CRISTIANO DE ANDRÉ, esce venerdì “De André canta De André vol. III” – INTERVISTA

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CRISTIANO DE ANDRÉ, esce venerdì “De André canta De André vol. III” – INTERVISTA

Cris

foto di Dino Buffagni

articolo di Pietro Tola

Cristiano De André pubblica il terzo album in cui interpreta le canzoni del padre Fabrizio, “De André canta De André“, in uscita il 6 ottobre con etichetta Universal, che raccoglie dieci canzoni registrate durante il recente tour italiano. Il bombarolo, Coda di lupo e una struggente versione de “La guerra di Piero” riarrangiata da Osvaldo di Dio, sono alcuni dei titoli dell’album che precede altri concerti che Cristiano e i suoi musicisti terranno in tutta Italia fino a dicembre. Durante la data di Genova il cantautore annuncia una scaletta diversa dal solito e molto più ricca. Nel 2018 il tour proseguirà con altri concerti e arriverà anche a Milano.

Nel disco c’è molta sofferenza – dice Cristiano – perché qualsiasi “artistoide” ha in sé questa capacità di vivere le sue emozioni e raccontare i suoi drammi interiori. Così come ho fatto nel mio libro ad esempio, nel quale mi sono messo a nudo e ho rivelato i miei errori, i miei fantasmi e il mio percorso”. Un De Andrè misurato, rigenerato, che per sua stessa ammissione ha cacciato diversi “mostri” che lo hanno tormentato in passato, mostrandosi più sereno. Sempre attento all’attualità, si accorge che le canzoni del padre sono ancora drammaticamente attuali: la guerra, il disagio degli ultimi, la politica che non fa niente per il popolo lo preoccupano. Vede la nostra epoca come un Medioevo nel quale tutto è sospeso, in attesa di un Rinascimento – secondo lui imminente – che riporterà le cose al loro posto. A patto che ognuno di noi faccia qualcosa per ribellarsi, soprattutto giornalisti che non esita a definire dei “comprati”, perché incapaci di dire la loro liberamente a causa della paura di perdere il lavoro. Da loro e dalla gente può partire quel rinnovamento che ci porterà fuori da questo periodo di buio.

Poi i tanti progetti per il nuovo anno in cui Cristiano spera di pubblicare un album di inediti a cui sta già lavorando perché il progetto “De Andrè canta De Andrè”, che prende in mano ogni cinque anni, non lo distoglie dal suo mestiere di cantautore. La sinergia con il padre è sempre più viva e solida. Lui stesso ammette che sarebbe contento di vedere quello che sta facendo. “Ormai interpreto le sue canzoni – dice – come se fossero le mie. Non c’è un confine, sono un’esperienza intima iniziata quando andavo in tour con lui e che prosegue ogni sera che ci esibiamo. Ogni volta poi è un’emozione diversa anche grazie al contributo di Osvaldo con il quale suoniamo da ormai dieci anni. Ogni sera creiamo come un’onda musicale che ci entra dentro e con cui ci piace giocare. La facciamo salire, la teniamo più intima e sussurrata, poi la facciamo esplodere”.

Di “De Andrè canta De Andrè” è già previsto un quarto volume con la novità di un’orchestra diretta da un grande maestro e un greatest hits dei tre precedenti. Cristiano e Osvaldo Di Dio stanno poi lavorando a una nuova versione di “Storia di un impiegato”, canzone ancora attuale che secondo il cantautore è giusto far uscire nel 2018 a quarant’anni da quel 1968 che è il tema dominante del testo.

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