Saturday Church, la scoperta sessuale al suono di elettro-pop #RomaFF12

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Saturday Church, la scoperta sessuale al suono di elettro-pop #RomaFF12

L’hanno definito come Moonlight (il film che ha vinto l’Oscar per il miglior film) che incontra La La Land. Questioni razziali e di genere mescolate al musical: Saturday Church, opera prima di Damon Cardasis presentata alla Festa del Cinema di Roma (nella sezione Alice nella città), è un musical più o meno, o meglio usa le canzoni e i numeri musicali, non tanto per raccontare personaggi o eventi, ma per sottolineare le percezioni del protagonista: un 14enne nero, da poco orfano, probabilmente gay e con un’inconfessabile passione per i vestiti femminili. La società nera e cristiana non può accettarlo, meno che mai la sua famiglia, così troverà rifugio in un gruppo di transessuali e travestiti che lo porteranno a scoprire la sua personalità.

Ma il vero rifugio nel film sono le canzoni e la musica: grazie al lavoro del compositore e musicista Nathan Larsson, il protagonista riesce a emanciparsi dal suo mondo grigio, dalle incomprensioni e dai soprusi di chi lo circonda, immaginando canzoni, coreografie, attimi di liberazione artistica che suonano come il pop elettronico black che ascolta negli auricolari, dal suo cellulare. Canzoni originali e balli che dovrebbero aggiungere profondità al discorso di Cardasis, donare le sfumature che la sceneggiatura non riesce a dare, incastrata in un percorso che sa di calvario più che di formazione, tutto edulcorato per non turbare troppo le famiglie dei ragazzi LGBT (a cui sembra il film sia rivolto realmente, più che a quegli stessi ragazzi).

I suoni che variano dalla ballata in stile Beyoncé al pezzo dagli echi dubstep sono azzeccati e utili a definire il contesto: ma la regia non sa esaltarli e dialoghi e personaggi sembrano rimandare a una natura didattica più che emotiva, a uno special educativo per la televisione, infotainment commovente più che cinema da festival.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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