Una chiacchierata con STU LARSEN: il cantautore folk cittadino del mondo – INTERVISTA

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Una chiacchierata con STU LARSEN: il cantautore folk cittadino del mondo – INTERVISTA

Un tour internazionale che fa impallidire per le distanze che sta coprendo, toccando – nella fase ancora in corso – ben tre continenti diversi in appena quattro mesi. C’era da aspettarselo dal cantautore “cittadino del mondo” Stu Larsen, nuova voce del folk contemporaneo scoperta da Mike Rosenberg alias Passenger. La passione per la musica e quella per i viaggi continuano ad alimentarsi a vicenda e a portarlo lontano.

Siamo riusciti ad intervistare Stu Larsen tra una tappa e l’altra del suo tour. Abbiamo parlato con lui del suo ultimo album – “Resolute” –, del suo modo di viaggiare, fare musica e “stare al mondo”. Ecco cosa ci ha raccontato.

Stu, cosa è cambiato e cosa è restato nel tuo ultimo album, “Resolute”, rispetto al precedente “Vagabond”?

Penso che “Resolute” sia un passo in avanti, venuto spontaneamente a partire da “Vagabond”. Li ho concepiti in modo simile, con gente simile, e con brani simili che parlano di persone e luoghi intorno al mondo. Credo che i due album si compensino a vicenda ma forse non sono io la persona giusta per rispondere a questa domanda. Sai cosa mi farebbe piacere? Sapere piuttosto cosa pensano al riguardo i lettori di Fourzine!

Quali tre parole useresti per descrivere “Resolute” e perché?

La prima che mi viene in mente è “onesto”, e credo che il perché si spieghi ascoltando i brani. Le canzoni parlano da sole. Al loro interno ci sono storie vere di amore, viaggio e vita. L’altra parola che userei è “evocativo”: spero che queste canzoni portino l’ascoltatore lontano dai luoghi che vive normalmente per trasportarlo in una sorta di viaggio tutto per se stesso. E poi lo definirei “semplice”. I brani sono pieni di parole e melodie semplici, anche perché non voglio mai essere complicato con la musica.

Negli ultimi anni, com’è cambiato il ragazzo timido che eri un tempo?

In realtà, a ben guardare, sono ancora un po’ timido ma ho imparato a conviverci bene con questa parte di me. Amo incontrare e conoscere nuova gente ovunque io vada. Sono molto più soddisfatto di chi sono adesso, forse è frutto semplicemente dell’età e del passare del tempo.

Al momento sei in tour per presentare dal vivo “Resolute”. Sei stato anche in Italia, in Sardegna questa estate e ultimamente a Bologna e Milano. Che tipo di accoglienza hai ricevuto dal pubblico italiano e quale ricordo conservi del nostro paese?Stu Larsen

Adoro i miei fans italiani! Mi sento sempre molto amato e ben accolto in Italia. Sono grato al pubblico che viene ai miei concerti per ascoltare le mie canzoni semplici e spontanee. Non riesco a credere che tanta gente sia stata disposta a viaggiare tanto pur di assistere ai miei live. Sapere che in tanti hanno fatto di tutto per esserci è stata un’emozione indescrivibile!

Ami viaggiare e lasciarti ispirare dalle terre che visiti. Quali sono le tre cose che non mancano mai nella tua valigia?

Ho sempre una macchina fotografica con me! Di recente ho trovato in Germania una vecchia telecamera della Canon. A dirti il vero, ultimamente la sto usando molto di più della mia fotocamera digitale. Ma nel mio bagaglio c’è sempre anche una mappa del mondo. Mi piace aprirla quando sono sul letto e sognare dove andrò nei viaggi seguenti. Infine, se posso, porto sempre con me la mia chitarra! È così parte integrante della mia vita, che mi sentirei strano se non fosse al mio fianco!

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