#4SoundTrack: la colonna sonora di BLADE RUNNER 2049, già al primo posto del boxoffice

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#4SoundTrack: la colonna sonora di BLADE RUNNER 2049, già al primo posto del boxoffice

Blade Runner2049

Eccoci ritornati con la rubrica che coniuga musica e cinema! Questo inizio ottobre ha visto l’ uscita e il successo di un film verso cui nutrivamo grandissime aspettative: Blade Runner 2049, l’atteso sequel del cult “Blade Runner”. Uscito in Italia proprio in questo periodo del 1982 per la regia di Ridley Scott (che ritroviamo in “2049” in veste di produttore), “Blade Runner” è a tutt’oggi uno dei più amati film di fantascienza di sempre e uno dei più influenti nella cultura popolare.

Da giovedì 5, data di approdo nelle sale, “2049” si trova al primo posto al botteghino italiano, con un incasso di circa 3 milioni e 800 mila euro. Primo posto al box office anche negli USA, paese di produzione, anche se l’ esordio non ha raggiunto i risultati aspettati.

Nel cast di “2049” ritroviamo Harrison Ford nei panni di Rick Deckard, già protagonista del primo memorabile film ambientato nel 2019. Ryan Gosling è l’Agente K, mentre Jared Leto interpreta il misterioso industriale Neander Wallace; alla regia, il canadese Denis Villeneuve. Blade Runner 2049

Oltre ai freddi dati, c’è da chiedersi: è effettivamente un sequel riuscito? Le risposte sono contrastanti, e ragionandoci un po’ su non è difficile capire il perchè. In primo luogo, proprio per la sua natura di sequel è inevitabile un impietoso e costante confronto con l’ originale, dovendo tenere in gran conto gli incassi, alti ma deludenti (il ricavo totale ha appena superato il budget, ma bisognerà coprire anche la spesa in pubblicità e guadagnarci qualcosa). Due cause del relativo insuccesso sono state individuate nell’ eccessiva durata (163 min) e nel fatto che susciti poco interesse nel pubblico femminile. È altrettanto vero che per aver affrontato una sfida di tale portata bisogna rendere merito all’ambizione e al coraggio dimostrato da Villeneuve, che ha deciso saggiamente di puntare forte sugli effetti visivi. Federico Ghironi di Comingsoon cita lo stesso film in un azzeccato paragone: se il primo “Blade Runner” fosse umano, allora questo “2049” sarebbe la versione replicante: potenziata, moderna, ricca, ma anche inevitabilmente fredda e “spiritualmente” limitata.

La colonna sonora condivide appieno i pregi e i difetti del film. A comporla, l’ ormai celebre Hans Zimmer assistito da Benjamin Wallfisch. Le orchestrazioni partorite dai due musicisti sono esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un film di azione/ fantascienza: nessun tema melodioso, solo un contrappunto di rumori e suoni digitali, con qualche violino sottile e lontano, per tenere alta la tensione. C’è tutto ciò che serve per portare a casa il risultato, ma niente di nuovo, niente di memorabile. Anche su questo fronte è grande il debito verso il primo film, musicato con successo da Vangelis (premio Oscar per “Momenti di Gloria”, che tutti ormai associamo ironicamente alle scene di corsa al rallentatore). Il musicista greco per accostarsi al futuro distopico di “Blade Runner” aveva scelto uno stile marcatamente new age, etereo, facendo largo uso di un sintetizzatore Yamaha.

Per “2049” sarebbe stato forse più interessante ascoltare la colonna sonora contaminata di hip-hop proposta da El-P, rapper e produttore dei mitici Run The Jewels, con cui la produzione era inizialmente in trattativa prima di affidare poi il lavoro a Zimmer, star mondiale delle colonne sonore.

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Leonardo Parisi
Leonardo Parisi
Nato a Sesto San Giovanni, acido come più non si può. Appassionato di cinema e sushi (ma non mischiati insieme), suono il basso elettrico e cado spesso vittima della "regola dell'amico" di Pezzali.

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