ROBERTO CASALINO ci racconta i suoi “Errori di Felicità” – INTERVISTA

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ROBERTO CASALINO ci racconta i suoi “Errori di Felicità” – INTERVISTA

Roberto Casalino

Il 13 ottobre scorso è uscito “Errori di Felicità“, il nuovo singolo di Roberto Casalino, cantautore pop che ha firmato brani di successo del calibro di “Non ti scordar mai di me”, “Cercavo amore” e “L’essenziale”.

Nato ad Avellino e cresciuto a Roma, una vita a contatto con il mondo della musica senza mai essere sotto i riflettori, (le sue prime collaborazioni con Tiziano Ferro risalgono all’inizio del nuovo millennio ed il primo brano prodotto, “Entro il 23“, se lo ricordano tutti quelli della mia generazione nella calda estate del 2003), Roberto Casalino è una delle penne più pregiate e richieste nel panorama autorale italiano: portano la sua firma le maggiori hit di Giusy Ferreri e Fedez (Novembre, Magnifico, Piccole Cose), molti brani di Annalisa, Emma, Elisa, e soprattutto un capolavoro come “L’essenziale“, portata al successo sanremese da Marco Mengoni.

Oltre la proficua carriera da autore, Casalino ha da anni intrapreso il percorso di interprete, pubblicando due album (“L’atmosfera nascosta” del 2009 e “E questo è quanto” del 2014) con un terzo in uscita il prossimo anno. E proprio da questo partiamo per la nostra chiacchierata, questa schizofrenia tra essere autore per altri e cantautore per se stesso

Che si vive a fare una canzone e poi dover decidere se sarà una canzone tua oppure di un altro interprete?

In realtà questa decisione avviene molte volte in maniera naturale. Parlando di “Errori di Felicità” appena l’ho scritta mi sono subito reso conto di quanto fosse una canzone in linea con quello che volevo fosse un primo pezzo di un possibile disco, e allora mi sono detto ‘ok, questa canzone non la faccio nemmeno ascoltare agli editori’, che infatti l’hanno sentita solo alla fine cantata da me.

In altri casi.. sai, non sono un artigiano della scrittura, scrivo innanzitutto per me stesso, in realtà ogni canzone nasce potenzialmente per essere cantata da me. Poi posso decidere di separarmene, nemmeno più a malincuore, perché mi continuerà ad appartenere e soprattutto avrà maggiore esposizione e potrà arrivare ad un pubblico più vasto, che poi quello è lo scopo di una canzone, indipendentemente dal successo che poi avrà. Poi non nego che ogni tanto abbia avuto qualche brano che avrei messo da parte, che ho fatto fatica a ‘lasciare’.. è successo, sì. 

“Errori di Felicità” l’hai quindi subito sentito tuo

E’ il primo brano che ho scritto l’anno scorso pensando a un mio possibile disco, un nuovo progetto. E’ nato in maniera viscerale ed è programmatico di tutto quello che sarà il sound dell’intero album, estremamente suonato, che riflette anche un desiderio di tornare agli strumenti veri piuttosto che all’elettronica che imperversa da anni nelle produzioni discografiche.

Quando uscirà questo nuovo album? Niente elettronica quindi?

Sicuro posso dirti che bisognerà aspettare il 2018, ma il disco è finito, registrazioni fatte, venerdì finisco anche i mixaggi e poi si va in mastering, la copertina è già fatta.. il progetto è pronto! Mi sono dedicato a questo disco un anno intero, l’ho fatto con calma andando in studio con le idee abbastanza chiare, con un imprinting degli anni ’90 ma 2.0, quindi con quella che è l’attitudine di oggi ma pensando un po’ a quelli che sono stati i dischi più importanti per me degli anni ’90

E quali sono?

Principalmente i primi dischi di Carmen Consoli, per rimanere in Italia, ma anche alcuni album dei Placebo, o tutti quelli dei Nirvana,  passando per gli Smashing Pumpkins, quelli sono stati anni gloriosi. Ma a livello di testi, per me Carmen Consoli è stata una musa ispiratrice, mi ha fatto capire come volevo scrivere.

Ci saranno delle collaborazioni, dei featuring nel disco o ci sarai solo tu?

No, in questo disco sarò solo io. Chiaramente mi auguro poi un giorno di realizzare un disco in cui poter ospitare artisti con i quali ho collaborato e anche con cui vorrei collaborare. Ma per ora ci sono io e le mie canzoni, ed ognuna di queste è un piccolo “Errore di Felicità”.

Citando il ritornello “Lascio andare via le cose migliori come fossero errori di felicità”. La vita come un enorme serie di errori, belli o brutti che siano..

