonio aliasAntonio Gramentieri è l’anima della band Sacri Cuori, i “Fellini’s bastard children” – come amano definirsi – autori di brani “prestati” al cinema, al teatro e alla tv e che vantano collaborazioni con big come Dan Stuart, Capossela, Il Pan del Diavolo, Nada, David Hidalgo. Eclettico chitarrista e produttore, Gramentieri lo scorso 7 aprile ha intrapreso in parallelo un percorso da solista rilasciando l’album omonimo “Don Antonio”, una bomba per soli veri intenditori superiore ad ogni aspettativa.

Don Antonio è un uomo e un disco” leggiamo dai comunicati ufficiali. Il primo Lp da solista di Gramentieri – artigiano del suono con un intuito e una raffinatezza stilistica più unici che rari – se da un lato resta fedele all’impronta fortemente cinematografica cui ci hanno abituati i Sacri Cuori, dall’altro se ne distacca per dare libera espressione a suggestioni, profumi e colori che ci parlano di un Sud cristallizzato, oltre ogni confine temporale, nella sua immagine più autentica e genuina.

Registrato in Sicilia e rifinito in Romagna, “Don Antonio” è pura dimostrazione di cosa – come cantava Gazzè – “una musica può fare”. Le 14 tracce dell’album catturano e “traghettano” l’ascoltatore in un’esperienza in cui ogni senso è coinvolto. È una musica, quella di Gramentieri, da cui ti lasci pervadere e che non ti lascia scampo: non puoi solo ascoltarla, riesci anche a sentirla sulla e sotto la pelle. Mentre i brani scorrono uno dopo l’altro sembra quasi di avvertire il profumo degli agrumeti e il calore della terra baciata dal sole, passando attraverso ritmi, sfumature e lunghezze temporali diverse che vanno dai 3 minuti e 36 secondi di Soukana agli appena 38 secondi di Bakali, una nenia di pastori con tanto di scampanellio delle greggi portate al pascolo.Don Antonio

Nei 14 brani del disco fanno spesso la loro incursione suoni e rumori di sottofondo di una realtà consumata tra chiacchiericci e risate da bar, fruscii di vesti che si muovono danzando, fischiettii, tintinnio di bicchieri sollevati per brindare. Le poche parti cantate sono affidate ad un intenso recitar cantando. Quella di Gramentieri è una poetica della musica ricercata e sofisticata negli esiti ma non per questo piatta e impegnativa nell’ascolto. Che ci sia tanto lavoro e studio dietro ogni brano si avverte chiaramente ma l’album omonimo di Don Antonio è cangiante e imprevedibile. Puoi ritrovarti in una sorta di transfert ipnotico ascoltando SeraRamonLontana –  odi alle cose e persone perdute – o dolcemente cullato dalle note di Adelita o, ancora, avvolto dalla passione di Amorcantando. Ma in Don Antonio torna anche l’atmosfera tanto cara ai “Fellini’s bastard children”, quei motivetti da commedia all’italiana targata ‘50/’60 che ci riportano ai film con Tognazzi e Mastroianni, come nel singolo Oh La La e nel twist alla Rita Pavone maniera Baballo.

Nel complesso, l’album del nostro Don Antonio risulta talmente piacevole e divertente che, arrivati alla quattordicesima traccia, rimetteresti il disco dall’inizio. Se è questo l’effetto che lascia nell’ascoltatore, allora non possiamo che ritenerci davanti ad un successo. Ben fatto Don Anto’! “Baciamo le mani”.

Al momento Don Antonio è ancora in tour per presentare l’album. Il nostro consiglio è di monitorarlo e ascoltarlo dal vivo alla prima occasione.

Nome: Antonio Gramentieri in arte Don Antonio

Album: Uno. “Don Antonio” uscito il 7 aprile 2017

Genere: folk-jazz strumentale

Da ascoltare quando: come sottofondo la sera a casa, a fine giornata, con un calice di rosso dal carattere robusto passando dai fornelli al divano in un clima di completo relax

Frase tratta da uno dei suoi brani: “Perché eri cieco e non l’hai trovata, perché eri cieco e poi l’hai smarrita. Ora senti: era sete” (da Ramon)

Artisti simili: Cesare Basile, Eugenio Bennato

Link utili: www.facebook.com/DonAntonioOfficial

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