Noi durante la vita procediamo per errori e tentativi, e l’errore lo commette solo chi ha il coraggio di rischiare. Bisogna accettare con serenità di essere umani e di fare degli errori, ma errore non è sinonimo di fallimento ma di tentativo. Quando si comprende questo si vive anche quello che accade in modo molto più sereno, anche accettando il buono e il cattivo da ogni esperienza. 

Quale è stato l’errore di felicità più bello della tua vita?

Ehehe, ce ne sono tanti e ce ne saranno nuovi. Tutte quelle che sono state le mie esperienze sono stati tentativi, rischi. Ho lasciato un posto sicuro per lanciarmi a scatola chiusa nel mondo della musica, senza nulla tra le mani se non la mia passione. Un bellissimo errore di felicità.

Nel 2018 uscirà il disco, e come ogni anno ci sarà il Festival di Sanremo, che ti ha già visto presente in 6 occasioni come autore. Ci tieni? Ci sarai anche quest’anno?Roberto Casalino

Non so se quest’anno ci sarò, dopo sei edizioni consecutive posso anche stare a casa a guardarlo con gli amici in TV. Naturalmente ho presentato delle proposte, ma è più no che sì quest’anno, almeno dalle prime notizie che trapelano. Spero di essere pienamente impegnato nella promozione del disco in quei giorni, anche se poi in quella settimana si ferma un po’ tutto.

Oramai il disco è pronto, immagino stai già lavorando a qualcos’altro.. nuove collaborazioni in vista?

Io sono molto scaramantico, fin quando non vedo che le mie cose sono state pubblicate non mi espongo, fino all’ultimo una canzone può restare fuori o entrare in una tracklist, però sì, ci sono tante novità all’orizzonte e spero di poterne parlare presto. Per restare sul recente, c’è questo brano scritto con Federica Abbate per Michele Bravi, ed è un brano a cui sono molto legato e sono contento sia stato interpretato da Michele.

Qual è futuro della musica italiana? Saremo invasi da sonorità elettroniche e trap, vedremo solo cantanti usciti dai talent, o c’è comunque ancora speranza per il cantautorato italiano vecchio stile?

Ci sono segnali molto forti, quest’anno soprattutto, per quel che riguarda il cantautorato italiano. Sono emersi nomi che in passato non avevano spazio. Io non mi sento di condannare i talent, o il trap, sono tutti percorsi che possono coesistere. Io credo che ci sia bisogno di tornare a quello che era la musica suonata, la musica meno usa e getta, anche se poi i dispositivi che abbiamo ora a disposizione ci portano ad un approccio usa e getta con la musica.

Lo streaming ha davvero condizionato la fruizione musicale dei giovani ma anche di me ad esempio, che continuo a comprare dischi ma senza andare a scatola chiusa, ascoltandoli prima su spotify. Mi rendo conto che presentare un disco che abbia una storia, in cui le canzoni raccontano qualcosa, è qualcosa per pochi. La gente oramai è distratta, spazia da un genere all’altro. A volte ti trovi in classifica gruppi che nemmeno conosci ma che magari fanno 10 milioni di streaming su spotify e non riesci a spiegarti come mai. Anche il fatto che sia stato rivoluzionato il metodo di rilevamento del mercato musicale, includendo anche gli streaming, rende un quadro generale un po’ fittizio, un po’ appannato. 

Poi bisogna andare a vedere la realtà dei fatti, realtà che ci dice che un COEZ, che non viene trasmesso affatto dalle radio, adesso fa il doppio sold out al Palalottomatica. E’ quello il vero segnale, non per forza stare in classifica. 

Però penso che bisogna avere il coraggio di osare, e io nel mio piccolo l’ho fatto, tornando a qualcosa di suonato, magari antiradiofonico. Voglio che il mio disco sia ascoltato con piacere anche tra due mesi, quattro mesi, senza dover sottostare al trend del momento. Ed esempi del genere in Italia ci sono, penso a Levante, a Brunori Sas

Diciamo che sul tema sei d’accordo col tuo amico Tiziano, che ha esternato dichiarazioni simili sullo streaming ed il mercato musicale italiano

Senza voler far polemica, ma il problema dello streaming è proprio quello: ti permette di arrivare a tante persone che non avresti raggiunto, ma poi succede che un artista come Tiziano ha meno streaming rispetto ad un rapper emergente milanese che è super seguito dai ragazzi, ha lavorato bene sui social, magari è anche uno youtuber e non del tutto un musicista. Si rischia di devalorizzare la musica. Stanno cambiando i tempi, ma sono convinto che la qualità continuerà a pagare. Sempre.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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